Noam Chomsky

Noam Chomsky, nato a Philadelphia il 7 dicembre del 1928, è forse il linguista più noto e discusso al mondo. Il suo primo volume, Syntactic structures (Le strutture della sintassi), contiene già in nuce la sua teoria rivoluzionaria sulla grammatica generativo-trasformazionale.


Nel 1959 pubblica una lunga e ormai classica recensione del volume di Frederic Skinner, allora il più noto esponente del comportamentismo, Verbal behavior: lo scritto contiene una critica esplicita ed argomentata del comportamentismo, dal quale Chomsky aveva preso le distanze.
Tra il 1965 e il 1966 escono le due opere che fissano in maniera quasi definitiva, sia le posizioni specificamente linguistiche sia le posizioni e le ascendenze filosofiche generali dell’autore: Aspects of the theory of syntax nel 1965 e Cartesian linguistics nel 1966.
Una ulteriore precisazione di tali posizioni è proposta in Language and mind, del 1968. Chomsky, a questa data, è ormai il più influente studioso di linguistica sia nel suo paese, sia in gran parte del mondo. Lo studioso non cessa di approfondire e difendere le sue teorie, nei dibattiti frequenti e vivaci dei successivi anni, in numerosi articoli e saggi, talvolta raccolti in volume. Alcuni fra i più significativi sono: The logical structure of linguistic theory del 1975, Reflections on language del 1976, Language and problems of knowledge del 1988.
Nelle opere del 1957 e del 1965 Chomsky offre una descrizione formalizzata, di un livello e di una strutturazione quasi matematici, della grammatica e delle strutture sintattiche del linguaggio. Attualmente è Professor of Linguistics al MIT.

Partendo dall’osservazione di come un bambino impari uno strumento complesso come il linguaggio in relativamente poco tempo ed in modo naturale e spontaneo, Chomsky ipotizza che i bambini pervengono facilmente a parlare perché la conoscenza del linguaggio è in larga misura innata. Chomsky pensa ad una fondazione biologica ed evoluzionistica di tutte quelle facoltà, strutture e disposizioni che si possono intendere come l’organo, geneticamente predeterminato, del linguaggio o facoltà del linguaggio.
Questo “organo” (chiamato LAD: “Language Acquisition Device”) si sviluppa come gli altri “organi” dell’uomo: si attiva in base all’esposizione a fattori esterni (ad esempio l’uso di una data lingua nell’ambiente circostante), cresce ed è pienamente funzionale solo tra i quattro ed i dodici anni.
La competenza linguistica si fonderebbe quindi sul possesso di una conoscenza implicita innata delle regole di una Grammatica Universale, in base alle quali si è in grado di distinguere tra ciò che è grammaticalmente corretto e ciò che non lo è. Questo spiegherebbe come un bambino non si limiti a riprodurre frasi che ha già ascoltato in precedenza, ma arrivi a decidere autonomamente della correttezza grammaticale anche di frasi che non ha mai sentito e a capirle, e sia in grado di costruire nuove frasi. La teoria del meccanismo stimolo/risposta di cui si avvale il comportamentismo potrebbe teoricamente spiegare solamente la capacità di riprodurre frasi già sentite – afferma Chomsky – non però quella di produrre frasi nuove.

Le opere di Chomsky hanno rappresentato una vera rivoluzione nella linguistica moderna. La critica a Skinner (per Skinner l’apprendimento proveniva dal processo di selezione dei comportamenti da parte dei rinforzi, quindi era sostanzialmente esterno all’individuo) del ’59 apre la strada al superamento del comportamentismo e si affermano le ipotesi innatiste di Krashen. Parallelamente, grazie al cambiamento di visuale (dal messaggio linguistico all’utente) introdotto dallo studioso americano si sviluppa il Cognitivismo, già precorso dalle teorie della Gestalt sulla percezione, dalle analisi tra pensiero e linguaggio di Vygotskij e da quelle sullo sviluppo cognitivo di Piaget.

Autore articolo: porfido

3 pensieri su “Noam Chomsky

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  2. Sono le 00.47 del 13 agosto e finalmente ho trovato qualcuno sul web che mi ha spiegato con parole comprensibili la stramal… teoria di Chomsky che su testi come il famoso Diadori-Palermo-Troncarelli non si sognano nemmeno di permettere di comprendere appieno. Avevo la sensazione che si parlasse di un meccanismo innato ma ho dovuto cercare sul web per averne conferma. Non sarai mai ringraziato abbastanza.

  3. Beh, grazie Mario.
    Anche se non si può proprio dire che le poche parole di questo articoletto esauriscano un pensiero complesso come quello di Chomsky.
    Torna a trovarci.

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