A me i titoli, please!

Quest’articolo, scritto nel settembre 2013, è stato aggiornato con le descrizioni più recenti.
Per i più pigri, la soluzione è nei commenti.

Questo post serve essenzialmente a farsi venire dei sani dubbi o se avete del tempo, a perderlo. Funziona così: dovete abbinare le seguenti descrizioni ai rispettivi percorsi di studio/titoli: 1. Scuola di Specializzazione in Didattica dell’Italiano come Lingua Straniera dell’Università per Stranieri di Siena 2. Master in Didattica dell’Italiano come L2, Università di Padova; 3. Corso di Laurea Magistrale in Italiano per l’Insegnamento a stranieri, Unistrapg;  4. Certificazione Ditals I, Unistrasi 5. Certificazione Cefils, Ca’ Foscari.

Perché l’ho fatto? Per sport, fondamentalmente. In realtà su Italiano per Stranieri ci sono sempre più (nuovi) membri che si laureano in didattica dell’Italiano e volevo capire qualcosa sulle loro aspettative (di vita).

Non barate cliccando sui link e rispondete (anche a caso, tanto…).

A) La figura che si occupa di accoglienza, inserimento e formazione di persone straniere per quanto concerne la lingua e la cultura italiana viene definita comunemente (titolo conseguito), anche se, attualmente, le sue funzioni non sono ancora state declinate precisamente e le sue competenze non sono state certificate con rigore.

Il (titolo conseguito) non è un mediatore linguistico e culturale. Il mediatore linguistico, infatti, è spesso un madrelingua straniero già inserito in Italia o un italiano che ha una buona conoscenza di una delle lingue e culture di “migrazione” e che non necessariamente ha una formazione glottodidattica e pedagogica.

Il (titolo conseguito), al momento, opera principalmente nella scuola, presso enti pubblici e cooperative private attivando laboratori di Italiano L2 o laboratori interculturali; la sua figura, però, potrebbe giocare un ruolo molto importante anche in altri contesti lavorativi quali, ad esempio, le aziende che operano a livello internazionale o quelle che si avvalgono dell’apporto di personale non italofono. (Il corso) rilascia un titolo che fornisce [neretto N.d.R] competenze professionali indispensabili a chi voglia esercitare la professione di (titolo conseguito) o dell’apprendimento in contesti scolastici o extrascolastici.

 B)  (Il corso) persegue l’obiettivo di formare una nuova figura professionale: l’insegnante di italiano come lingua seconda o straniera. Si pensa così di rispondere in modo concreto alle nuove esigenze della realtà italiana, puntando alla formazione di insegnanti di italiano come L2 che siano preparati a rispondere con i mezzi più adeguati ai bisogni linguistici di differenti tipi di pubblico: i bambini e gli adulti immigrati; le comunità italiane sparse nei diversi continenti e ancora desiderose di mantenere un rapporto vivo con la lingua e la cultura italiana; i cittadini dell’Europa e del mondo desiderosi di accedere alla cultura e all’arte italiana, o incoraggiati alla mobilità tra i diversi paesi da ragioni di studio (studenti dei programmi europei di scambio) o di lavoro.

(Il corso) offre una preparazione adeguata ai seguenti sbocchi occupazionali:
    – facilitatori linguistici nella scuola dell’obbligo;
    – insegnanti di italiano per immigrati (presso enti locali, aziende, organizzazioni legate   al mondo del lavoro, associazioni e scuole private);
    – collaboratori ed esperti linguistici presso i Centri Linguistici di Ateneo;
    – lettori presso scuole, Istituti italiani di cultura e università straniere.

C) (Il corso) forma docenti di italiano LS/L2 (italiano come lingua straniera/lingua seconda) e operatori culturali, preparati a svolgere la loro attività in istituzioni scolastiche e universitarie, pubbliche e private, in Italia e all’estero, ma anche in enti locali e organismi internazionali che operano per l’inserimento e l’integrazione di minori e adulti migrati o per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Il corso si rivolge sia a studenti stranieri, interessati a insegnare l’italiano e a promuovere la cultura e la civiltà italiana nel loro paese di origine, sia a studenti italiani che intendono impiegarsi nel settore dell’insegnamento dell’italiano a stranieri, all’estero o in Italia.

Il laureato potrà rivestire i seguenti ruoli occupazionali e professionali:

  • docente di italiano lingua non materna nelle scuole statali in Italia e all’estero (dopo l’istituzione della specifica classe di concorso annunciata dal MIUR)
  • docente di italiano lingua non materna in scuole ed enti privati, centri territoriali (CPA) ed altre istituzioni culturali o umanitarie, in Italia e all’estero, anche con mansioni organizzative e direttive di corsi di lingua e cultura italiana
  • collaboratore esperto linguistico nei Corsi di lingua e cultura italiana, nei Centri linguistici d’Ateneo e nei Centri per la verifica e la valutazione delle competenze linguistiche
  • lettore di italiano nelle università e nelle scuole all’estero
  • funzionario culturale presso sedi di rappresentanza dell’Italia all’estero, tra cui gli Istituti italiani di cultura, e presso enti e fondazioni che si occupano della diffusione della lingua e della cultura italiana tra pubblici stranieri e tra le comunità di italiani all’estero
  • redattore e pubblicista nel campo dell’editoria, tradizionale o multimediale, di ambito glottodidattico e culturale italiano
  • consulente e collaboratore in scuole pubbliche e private per l’inserimento e il sostegno linguistico di alunni stranieri
  • mediatore e facilitatore linguistico-culturale
  • ricercatore o operatore sul campo in progetti di ricerca relativi ai vari ambiti dell’italianistica e della linguistica, teorica e applicata.

D) (Titolo conseguito) è il percorso formativo in didattica dell’italiano L2 più completo e articolato presente oggi in Italia. (Titolo conseguito) ha lo scopo di formare operatori che intendono entrare nel mondo dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana a stranieri e di qualificare quanti italiani e stranieri già operano in questo settore.

E) (Titolo conseguito) è un esame di certificazione che attesta una competenza specifica in didattica dell’italiano a stranieri  rivolta a un particolare profilo di destinatari (bambini, adolescenti, adulti e anziani, immigrati, studenti universitari, apprendenti di origine italiana, apprendenti di madrelingua omogenea: cinese, arabo, giapponese, operatori turistico-alberghieri, religiosi cattolici e studenti USA – University Study Abroad) unitamente ad una competenza di base in ambito glottodidattico.

Se non fosse sufficiente, guardatevi la spendibilità del Ditals secondo la scuola Torre di Babele di Roma

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