Ancòra sull’utilità dei testi tradotti nell’educazione linguistica per immigrati scarsamente scolarizzati

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Ritorno sull’utilità per l’educazione linguistica dei testi tradotti con una proposta basata su una mia esperienza personale.

1. Testi difficili

Leggete la seguente definizione.

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Deflation

In economics, deflation is a decrease in the general price level of goods and services. Deflation occurs when the inflation rate falls below 0% (a negative inflation rate).

In statistics, a deflator is a value that allows data to be measured over time in terms of some base period, usually through a price index, in order to distinguish between a changes in the money value of a gross national product (GNP) that come from a change in prices, and changes from a change in physical output. It is the measure of the price level for some quantity. A deflator serves as a price index in which the effects of inflation are nulled.

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Per chi non conosce già le nozioni basilari di economia il testo non credo sia facile, ma si potrebbbe essere tentati di imputare la difficoltà di comprensione al fatto che sia scritto in una lingua straniera. E allora andiamo alla versione italiana.

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Deflazione

Riduzione del livello dei prezzi, che generalmente si accompagna a contrazione o stagnazione della produzione e del reddito.

In statistica economica, si chiama deflatore (o deflatore implicito numero o indice del prezzo implicito) il numero indice dei prezzi che esprime il rapporto tra il valore di una grandezza economica di contabilità nazionale (reddito nazionale, investimenti) misurata a prezzi correnti e il valore della stessa grandezza misurata a prezzi costanti, cioè di un determinato anno base.

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Non so voi, ma io ho ancora parecchi problemi: a) numero indice; b) prezzi correnti; c) prezzi costanti d) anno base.

Se ne può dedurre l’ovvia conclusione che senza conoscere il significato preciso di alcuni termini anche in lingua madre si possono avere seri problemi a comprendere il senso di un testo. In questo caso credo sia la competenza lessicale a rendere ostica se non proprio impossibile la comprensione.

L’ostacolo lessicale in lingua madre viene certamente ingrandito quando si legge in una lingua straniera a causa della maggiore fatica che si fa a processare le catene sintattiche, la differente punteggiatura, l’ordine delle singole parole e la formazione dei sintagmi.

2. Lezioni con Boris: ottimo in BICS ma pessimo in CALP

(per una definizione sintetica dei due termini BICS e CALP andate qui)

Da circa due mesi dò ripetizioni a Boris (nome di fantasia), ragazzo bielorusso diciannovenne in affidamento ad una coppia italiana. Boris proviene da una piccola cittadina mineraria e i genitori naturali sono stati costretti a metterlo in collegio perché non riuscivano a mantenerlo. La scuola che ha frequentato in Bielorussia fino ad un anno fa era di scarsissimo livello dato che la totalità dei ragazzi avrebbe lavorato in miniera una volta raggiunta l’età minima necessaria.

In Italia Boris è iscritto a ragioneria in una scuola privata, più o meno un diplomificio. Tuttavia qualcosa dovrà pur sapere quando arriverà il momento della Maturità e per questo i ‘genitori’ italiani hanno incaricato me di supportarlo durante lo studio. Studiamo molte materie insieme: storia, letteratura,  economia politica, diritto, inglese. Per me è stata un’esperienza molto formativa.

Boris ha una competenza orale sicuramente superiore al livello B2, però quando legge un paragrafo dal libro di testo non capisce un’acca. Ha un bellissimo dizionario bilingue russo-italiano e quando gli faccio cercare una parola italiana l’omologo russo non lo aiuta quasi per niente. Il motivo mi pare chiaro, Boris ha letto pochissimo in russo e tutto ciò che supera il lessico di base è opaco o oscuro anche nella sua lingua madre. La scuola che ha frequentato è sicuramente la causa di questa scarsa competenza lessicale, perché non credo che un ragazzo russo che ha frequentato una buona istituzione secondaria abbia problemi, in russo, con termini quali stimolo, istituzione, collaborazione, attività professionale, beneficio, avanzamento,  e molti altri di questo livello. Boris quindi deve leggere (molto) sia in russo che in italiano, altrimenti per lui la via verso una completa alfabetizzazione sara’ assai piu’ ardua di quella che percorre un adolescente italiano. Solo così egli sarà in grado di trasferire competenze e conoscenze linguistiche dalla sua lingua madre all’italiano. La soluzione “solo italiano” o “prevalentemente italiano” sarà molto più dura, e forse infine impossibile.

3. Una proposta didattica che sfrutta la disponibilità attuale di testi di livello alto tradotti in due lingue

Come insegnante di lingua mi rendo conto quindi che con Boris l’approccio usato con studenti scolarizzati ad un buon livello (per non parlare degli studenti universitari) non può portare lontano. Costoro traferiscono sull’italiano una capacità di lettura e una conoscenza lessicale acquisite precedentemente nella propria lingua, mentre Boris e tutti gli immigrati scarsamente scolarizzati non dispongono di questo bagaglio.

Come abbiamo detto, Boris dovrebbe leggere molto, ma forse si può ipotizzare una serie di tecniche didattiche per accelerare il processo di acquisizione di competenze e conoscenze. Un’ipotesi di lavoro  potrebbe essere quella di lavorare con testi tradotti, disponendo di tre dizionari: russo, italiano e bilingue russo-italiano. In questo modo credo che l’acquisizione di un lessico più ricco potrebbe svilupparsi più velocemente rispetto a quella che si otterrebbe affidandosi ad una lettura non strettamente comparativa di testi russi e italiani.

Usando testi tradotti (bene) la comprensione di una parola in lingua straniera potrebbe appoggiarsi, da una parte sulla maggiore facilità di comprensione della stessa parola in lingua madr, d’altra parte su una più chiara compresione globale ottenibile attraverso una preliminare lettura del testo in lingua madre.

Si potrebbe obiettare che una volta compreso un testo in lingua madre lo stimolo a comprenderlo in lingua straniera cala molto, perché viene a mancare appunto la necessità di comprendere. Tuttavia per ovviare a questo svantaggio si può pensare di fare letture distanziate nel tempo. Immaginiamo libri per ragazzi come Pinocchio o Harry Potter, tradotti in tutte le lingue. Si possono comprare le versioni in due lingue e poi fare leggere lo stesso capitolo a distanza di un mese, o anche di qualche mese. Oppure si potrebbero utilzzare testi giornalistici tradotti in due lingue. Questi testi sono spesso suddivisi in paragrafi e quindi risulta semplice proporre una lettura con paragrafi a lingue alternate. Si può inoltre pensare di proporre gli stessi testi a distanza di qualche tempo, invertendo l’ordine linguistico dei paragrafi.

Ma si possono immaginare anche esercizi di tipo lessicale per abituare all’uso del dizionario. Uno di questi potrebbe essere dare il compito di individuare una parola in un testo in italiano sulla base della sola definizione del lemma del dizionario russo.

Senza continuare con una lista di possibili tencniche didattiche, vorrei concludere mettendo in evidenza che se e’ vero che studenti come Boris devono leggere in due lingue (lingua madre e lingua straniera) per migliorare significativamente la loro competenza di lettura, perche’ non sfruttare vari meccanismi di lettura incrociata (tutti da inventare, produrre e sperimentare) che permettano alla lingua madre di sostenere la comprensione nella lingua non nativa?

4. Richiesta di critica costruttiva

Ho voluto raccontare una mia esperienza rielaborata sulla scorta di due letture ormai vecchie di dieci anni:

– Cummins, J. (2001). An introductory reader to the writings of Jim Cummins. C. Baker & N. H. Hornberger (Eds.). Clevedon, England: Multilingual Matters;

– Baker, C. (2001). Foundations of Bilingual Education and Bilingualism, 3rd ed. Clevedon, England: Multilingual Matters.

Sono cosciente che l’argomento è enorme e per esprimere una proposta senza il rischio di dire assurdità bisognerebbe essere molto più ferrati. Purtroppo sono molto ignorante in merito al
CLIL e all’educazione bilingue. M’assumo quindi questo rischio, tuttavia, se c’è qualche lettore più esperto che volesse criticare questa mia proposta gliene sarei molto grato.

6 pensieri su “Ancòra sull’utilità dei testi tradotti nell’educazione linguistica per immigrati scarsamente scolarizzati

  1. sì, ma per materie come economia politica, non aiuta nemmeno un testo bilingue

  2. Grazie Ladylink. Boris e’ arrivato in Italia dieci anni fa, ma prima dell’affidamento definitivo, faceva tre mesi solamente in Italia. Definitivamente e’ arrivato l’anno scorso. Sta facendo due anni in uno (il secondo e il terzo), ma come ho scritto, la scuola e’ sostanzialmente un diplomificio: paghi per avere il diploma. Pero’ lui e’ proprio a livelli imbarazzanti, soprattutto con la produzione scritta. I testi di avvicinamento non so che siano, ma se sono testi semplficati non mi ispirano molto. Mi intrigano invece molto di piu’ i testi bilingue, io li adoro proprio.

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