Informazioni su porfido

Roccia vulcanica che presenta grandi cristalli di feldspato dispersi in una pasta di fondo, in genere dura e molto resistente alle sollecitazioni meccaniche.

Vygotskij alla finestra

Ieri sera un caro amico mi ha raccontato che la maestra di suo figlio, in quinta elementare, gli ha detto “Ho dovuto spostare di banco Marco e metterlo da solo perché ha la brutta abitudine di copiare. Quando la cosa che sta facendo gli sembra troppo difficile non riesce proprio a non cercare aiuto da qualcun altro”.

Il mio amico è tornato a casa e ha fatto una ramanzina a Marco che ha giurato di non sbirciare più quello che fanno i suoi compagni.

Mentre il mio amico parlava pensavo al fatto che forse era la maestra ad aver bisogno di una ramanzina, e così gli ho raccontato un po’ di un signore, anzi, di un ragazzo russo, Lev S. Vygotskij, nato in Bielorussia nel 1896 e morto dopo appena 38 anni a Mosca.

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A che servono i voti?

Penso che le riflessioni contenute nell’articolo di Christian Raimo, che vi propongo oggi, possano essere d’ispirazione soprattutto per noi che abbiamo a che fare con stranieri, ancor di più se in un contesto L2. Perché sono tanti i casi in cui è la “valutazione a determinare la performance e non la performance a determinare la valutazione”.

Leggi l’articolo: A che servono i voti a scuola? Dal blog minima & moralia.

 

Una RED per la formazione continua. Intervista di Carlo Guastalla a Natalia Santillan

Scambiamo oggi quattro chiacchiere con Natalia Santillan, che ha contribuito a creare e sta portando avanti con grande passione un progetto interessantissimo di formazione continua degli insegnanti di italiano, presso la Provincia di Santa Fe, in Argentina.

Natalia, secondo il tuo profilo facebook sei coordinatrice della Rete di formazione degli insegnanti di italiano del Ministero dell’educazione della Provincia di Santa Fe. In pratica in che cosa consiste il tuo lavoro?

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Buon natale in tutte le lingue

Come ormai da tradizione, facciamo risalire questo post, per augurare a tutti un buon natale. E continuate a suggerirci aggiunte e modifiche!

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Un libro per l’italiano

Chi non ha qualche fantastica attività nel cassetto? Roba che magari affina da anni, modificando ad ogni lezione qualcosa?
E chi non vorrebbe avere l’opportunità di mostrare a un ampio pubblico le sue idee didattiche?
Molti.
Ma purtroppo le case editrici offrono solo raramente la possibilità di vedere in libreria le proprie “creature” didattiche e allora…

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5 ottobre giornata mondiale degli insegnanti


L’avreste mai detto che in Italia un insegnante su due si sente sottovalutato?

E non capisco il perché, la scuola è diventata “Buona”, c’è stato un fantastico concorso e anche noi invisibili insegnanti per stranieri siamo stati riconosciuti (ma non conosciuti visto che hanno costruito la stanza ma lasciato le porte chiuse) e soprattutto ora tutti noi potremo partecipare al grande concorso per essere eletti miglior insegnante d’Italia.

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321via.ch per una visione pluricentrica dell’italofonia

Andata online a fine marzo 2016, la piattaforma didattica www.321via.ch offre, all’insegnante e all’apprendente di italiano L2/LS, una trentina di moduli didattici, ognuno contenente dai 3 ai 9 esercizi interattivi basati su materiali autentici tratti dai media.

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La cultura in classe

Prendendo spunto (e parti di testo) dall’interessantissimo saggio di Paola Celentin e Graziano Serragiotto dal titolo Didattica Dell’italiano In Prospettiva Interculturale, ecco alcune riflessioni su come trattare la cultura nella classe di lingua.

Secondo la prospettiva pragmatico-culturale di Jerome Bruner (La cultura dell’educazione, 1997), apprendere una lingua significa anche apprendere i modelli culturali collegati alla lingua in oggetto. Ognuno di noi infatti, per interagire efficacemente ed essere parte integrante di un sistema sociale, deve possedere non solo una buona padronanza linguistica ma anche una buona competenza socio-culturale della cultura di appartenenza. Secondo Bruner la cultura si interiorizza nella mente dell’uomo sotto forma di regole mentali che svolgono un ruolo di guida nell’interazione uomo-ambiente. Queste regole mentali sono a loro volta condivise e seguite dai membri di una determinata società. La comunicazione dunque può avvenire perché fra i membri di una stessa comunità esistono aspettative linguistico-culturali reciproche (nel senso che ogni membro della comunità si aspetta delle precise risposte all’interno di un determinato contesto sociale).

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Perché studio l’italiano

11061733_10152731058151778_8854459639639529945_oDopo un periodo di blocco, dovuto a vari motivi che interessano poco ai più, il blog è di nuovo operativo.
Torniamo con una nuova categoria di articoli, chiamata “Studenti”. Testimonianze sulle ragioni dell’amore degli stranieri verso la nostra lingua.

Cominciamo con Elena, che ha cominciato a studiare l’italiano a Izhevsk, fredda cittadina a noi probabilmente sconosciuta, sotto agli Urali. Continua a leggere

La deriva delle parole macedonia


Tutti gli indizi sembrano portare a Torino: è lì, infatti, che agli inizi degli anni Duemila sarebbe nata la famigerata «apericena», una di quelle espressioni che vengono definite «parole macedonia» e che faticano a piacerci.

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