Cosa Dovremmo Certificare in ItaL2?

E’ sicuramente un grattacapo la nuova CDC in Italiano L2 e rimane un acronimo creativo. Non è un sogno di una notte di mezza estate, è una realtà: il CDM n°76 del 31 luglio 2015 ha emanato un decreto attuativo che sancisce la nascita della CDC A23 (1) in italiano L2 nelle secondarie di primo e secondo grado, tale “lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)”.
Lo scopo di questo decreto attuativo è anche quello di aggiornare l’indirizzo delle attuali CDC, adeguandole alla nuova riforma del sistema scolastico e uniformandole ai nuovi indirizzi di studio e alle lauree (che dovrebbero divenire abilitanti con conseguente abolizione del Tfa), non senza malcontenti.

In 24 ore di scambi concitati sui social le maggiori preoccupazioni hanno riguardato soprattutto i requisiti per l’abilitazione. Non c’è CDC senza abilitazione, ma non c’è un Tfa in Italiano L2 e non ci sarà tempo per abilitare nessun insegnante prima del Concorsone che sarà bandito entro il 1 dicembre 2015. Che fine quindi ci aspetta?
E gli abilitati in italiano L2, i colleghi della SSIS IX CICLO del 2009, che si sono visti negato il riconoscimento dell’abilitazione dal Miur, che fine faranno?
Inoltre, al mitico Concorsone potranno partecipare tutti coloro che non sono abilitati, ma che si sono laureati entro il 2001/2002? Ma anche partecipando, noi vecchie leve che abbiamo un CV così variegato, quali requisiti dovremmo in realtà possedere?

Tante domande si alternano a dubbi…

Che cosa mi auguro: nei miei sogni più chimerici e XXX verrà indetta una mega sanatoria. Al tavolo delle trattative verranno chiamati dei rappresentanti della categoria, non solo i Professoroni delle varie Università, ma anche Colleghi affidabilissimi e integerrimi, che insieme stileranno dei requisiti, che ci permetteranno di venire abilitati tutti tutti e di partecipare numerosi al Concorsone. Ok. Stop. Buona la prima.

Quello che temo: non essendoci tempo per un Tfa (che la Legge 107 La Buona Scuola, inoltre, abolirebbe) avranno la precedenza gli abilitati in lettere o lingue con un minimo di formazione ed esperienza certificata nell’insegnamento di ItaL2. Non è una novità che ci sia il bisogno di nuove assunzioni e questa nuova CDC potrebbe risolvere in una volta sola due grandi problemi annosi. Bisognerà aspettare comunque il primo dicembre per capire meglio chi potrà partecipare, nel frattempo credo che questo paragrafetto de Il Fatto Quotidiano ribadisca una certezza:

Del resto, al prossimo concorso potranno partecipare solo gli abilitati (Tfa, Pas, diplomati magistrali e congelati Ssis; in totale dovrebbero essere più di 150mila i candidati, per un totale di circa 60mila posti da coprire nell’arco di un triennio).

Mentre questo articolo de La Tecnica della Scuola ci fa vedere la promozione delle CDC nel suo lato meno poetico: il riordino tramite accorpamento di alcune CDC con il mero scopo di risistemare l’organico (quello che temo).

Chi soffre di curiosità morbosa come la sottoscritta sarà sicuramente già andato a sbirciare i requisiti d’accesso alla SSIS IX ciclo, per scoprire che era sufficiente una laurea quadriennale o quinquennale che nel proprio piano di studi comprendesse degli esami di linguistica, glottodidattica e filologia (per capire quanti leggete qui e poi qui).

Certo, i requisiti d’accesso al Tfa sono diversi, ma scrivendo quest’articolo non ho proprio in mente i neolaureati in discipline affini alla classe di concorso, ma i tanti colleghi di ladylink sparsi per il mondo da anni, titolati e preparati che cercano e meritano un riconoscimento fattivo del loro ricco CV. Anche perché, che ci piaccia o no -non ci piace, – ora come ora -purtroppo- le Università paladine in Italia della Glottodidattica hanno un’offerta formativa che si rivolge sempre più spesso agli insegnanti di ruolo, come testimoniato dal convegno di fine maggio della Loescher a Roma, dove hanno presentato i propri lavori i maggiori studiosi dell’Italiano per Stranieri in Italia (Lorenzo Rocca, Giuliana Grego-Bolli, Fernanza Minuz per dirne alcuni) e che vantava tra il pubblico esclusivamente insegnanti della scuola, oltre alla sottoscritta, con il beneplacito del Ministero degli Interni. (Soffermatevi sui workshop, va!)
Ma non solo siamo surclassati dai docenti di ruolo, ci buggerano anche i neolaureati, come testimonia questo bando recente di un Progetto-Pilota: ulteriore testimonianza del totale disinteresse verso gli insegnanti della vecchia guardia tagliata fuori da qualsiasi iniziativa (retribuita). Che si sublima in questo bando successivo.

In conclusione, mi chiedo: ma vale davvero la pena agitarsi tanto solo per questo piccolo e trascurabile paragrafetto?

   r) alfabetizzazione e perfezionamento dell'italiano  come  lingua
seconda attraverso corsi e laboratori per studenti di cittadinanza  o
di lingua non italiana, da organizzare anche  in  collaborazione  con
gli enti locali e il terzo settore, con l'apporto delle comunità di
origine, delle famiglie e dei mediatori culturali;

Evidentemente sì. E dovremmo anche esultare, perché nelle versioni precedenti appariva quella parola che tanto piace a chi si occupa di scuola e corsi di italiano per stranieri:

r) (…) da organizzare anche in collaborazione con gli enti locali, il terzo settore e il volontariato, con l’apporto delle comunità di origine, delle famiglie e dei mediatori culturali;

In ultimo, l’articolo apparso su Riconoscimento della professionalità degli insegnanti di italiano L2/LS e un altro articolo de ilcorriere.it che, condiviso su italiano per stranieri, ha raccolto molti commenti.

Amen!

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(1) Su questa tabella di Orizzonte Scuola la A23 corrisponde a mineralogia. E questo ha già fatto scatenare un polverone, ma queste tabelle non sono aggiornate e vale la comunicazione ufficiale del MIUR che conferma la sigla. Ok????

 

12 pensieri su “Cosa Dovremmo Certificare in ItaL2?

  1. Salve a tutti, sono un giovane laureato (in Lettere) che non sa se intraprendere il ‘percorso-Ditals’ o se attendere il bando per il tfa. Il problema sorge dal fatto che, in primis, non si sappia ancora bene quali siano i parametri certi di accesso al concorso e, soprattutto, che, dai primi riscontri trovati sul web (http://www.ditals.com/titoli-di-accesso-alla-nuova-classe-di-concorso-a23-italiano-l2/), pare mi manchino diversi crediti per accedervi (2 di latino, 12 di glottodidattica e non ricordo bene quanti di geografia). Ovviamente, se intraprendessi il ‘percorso-Ditals’, ovvierei all’assolvimento della glottodidattica attraverso i corsi organizzati in previsione dell’esame (senza dover ritornare in università per sostenere scomodi e dispendiosi esami di latino, geografia e, per l’appunto, glottodidattica), ma se optassi per il tfa, alla fine, forse, otterrei più tutele e certezze. Quello che mi piacerebbe capire -chiedo a voi- è se, una volta approvata la classe di concorso A23 per il tfa, coloro in possesso del Ditals (con alle spalle anni di esperienza) verranno definitivamente surclassati, trovandosi in una posizione a metà, senza certezze. Ho scovato questo blog solo ieri; mi sono da poco laureato e non sono molto aggiornato sulle nuove leggi e i nuovi ordinamenti. Magari ne avete già discusso, ma, comunque, mi farebbe piacere avere, per favore, una delucidazione su questi miei dubbi e sulla ‘questione-Ditals’. Proprio settimana scorsa, ho ricevuto una proposta di lavoro da una cooperativa: insegnamento dell’italiano per stranieri a patto poi di fare il Ditals. Devo ancora approfondire le dinamiche e non ho ben capito se la referente sia a conoscenza della possibile classe di concorso A23. Ma, gentilmente, vi chiedo: scegliere il Ditals invece del tfa, può ancora essere un buon investimento?
    Vi ringrazio e mi scuso per il disturbo.

  2. Grazie ladylink e scusa la tardiva risposta ma non so come mai dal cell non riuscivo a rispondere. Allora: io ho sempre saputo che purtroppo per me la sola triennale non mi permette di accedere ai concorsi, tra cui a quello della suola. Lo so e me ne sono fatta una ragione e ho fatto a questo punto altre scelte, tra cui quella dell’insegnamento L2/LS…scoprire dopo 2anni e mezzo che non potrò farmene nulla e che anche di questo devo “farmene una ragione e mettermi da parte” mi fa davvero arrabbiare. Chiaramente le scuole private, qui e all’estero, non sceglieranno mai me solo con triennale e ditals se c’è per legge e concorso la definizione di insegnanti di ita l2/ls con altri requisiti. Non ce l’ho con nessuno, credo che voi abbiate ragione a chiedere quei requisiti e io non mi sogno di voler entrare nei concorsi, non ne ho il diritto…ma cosa dovrei fare? Possibile che non ci sia una soluzione che non faccia torto a nessuno? Che so, una qualificazione che magari non fa accedere al concorso ma dà comunque un riconoscimento a chi si trova nella mia situazione?

  3. Ciao!
    Bell’articolo, anch’io sto aspettando impazientemente che il MIUR pubblichi i requisiti per la nuova CDC, ma sono un po’ sfiduciata per le notizie che leggo. Ho una laurea magistrale in lingue e il Ditals I (oltre ad aver insegnato italiano a stranieri per un anno), ma se la tabella ufficiale del MIUR confermerà quanto ho letto potrei non avere tutti i crediti nei settori richiesti. Incrociamo le dita e speriamo che la rivoluzione porti buoni frutti…

  4. Ok grazie. Ovviamente mi riferivo al fatto che ho la Ditals II e ho lavorato 1 anno come insegnante (volontariato iniziato come tirocinio in realtà). Che io sappia le classi di concorso e il “fu” Tfa sono aperti solo a chi ha anche la magistrale, non conta per esempio triennale+master I livello. Vabbè comunque staremo a vedere. Mi sembra importante però sottolineare anche la situazione per i “privati”, nel senso che non vorrei che anche i privati comincino poi a prendere esclusivamente docenti abilitati per la scuola pubblica che magari hanno tempo libero il pomeriggio oppure che ancora non sono saliti in graduatoria (e magari gli chiedono di fare volontariato, a quel punto). Non so se mi sono spiegata bene. In ogni caso grazie delle info e buone vacanze 🙂

  5. Mi riferivo alla raccolta firme fatta su fb di un mesetto fa per la lettera ai senatori. Mi sembrava di capire dai commenti che la mia situazione di laurea solo triennale non era contemplata dalle varie proposte. Sono contenta di potermi invece ritenere a tutti gli effetti parte del vostro gruppo, seppure con altra formazione da dover/voler fare. Non ho twitter!!!!Che altro potrei fare?

  6. Ciao Ambra, grazie per i link. MI sembra però che (anche nel ‘caso di Bolzano’ in cui si contempla il vecchio ordinamento) non si considerino quelli che (secoli fa) erano i requisiti per operare come lettrici all’estero. Ovvero due esami di italianistica con un’ulteriore prova – questa volta scritta, da sostenere
    nell’ambito dell’indirizzo scelto, fosse questo letterario, linguistico o storico.

  7. Ciao! Tutte cose giuste e non so proprio cosa si potrebbe fare ancora. Vorrei sapere nel mio caso secondo te/voi dove potrei inserirmi: laurea triennale nel 2012, ditals II, 1 anno di insegnamento a stranieri, 1 anno di supporto scolastico in scuola pubblica come operatrice di un’associazione. Cosa dovrò fare per vedere riconosciuta la mia esperienza e per, certo, continuare a farne altra? Io sono disposta a studiare ancora, ma non chissà quanti anni e magari a 3000 euro!! Scusate ma sono ancor più confusa di prima!! E comunque, che altro possiamo fare adesso oltre a quella raccolta di firme di un po’ di tempo fa?

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