I Maestri

Ricordo ancora la mia maestra delle elementari (la Pettenati), uno dei pochi ricordi che mi restano prima dei 14 anni. Dopo di lei, le persone più importanti della mia vita, in quanto a formazione, sono stati il mio maestro di Judo e la prof, di italiano del liceo, che mi ha salvato. Lei sì, che è stata una vera maestra!

Maestro: è un appellativo forse desueto e carico di significati. Per questo ogni volta che vado a fare formazione in latinoamerica mi emoziono quando i colleghi mi chiamano Maestro Carlo. Sì, per loro è normale, e non so se c’è consapevolezza del fatto che per me significa molto di più di formatore o di professore. Mi interrogo poco però, e me lo prendo, gongolando.

Qualche giorno fa il mio amico Paolo Torresan mi ha mandato una mail per segnalarmi un articolo di Severgnini (che non amo) su Robin Williams e l’Attimo fuggente (che pure non amo). L’avrei letto distrattamente se nel soggetto non avesse scritto  bellissimo articolo di Severgnini sul ruolo del “maestro”. Così l’ho salvato e messo da parte per leggerlo con calma.

Curiosi? Eccolo qui:

«Capitano, mio capitano» Quell’attimo fuggente che commuove
da Corriere.it

PS: Grazie Paolo.

 

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