Il boom delle #paroleorrende

Oggi la raccolta di #paroleorrende (l’hashtag sta a significare che la cura non può che essere omeopatica) impegna su Facebook molte persone, che – in una specie di trance agonistica – propongono ciascuna le proprie parole-tabù, le bestie nere, le espressioni-orticaria. Il Fatto quotidiano fa le sue riflessioni, che vi invitiamo a leggere. Se poi volete contribuire, siamo qui. Basta che poi non ci invitate a un orrido “apericena”…

Un pensiero su “Il boom delle #paroleorrende

  1. Non pensavo di averne una e invece oggi ho mi sono resa conto del fatto che c’è una parola orribile che mi aveva sfiorata e mi era passata davanti agli occhi molto spesso. Non è una parola che deriva dall’inglese, né una parola italiana usata in modo non corretto, né un’espressione usata in famiglia, ma disprezzata per convenienza. Questa parola orribile è *moderato* e non la tollero quando è sbandierata con fierezza da certi esponenti politici con vanto, né quando è usata per dividerci in buoni e cattivi. Moderati di tutto il mondo, ciaone!!! (ma perché ciaone non vi piace???)

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