Il brasiliano: la lingua del Portogallo

Chissà cosa pensa dopo oltre 500 anni quello che rimane di Pedro Alvares Cabral, che il 22 aprile del 1500 scoprì “ufficialmente” il Brasile, sbarcando a Porto Seguro, nello stato di Bahia…

Dopo essere stato colonia portoghese, il Brasile è stato una monarchia, poi una repubblica, poi come tanti stati del Sud America è stato vittima di una dittatura militare durata un ventennio, e dal 1984 è di nuovo una repubblica. Ne ha passate tante, si è affrancato dal suo antico colonizzatore e non solo: la lingua ereditata l’ha arrotondata e in alcuni casi semplificata. E diffusa nel resto del mondo attraverso le telenovelas e i suoi calciatori e tutto ciò, ed è tanto, che rende questo grande paese così speciale.

E così, senza grandi clamori, il brasiliano è diventato la lingua non solo del brasile, ma anche del Portogallo. Lo ha riconosciuto lo stesso parlamento lusitano, che ha approvato la settimana scorsa la riforma dell’ortografia.

Auguri a questa bella lingua, al Portogallo, al Brasile e a quella mezza dozzina di ex colonie sparse nel mondo dove viene parlata.

4 pensieri su “Il brasiliano: la lingua del Portogallo

  1. Ma perché non usano tutte e due le versioni mantenendo le distinzioni? Non fanno così anche americani e inglesi? Boh!

  2. Questa notizia della ratificazione mi era sfuggita! Grazie porfido!
    L’accordo è storico!!!! E’ un passo importante, ma non poteva essere diversamente, perché il brasiliano, rappresenta, a livello scritto, eh! l’evoluzione naturale della lingua portoghese… questo per certi nessi come “pt” (optimo) “ct” (director) che non si pronunciano. Però poi ci sono accenti che rimangono, perché denotano una pronuncia diversa, per esempio: PT: António, BR: Antônio. Quindi l’accordo non è stato proprio penalizzante per i parlanti la versione europea. Sì, diciamo che i Portoghesi scrivono brasiliano, ma a livello parlato le differenze sono così notevoli, principalmente a livello di pronuncia, ma non si possono sottovalutare le peculiarità sintattiche e grammaticali, non si può non pensare a due lingue diverse. Ovviamente questa è la mia opinione.
    Comunque resta interessante questo accordo ortografico; mi auguro che intensifichi i contatti tra i due paesi e culture… Non posso parlare per i Portoghesi, ma i Brasiliani certamente vivono incuranti delle relazioni con i “fratelli” europei…
    Da Saramago non pretendiamo cambiamenti, ma sì, che si rilassi ascoltandosi “Malemolência” di Céu, il Fado lo lasciamo agli scontenti, regalandogli questa meravigliosa “Estranha forma de vida”, di cui Amália Rodrigues è anche autrice
    e comunque e sempre w il Brasile!!!
    (mio padre la sapeva lunga!!! 🙂

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