Il primato degli italiani secondo Terry Gilliam.

Centocinquanta anni fa la nostra nazione. Purtroppo…

…da qualche anno la nostra immagine nel mondo soffre, per ovvie ragioni.

Noi come insegnanti di lingua siamo in prima linea su questo fronte dove è difficile anche solo balbettare qualche risposta.

Allora, con questo post, vi vengo in aiuto e propongo un estratto di un’intervista a Terry Gilliam (Monty Pyton) che, udite udite, dice che effettivamente noi italiani abbiamo qualcosa da insegnare agli altri, qualcosa che gli altri possono prendere da noi a tutto loro vantaggio. Non è poco, proprio con i tempi che corrono.

 

 

7 pensieri su “Il primato degli italiani secondo Terry Gilliam.

  1. Risposta a Ciro: accetto l’invito volentieri. A Roma dovrò venire presto per l’esame finale di un Master, se non mi permettono di farlo in altre sedi. Mi faccio viva per l’occasione. Se capiti tu in Veneto, ricambio l’invito.
    Ciao, RB

  2. Risposta a Porfido: non si tratta solo di parlare di sesso. Secondo me il comportamento degli italiani, in generale (non parlo di nessuno in particolare e ovviamente ci sono eccezioni) è invadente, sfacciato, irrispettoso, si impone. Mi spiace parlar male in generale del comportamento di un popolo intero, che, oltre tutto, è il mio popolo, ma, come dicevo, ci sono eccezioni e, come spesso accade, le eccezioni positive quasi non si vedono mentre si vede molto di più il negativo. Sarà che sono reduce da un’esperienza di stalking iniziata nel 2001 e che solo ora mi sembra stia finendo davvero. Ma non è solo quello. Quando si va in giro in qualsiasi posto ci si deve sopportare discorsi volgari, battute, allusioni da maniaci, e queste presenze fisiche sempre attorno perchè, come è abitudine, la distanza dagli altri nella comunicazione in Italia è minore rispetto ad altri paesi. Insomma, nel complesso, si ha l’impressione di un’invadenza enorme; stare in mezzo agli altri a volte è da psicosi. In altri paesi le distanze sono maggiori, c’è maggiore riservatezza, si parla meno di sesso. Non sono sessuofobica, ma se devo parlare di sesso vorrei parlarne con chi voglio io e non subire discorsi di questo genere da parte di chi manco cononsco e che io di certo non ho invitato. Non so se questa riservatezza, maggiore in certi paesi, può sembrare a qualcuno autocontrollo frustrante e ipocrita, ma questa sfacciata, ossessiva espressione di attrazione o impulsi verso estranei con cui non si ha manco scambiato una parola, a me dà fastidio ed è molto forte in Italia. In certi paesi si è molto meno importunati e, sembra paradossale, si comunica di più. In certi paesi del nord le persone rivolgono più facilmente la parola. In Italia molto spesso la gente si piazza attorno, impone la sua presenza fisica e rigorosamente muta. A me se uno rivolge la parola, correttamente, non ho nulla da protestare, ci scambio volentieri qualche chiacchiera. In Italia capita che le persone impongano la loro presenza fisica ma non dicano niente. Questo dà fastidio, poi sarà questione di gusti.
    Se poi sfogliamo un qualsiasi giornale, specie di questi tempi, dubito che si possa dire che vaneggio. Qualche settimana fa, nel periodo di Ruby & Company, io non prestavo più il quotidiano ai miei alunni a scuola perchè gli argomenti prevalenti erano vietati ai minori. Mi pare che questo la dica lunga su come vanno le cose in Italia. Se in Germania un ministro della Merkel si è dimesso perchè hanno scoperto che aveva copiato un brano nella sua tesi di dottorato senza citare le fonti, mentre in Italia un presidente accusato in quantità industriale di sfruttamento della prostituzione persino minorile è ancora lì che regna e governa … beh, difficile dire che i miei discorsi sono esagerati. Quel presidente, inoltre, rappresenta ancora la maggioranza degli italiani. Che li rappresenti anche nei comportamenti di cui è accusato?
    Ciao, RB

  3. Ciao Roberta!

    Si’, leggendo il tuo primo commento mi era parso di capire un’altra cosa, grazie per la precisazione. Se passi per Roma fai un fischio, se c’e’ il tempo ci si prende un caffe’.

  4. Sarà, ma a me pare che parlare apertamente (ma direi “un po’ più apertamente”) di sesso non significa necessariamente vedere la donna come oggetto o l’uomo coome un magnaccia. Io personalmente ho la convinzione di aver avuto rapporti sessuali sempre con persone pensanti. Forse in alcuni casi mi sono sbagliato… ma questo è un altro discorso.

  5. Ciao Ciro, forse hai frainteso tu il mio commento. Io non sto criticando Gilliam e discutendo le suo opinioni. Ho capito bene che lui apprezza l’onestà e la chiarezza con cui gli italiani esprimono questa adorazione del femminile. Io non sto commentando la sua opinione. Anzi, è piuttosto ben nota. Ci sono vari film in cui gli italiani sono rappresentati come persone dal modo di comunicare molto fisico e anche piuttosto ossessionati dal corpo, dal sesso … Molti ‘nordici’ ammirano questa libertà con cui gli italiani vivono un più immediato senso della natura. Basta pensare anche solo al ‘Viaggio in Italia’ di Goethe. Goethe era incantato da questo rapporto meno intellettuale e razionale con le cose che lui percepiva in Italia. Ma dopo di lui è diventato quasi un luogo comune e, come dice Magris, tutti i luoghi comuni sono un po’ veri. Ho letto di molte donne americane o nordeuropee che sono sorprese, e anche infastidite, da quanto in Italia si parli, più o meno apertamente, di sesso, di rapporti tra uomini e donne e simile. E molto meno, magari, di lavoro o di carriera.
    Il mio commento era proprio al riguardo di ciò: ciò che Gilliam considera positivo, questa ‘onestà’ tutta italiana di non nascondere questa forte componente fisica nei rapporti tra le persone, per me invece è fastidiosissima e la si percepisce molto fortemente rispetto ai comportamenti in altre società.
    Gilliam avrà tutte le ragioni che vuole ad apprezzare quello che a me, invece, in Italia, dà molto fastidio.

  6. Ciao Roberta!

    Se mi permetti, credo che tu abbia frainteso. Gilliam apprezza la mancanza di ipocrisia degli italiani, non il nostro maschilismo.

  7. Worship of women? Obsessed by women? Women-objects but he admits his weaknesses?
    Fantastico! Che sia per questo che io non vedo l’ora di scappare all’estero? Io, donna, vorrei tanto vivere in una società in cui una donna è un essere pensante, e per niente oggetto, un essere con sui si ha un rapporto innanzitutto intelligente, razionale e rispettoso.
    Saranno anche wonderful aspects of Italian culture ma io ne farei volentieri a meno.
    Ciao, Roberta Barazza

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