Incontri – Un mondo di italiano

Domani e dopodomani a Perugia presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri si terrà il convegno “Un mondo di italiano”.

Il due blog sarà presente e nei prossimi giorni vi aggiornerà su quanto di più interessante verrà discusso.

 

L’evento, al quale prenderanno parte autorevoli studiosi del settore, sia italiani che stranieri, intende fare il punto sullo studio, la promozione e l’insegnamento dell’italiano in un momento in cui a un progressivo aumento della domanda di italiano nel mondo si registra parallelamente l’accresciuta necessità di apprendimento da parte dei sempre più numerosi cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia.

Dopo il saluto del rettore dell’Università per gli Stranieri, Stefania Giannini, la due giorni di lavori si aprirà con l’intervento del Presidente dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini. A Piet Van Avermaet, rappresentante del Consiglio d’Europa , spetterà il compito successivo di tracciare i connotati dello spazio linguistico europeo.

Il pomeriggio si aprirà con le relazioni di Luca Serianni docente dell’Università La Sapienza di Roma, del Professor Edgar Radtke dell’Università di Heidelberg e di Anna De Fina, Assistant Professor alla Georgetown University, che discuteranno della norma linguistica dell’italiano. La sessione pomeridiana proseguirà quindi con l’esposizione di alcuni progetti europei e internazionali, con particolare riferimento agli Stati Uniti. Ne parleranno Giulina Grego Bolli dell’Università per Stranieri di Perugia e Luciana Fellin, della Duke University.

La seconda giornata si aprirà con l’intervento di Tullio De Mauro, già Ministro della Pubblica Istruzione, sul tema “Linguistica educativa e educazione linguistica democratica”. La formazione degli insegnanti d’italiano come lingua non materna e le problematiche legate al suo apprendimento costituiranno l’oggetto dei due contributi successivi, rispettivamente a cura di Anna Ciliberti, Pro Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia e di Rita Franchescini, Rettore della Libera Università di Bolzano.

I lavori del convegno si concluderanno con una tavola rotonda sulla didattica dell’italiano come lingua non materna con uno specifico sguardo dedicato ai più importanti progetti di ricerca del settore: ne riferiranno Serena Ambroso dell’Università degli Studi Roma Tre, Massimo Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Lidia Costamagna, dell’Università per Stranieri di Perugia e Paolo Balboni dell’Università Cà Foscari di Venezia.

“L’iniziativa – spiega Stefania Giannini , Rettore dell’Università per gli Stranieri di Perugia e membro del Comitato Scientifico del convegno – nasce dalla volontà di cercare di capire come e con quale difficoltà gli studenti che non hanno l’italiano come lingua materna imparano la nostra lingua”.

Una riflessione che si veste di attualità. “All’Università per Stranieri di Perugia – ricorda infatti la Giannini – non viene domandato più solo di operare per la diffusione della lingua italiana presso tutti coloro che all’estero si avvicinano alla cultura italiana, ma è chiamata a un ulteriore ruolo di responsabilità: analfabetizzare, nalla prospettiva della lingua italiana, le minoranze sempre più numerose presenti in Italia. Il tutto attraverso una riflessione sul fondamentale rapporto tra lingua e cultura nella consapevolezza che la lingua costituisce il veicolo fondamentale per la penetrazione in una cultura”.

Organizzato nell’anno in cui si celebra l’ottantesimo anniversario della nascita dell’ateneo, “Un Mondo in Italiano” vuole in sostanza essere testimonianza di un cambiamento di prospettive che si fa testimone di un mutamento sociale: da Facoltà orientata alla diffusione della lingua italiana del mondo, a istituto che, accanto a questa funzione, oggi assolve sempre più quella di educare studenti che imparano la lingua per integrarsi in un Paese in cui hanno deciso di vivere.

La scelta dei relatori è stata guidata dalla volontà di creare un’alternanza tra voci istituzionali, quali l’Accedemia della Crusca e le tre Università (Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Università Roma Tre) che operano, riconosciute dal Ministero degli Affari Esteri, nel settore della certificazione della conoscenza dell’italiano L2 (seconda lingua), e autorevoli studiosi di settore italiani ed esteri.

“Le due giornate di lavoro – sottolinea quindi il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia – culmineranno con una tavola rotonda nell’ambito della quale ci aspettiamo interventi atti a fare emergere casi di studio ed esperienze didetticche specifici. L’Università per Stranieri di Perugia esporrà un modello di didattica che sempre più frequentemente porta avanti alternando lezioni cosiddette frontali e insegnamento a distanza”.

I relatori dell’ateneo umbro, nello specifico con Laura Berrettini, del dipartimento di Culture Comparate porteranno sul tavolo delle discussioni un’esperienza concreta vissuta di recente a contatto con ragazzi afgani. “Tra il mese di febbraio e quello di marzo – ricorda infatti Stefania Giannini – sono stati ospiti della nostra Università, cinquantadue studenti afgani, borsisti del Ministero degli Affari Esteri, diversi tra loro per livello di alfabetizzazione e grado di conoscenza preliminare dell’italiano. Un’esperienza della quale probabilmente relazioneranno alcuni degli stessi ragazzi”.

Ma le esperienze e i contributi che verranno portati al tavolo delle discussioni saranno numerosissimi. Rita Franceschini, Rettore della Libera Università di Bolzano, ad esempio, centrerà il proprio intervento sugli aspetti sociologici del trilinguismo e sull’apprendimento dei una terza lingua (L3) in contesto in cui si inseriscono anche dialetti e lingue delle minoranze.

“Anche attraverso l’ausilio di nozioni di neurolinguistica – anticipa il Rettore della Libera Università di Bolzano – cercheremo di evidenziare un aspetto interessante: nell’apprendimento di una terza lingua chi già conosce due lingue sin da piccolo appare avvantaggiato, sembra possedere una marcia in più”. “Il ragionamento – conclude la Franceschini – si inserisce in un contributo più ampio nel quale parlerò delle sfida europea e dei problemi che si vengono a creare a livello continentale, dove sempre maggiore è il contatto e la sovrapposizione linguistica”.

Una realtà nella quale la domande di italiano cresce soprattutto a Est, mentre rimane sostanzialmente stabile nei tradizionali bacini costituiti da Germania, Spagna e Paesi Scandinavi. Ma è a livello mondiale che il trend di crescita appare significativo. “Nell’ultimo biennio – chiarisce infatti il Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia – i nostri studenti dall’estero sono cresciuti nell’ordine del 10-12%: fermo restando gli Stati Uniti quale nostro principale referente, l’accresciuta domanda di lingua italiana proviene soprattutto dalla Cina, seguita da Giappone e Corea”.

da News Italia Press

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