Inno alla gioia (culturale)

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Maurizio Parodi, autore del libro Basta compiti! Non è così che si impara, ci regala questo inno alla gioia, che postiamo con grande piacere.

Lo studio può essere fonte di gioia (o deve procurare soltanto noia, sacrificio, affanno, sofferenza, paura)?
Può e deve esserlo.
Basterebbe coltivare, e non sopprimere, la gioia del tutto naturale che fin dalla nascita procura ogni nuovo apprendimento, ogni nuova scoperta, ogni nuova conquista.
Spinoza ha scritto: «La gioia è il passaggio da uno stato di perfezione minore a uno stato di perfezione maggiore». Ciò significa che la gioia è progresso, crescita della personalità, mentre la tristezza deriva dalla costrizione, dalla limitazione delle proprie possibilità (come spesso capita a scuola). Ebbene, la cultura può dare questo tipo di gioia, durevole e profonda, la gioia che deriva dalla ricerca della verità, dalla comprensione del reale, e che per ciò stesso culmina nell’azione, tesa al cambiamento di se stessi e del mondo.

Ci si potrebbe domandare quale tipo di gioia susciti, e soprattutto quale tipo di intelligenza sviluppi, uno studio finalizzato all’interrogazione, ma anche quale immaginario «formativo» evochi e consolidi nel vissuto degli studenti.
Si pensi soltanto alla «scrittura scolastica».
Perché a scuola si scrive? È ovvio: per imparare a scrivere.
Questa l’unica motivazione (estrinseca) cui facciano appello i docenti per giustificare l’«insensatezza» delle forme di scrittura (dettati, temi, riassunti…) praticate nelle aule, immiserendo e sterilizzando una delle più «ammirande» invenzioni partorite da mente umana.
Così si scrive per forza, e non per amore, per compiacere l’insegnante, e non per piacere, per ottenere la sufficienza, per primeggiare, per non essere rimproverati o umiliati, per non dispiacere i genitori, per essere promossi…
Si scrive addirittura per punizione.
Arduo pensare che una scrittura siffatta possa procurare piacere, soddisfazione, divertimento, gioia.
Degli insegnamenti, geniali e gioiosi, di Gianni Rodari nessuna traccia…

 

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