Insegnante noioso = studente scarso

Lo dico apertamente: sono d’accordo!
da repubblica.it

Brutti voti? Colpa dei docenti noiosi
Guerra ai prof che non coinvolgono

Gran Bretagna, i risultati di un’indagine del ministero dell’Istruzione
“I ragazzi disinteressati allo studio perché gli insegnanti non sanno entusiasmarli”

LONDRA – Una volta gli insegnanti si lamentavano così con i genitori: “Suo figlio va male a scuola perché non sta abbastanza attento alle mie lezioni in classe”. Ma la verità è che in molte classi accade l’esatto contrario: le lezioni sono noiose, per questo gli studenti non stanno attenti, diventano indisciplinati, perdono interesse allo studio e prendono brutti voti. A sostenerlo è un rapporto del ministero dell’Istruzione britannico, che ha spedito per mesi i suoi ispettori nelle classi elementari, medie e superiori del regno, ricevendone indicazioni che vanno contro l’opinione dominante, o il luogo comune, consolidati da sempre. Perciò il ministero, annuncia in prima pagina il quotidiano Guardian di Londra, ha “dichiarato guerra” agli insegnanti che annoiano, che non sanno entusiasmare, che non riescono a suscitare la curiosità dei loro alunni.

“Esiste assolutamente una correlazione tra la noia e i risultati accademici”, afferma Christine Gilbert, capo degli ispettori scolastici. “La gente separa i metodi di insegnamento dal comportamento degli studenti, ma questo è un errore. La nostra ricerca dimostra che le due cose sono strettamente collegate e che gli studenti si comportano molto meglio, da un punto di vista disciplinare così come dal punto di vista del rendimento accademico, se l’insegnamento è buono, valido, stimolante, se vengono coinvolti dall’insegnante, se il metodo è appropriato alle loro possibilità. In tal caso, gli studenti non hanno lo sguardo perso nel vuoto cinque minuti dopo l’inizio delle lezioni. Altrimenti si forma un ciclo negativo, per cui gli studenti sono annoiati e non si sentono motivati, così cominciano a usare il loro potenziale per altri fini, per cui chiacchierano con i compagni, si distraggono, distraggono a loro volta gli altri e l’intera classe si ritrova nei pasticci”.

E’ una notizia che milioni di studenti, in Gran Bretagna e non solo in Gran Bretagna, accoglieranno con piacere: equivale a una sorta di assoluzione per le loro note di demerito, i brutti voti, le bocciature. “Papà, mamma, non è colpa mia, è la prof che fa schifo!”, anche questo un lamento che si sente ripetere da generazioni, avrebbe dunque una validità certificata dagli ispettori scolastici inglesi.

Ma non tutti, naturalmente, sono d’accordo. I sindacati degli insegnanti, e anche qualche associazione di genitori, protestano indignati. “Da un po’ di tempo gli ispettori ministeriali sembrano essere stati colpiti da un virus che li spinge a dare tutte le responsabilità dei problemi della scuola agli insegnanti”, dice Chris Keats, segretario generale della Nasuwt, una delle confederazioni sindacali degli insegnanti. “La morale di un rapporto come questo è che ogni minuto di ogni ora di ogni giorno passato a scuola dovrebbe sprizzare entusiasmo ed eccitazione. Ma la vita non è così e nemmeno la scuola può essere così”.

Osserva Margaret Morrissey, ex-ispettrice scolastica e fondatrice di Parents Outloud, un’associazione di genitori: “C’è sempre l’insegnante che gli studenti considerano noioso, ma la media dell’insegnamento è buona e inoltre ciò che entusiasma uno scolaro può risultare noioso per un altro scolaro. Non vivremo mai in un mondo utopistico in cui ogni insegnante affascina ogni studente di ogni classe e di ogni scuola”.

Come che sia, l’ispettrice-capo Christine Gilbert ha diramato una serie di istruzioni ai presidi, affinché verifichino che gli insegnanti si impegnano di più per rendere interessanti e stimolanti le loro lezioni. Dopo le vacanze di Natale, insomma, l’anno scolastico in Gran Bretagna riprende all’insegna della “guerra alla noia”: intesa non come la noia di studiare, ma la noia di ascoltare insegnanti noiosi.

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

(www.repubblica.it – 5 gennaio 2009)

9 pensieri su “Insegnante noioso = studente scarso

  1. ci vogliono professori giovani,e non professori che appesantiscono le lezioni.
    io sono contro i compiti in classe,voi siete d’accordo con me?

  2. Molto (quasi tutto?) si gioca sulle emozioni.

    e SOPRATTUTTO DAL RAPPORTO CHE LO STUDENTE HA CON IL SAPERE DA UN LATO (E CON LA DISCIPLINA) E CON LA COMUNICAZIONE DALL’ALTRO.

    Mi sono comprato un libro, perché ne consco l’autore.

    A tu per tu è un affabulatore e un comunicatore di primo livello.

    Spero che non nello scritto pure dia il meglio di sé.

    e’ appunto sulla motivaizone: ve lo segnalo (è in spagnolo)

    http://www.tematika.com/libros/humanidades–2/educacion–3/aprendizaje–7/motivacion___querer_aprender–164788.htm

  3. Forse un “nodo” di Laing può far rileggere l’articolo da un diverso punto di vista, psicologico più che economico o didattico. Ecco:

    Non si stanno divertendo.
    Non mi diverto se loro non si divertono.
    Se faccio in modo che si divertano, allora potrò divertirmi con loro.

    Far sì che si divertano, non è un divertimento. E’ duro lavoro.

    Potrò divertirmi a scoprire perché non si divertono.
    Non sono tenuto a divertirmi nel cercar di capire il perché non si divertono.
    Ma vi è persino del divertimento nel far sembrare loro che non mi diverta a scoprire perché non si divertono.

    Una bimba mi avvicina e dice: divertiamoci.
    Ma divertirsi è uno spreco di tempo, perché non
    serve a farsi un’idea del perché non non si divertono.

    Come osate divertirvi quando il Cristo è morto sulla Croce
    per voi! Si stava forse divertendo lui?

    (R.D. Laing, Nodi)

  4. Sono d’accordo anche io: gli insegnanti devono essere stimolanti! certo se fossero gratificati economicamente forse farebbero meno fatica…
    credo che il vero merito di questa indagine sia di aver ribaltato, per una volta, il punto di vista: non conosco il mondo scolastico anglosassone, ma di certo in quello italiano la tiritera del ‘suo figlio è svogliato, non si applica’ l’abbiamo sentita abbondantemente.
    Peraltro, non è una novità che si riesca a lavorare meglio con un piccolo gruppo di studenti, che si amalgama più in fretta e al quale si riesce più facilmente a ‘dare una direzione’, che non ad una classe di 25-30 persone, nel migliore dei casi.
    Ma agli ispettori scolastici inglesi, o meglio a chi li ha inviati ponendosi effettivamente il problema, vorrei chiedere di dare qualche indicazione in più: che cosa significa esattamente ‘stimolare’ gli studenti? Portarli al cinema? Far mettere in scena i drammi storici? Utilizzare i laboratori linguistici per vedere film in originale? Partecipare alle selezioni olimpiche?
    Ditemi voi se a breve in Italia vi sono prospettive realistiche.
    (Scusate la prolissità)

  5. Non so se sia una questione di soldi.
    Peraltro si parla del Regno Unito, dove gli insegnanti non sono pagati poi così male.
    E comunque ho conosciuto insegnanti italiani (naturalmente malpagati) che fanno di tutto, a volte anche in modo maldestro, per guadagnare l’attenzione degli studenti.

  6. concordo.

    c’è un cane che si morde la coda: un insegnante in italia prende poco: o smette di insegnare o fa il meno possibile.

    p.

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