Insegnare italiano in Belgio

Nel nostro gruppo Facebok “Italiano per stranieri”, che ha ormai superato i 5500 membri, c’è stata nel luglio scorso una bella discussione sull’insegnamento dell’italiano in Belgio. Ad animarla Giusi Vaccarecci, insegnante in  centri di educazione per adulti (CVO – Centra voor volwassenenonderwijs). Giusi ha poi pubblicato sul gruppo un interessante vademecum per chi è interessato ad insegnare in questo Paese, che siamo lieti di ospitare sul nostro blog.

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Insegnare italiano in Belgio (Fiandre)

Nelle Fiandre esistono dei centri di educazione per adulti (prevalentemente si tratta di corsi serali) dove vengono insegnate, tra l’altro, le lingue moderne: una di queste è l’italiano.
L’acronimo in nederlandese è CVO (Centra voor volwassenenonderwijs).
Queste centri sono divisi in base al territorio, alla natura del centro: cattolica, pubblica, provinciale, comunale. Ciò è rilevante saperlo se si vuole insegnare per diventare di ruolo.
Sono corsi finanziati dal governo fiammingo e sono economicamente accessibili agli studenti (mi duole sottolineare che nonostante ciò, c’è stato un forte calo delle iscrizioni e perdita di molti studenti in italiano, come in altre lingue. La lingua straniera più studiata è di gran lunga lo spagnolo.)
Se ancora non si conosce il nederlandese o il francese si può iniziare a lavorare e comunicare in inglese. Ma ovviamente conoscere le lingue ufficiali è indispensabile per tutto ciò che riguarda la documentazione amministrativa del proprio lavoro, la possibilità di partecipare a riunioni, corsi di aggiornamento… e ovviamente seguire il corso per prendere il diploma da insegnante.
Se si insegna l’italiano ai principianti, questi si aspetteranno una conoscenza da parte dell’insegnante della loro lingua madre.
I corsi sono divisi in diversi livelli che mirano a rispecchiare i sei livelli di riferimento in cui il QCER si articola (A1, A2, B1, B2, C1 e C2).
Si può iniziare ad insegnare in queste scuole anche senza aver ancora ottenuto l’abilitazione all’insegnamento. Abilitarsi è una condizione per diventare di ruolo, oltre ad aver maturato un’anzianità di servizio.

Si possono insegnare le lingue straniere anche nei centri di lingue delle università o nelle scuole superiori.

Riporto qui il post di Susan Verhulst tratto da una discussione nel gruppo facebook “Italiano per stranieri”: “alle superiori ogni scuola ha a disposizione 2 ore settimanali che possono usare per offrire corsi agli studenti che non fanno parte del loro curriculum standard: può essere musica, scacchi, laboratorio di teatro, un’altra lingua … che presenteranno come un tipo di seminario agli allievi per fare qualcosa di diverso, per approfondire qualcosa che gli interessa molto, ecc. Ci sono scuole che offrono lo spagnolo, ma in altre offrono l’italiano. Dipende dunque dalle insegnanti a disposizione, molto spesso è l’insegnante di latino o francese che si occupa anche del corso di lingua supplementare (a volte anche un assistente Comenius). Io insegno italiano al primo anno di università e spesso me ne arrivano che hanno già fatto un po’ di italiano in questo modo.”

Il diploma da insegnante rilasciato dal Ministero dell’Istruzione Fiammingo non è riconosciuto a livello europeo, non essendo né una laurea di primo né di secondo livello.
Si può seguire il corso da insegnante o all’Università o in centri di educazione preposti.
Inoltre vengono organizzate presso le università molti corsi di aggiornamento, che gli insegnanti sono calorosamente invitati a seguire.
Se si vuole avere un’idea di quello che le scuole  offrono dovreste navigare su alcuni siti delle stesse: questo è il sito di un centro di educazione per adulti a Bruxelles anche nella versione inglese.
Se volete cercare offerte di lavoro potete provare a navigare sul sito di VDAB.be (anche in inglese) dove troverete offerte di lavoro e anche di corsi di formazione.
Se avete intenzione di fare riconoscere la vostra laurea potete consultare il sito del Naric fiammingo anche e sempre in inglese.

Spero che queste poche righe risultino utili come prima fonte di informazioni nel Belgio fiammingo.

Giusi Vaccarecci
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Segnaliamo che nel prossimo ottobre ci saranno proprio in Belgio due importanti opportunità formative aperte a tutti i colleghi:

1. Fabrizio Ruggeri (il cui articolo sull’uso del social media nella didattica ha avuto un grandissimo successo pochi giorni fa) terrà un seminario di formazione all’Università di Anversa il 10 ottobre 2013. Si possono trovare le informazioni sul suo blog.

2. Alma Edizioni organizza il 19 ottobre una giornata di aggiornamento dal titolo Dal metodo comunicativo all’approccio globale. Nuove metodologie e nuovi materiali didattici per l’insegnamento. Qui tutte le info e il modulo di registrazione.

PS: Per chi fosse interessato, può trovare l’intera conversazione su facebook seguendo questo link.

 

2 pensieri su “Insegnare italiano in Belgio

  1. salve a tutti, come faccio a prendere il diploma per divenire insegnante in Belgio? Insegno da più di tre anni in Italia nelle classi a043-a050-a051 ed ho il certificato di equivalenza rilasciato dal NARIC, non conosco il francese ed ho un livello 1 di Dutch language.
    Vorrei potere acquisire un certificato abilitante o un diploma che accrescesse le mie probabilità di insegnare in Belgio.
    Resto in attesa di qualsiasi notizia su questo sito che trovo utilissimo e sempre curato, mi duole dire che le notizie che ho letto sui siti istituzionali non sono aggiornate, dispersive, corredate da references (email e numeri telefonici/ indirizzari) vecchie :/

  2. Salve, grazie mille per le preziose informazioni che offrite in questo articolo. Volevo solo fare una puntualizzazione sulla possibilità di insegnare in Belgio provenendo già da altre esperienze lavorative come insegnante di italiano per stranieri in Italia o altri Paesi. Pare che qui in Belgio sia assolutamente necessario farsi riconoscere i proprii diplomi. Sono stato al NARIC fiammingo proprio qualche giorno fa e mi hanno detto che per insegnare nelle scuole secondarie e nei centri di educazione per gli adulti affiliati alle università è obbligatorio il certificato di equivalenza diplomi. Non serve invece nel caso in cui si debba lavorare in un’università in corsi destinati agli studenti della stessa (e quindi non nei centri d’educazione affiliati e destinati agli adulti). L’equivalenza è una procedura lunga e complessa (ti richiedono traduzioni, riassunti della tesi, contenuto specifico dei corsi seguiti, ecc.) e la domanda va fatta sia al NARIC francofono che a quello fiammingo a seconda delle scuole in cui si intende candidarsi. Non basta averne fatta una delle due insomma. Infine, per quanto riguarda le scuole di lingua private (Berlitz, ecc.), molto spesso ti richiedono di essere “indépendant”, ossia di avere lo statuto di “autonomo”, altrimenti non ti assumono. Statuto che è sconsigliabile assumere, almeno all’inizio, per via delle ingenti tasse trimestrali da pagare (circa 700 euro) indipendentemente dalla mole di lavoro o dal numero di clienti che si hanno… Se qualcuno può confermare le informazioni che sono riuscito ad ottenere, aggiungere qualcosa o chiarire la questione “equivalenza diplomi”, ve ne sarei molto grato.

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