Italian Food Lovers

L’articolo è stato pubblicato dal giornaletto quotidiano Leggo, uno di quelli che vengono distribuiti gratuitamente nelle stazioni. Mi sembra davvero molto interessante: viaggiando un po’ già mi ero imbattuto in alcune di queste “pseudo italianità”, altre non le conoscevo.

E voi? Soprattutto i colleghi all’estero, cosa ne pensano?

Buona lettura (e buon appetito…).

LEGGO – 16 maggio 2012

ROMA – Le prelibatezze della cucina italiana sono da sempre conosciute e apprezzate in tutto il mondo. Ma se ogni buongustaio italiano rifiuta categoricamente l’idea di mangiare “italiano” all’estero un motivo ci sarà. Forse, come spiega una lista stilata dal sito “Italian Food Lovers”, tutto si spiega con la constatazione che gli immigrati di origine italiana negli anni hanno contaminato le proprie abitudini a tavola con quelle del paese che li ha accolti. Così, specialmente in America, non è difficile scovare i falsi miti della cucina tricolore. Italian Food Lovers ne ha trovati dieci, ma di certo ce ne sono molti altri.

CAPPUCCINO DOPO PASTO Senz’altro una specialità italiana, il cappuccino è destinato, nel suo uso originario, alla sola colazione. Da alcuni consumato anche a metà mattina, mai e poi mai verrebbe servito dopo pasto. Negli Stati Uniti, e in molti altri paesi, invece, il cappuccino è la conclusione di pranzo e cena, un po’ come avviene da noi con il caffé.

RISO E PASTA COME CONTORNO Primi piatti per eccellenza, il riso e la pasta (di solito scotti) sono molto utilizzati come contorno, per accompagnare piatti principali a base di carne, pesce o verdure. Usanza del tutto estranea alla cucina italiana.

LA FESTA DEI SETTE PESCI Secondo la credenza americana, il giorno della vigilia di Natale in Italia verrebbe celebrata la “Festa dei sette pesci”, una cena a base di sette portate di mare per festeggiare una delle ricorrenze più importanti. Sconosciuta in Italia, tale festa potrebbe essere accomunata alla tradizione che, soprattutto nel Sud, vuole si portino in tavola portate di pesce per il cenone di Natale.

KETCHUP SULLA PASTA Capace di far inorridire al solo pensiero, il ketchup sulla pasta è usato negli Stati Uniti come sostituto della salsa di pomodoro.

SPAGHETTI ALLA BOLOGNESE Il sugo alla bolognese è uno dei più apprezzati all’estero, ma l’errore in questo caso è rappresentato dal formato di pasta scelto per accompagnarlo. La tradizione vuole che si serva con tagliatelle o pappardelle all’uovo, ma non viene quasi mai preparato con gli spaghetti.

PASTA COL POLLO Una delle più curiose “tradizioni distorte” è quella della pasta col pollo. Se si escludono poche e isolate zone dove esistono sughi preparati anche con il pollo, nei ricettari della tradizione italiana non esiste nulla di simile.

CAESAR SALAD Altro piatto sconosciuto sulle nostre tavole, la caesar salad ha presumibilmente origine dallo chef Cesare Cardini, ma in Italia non è mai arrivata, se non al Mc Donald.

TOVAGLIA A QUADRETTI BIANCHI E ROSSI Segno distintivo di ogni ristorante italiano all’estero che si rispetti, questo genere di tovaglia non è tra i più utilizzati in Italia. Grande è infatti la delusione dei turisti nel non trovarla in ogni trattoria.

FETTUCCINE ALFREDO La delusione è ancora più grande nell’apprendere che le fettuccine Alfredo, uno dei piatti italiani più conosciuti e amati d’America, in realtà non sono una ricetta tradizionale. Il piatto, inventato dallo chef romano Alfredo Di Lelio, consiste in fettuccine condite con salsa di burro, panna e parmigiano e fu ideato soprattutto per andare incontro ai gusti dei turisti.

SPAGHETTI CON POLPETTE Non è certo un abominio come la pasta al ketchup, ma anche questo abbinamento non rientra nei ricettari della tradizione. Anche se alcuni sughi prevedono la presenza di polpette, queste sono di solito molto piccole, mentre per gli americani sono grandi e servite con gli spaghetti, proprio come in una delle scene più famose del film Disney “Lilli e il Vagabondo”.

8 pensieri su “Italian Food Lovers

  1. Il nostro impegno professionale legato al Ristorante “Il Vero Alfredo” di Piazza Augusto Imperatore è prioritariamente quello di valorizzare la figura di nostro nonno Alfredo Di Lelio e dell’ invenzione delle sue “fettuccine all’Alfredo”. Per know how, cultura e storia le “fettuccine all’Alfredo” appartengono al suo inventore Alfredo Di Lelio (come la Tosca a Puccini) ed alla famiglia Di Lelio che presidia la sua tradizione nel ristorante Alfredo di Piazza Augusto Imperatore. Di esclusivo interesse storico é, a nostro avviso, sapere che il locale di Via della Scrofa é stato quello ove furono inventate da Alfredo Di Lelio le “fettuccine all’Alfredo”,così come il fatto che la Tosca sia stata inventata da Puccini a Torre del Lago in Toscana.
    Sotto questo profilo confermiano che il locale di Via della Scrofa fu aperto nel 1914 sulla base di un contratto di affitto sottoscritto da Alfredo Di Lelio (di cui conseviamo copia). Noi riserviamo assoluto rispetto al ristorante di “Alfredo alla Scrofa”, che ha costituito una fase storica importante della vita di Alfredo Di Lelio e che, peraltro, conserva alcune fotografie di nostro nonno esposte sulle pareti del locale e fuori del locale stesso. Un’ultima precisazione: le note “posate d’oro”, che conserviamo gelosamente, furono regalate da Mary Pickford e Douglas Fairbanks ad Alfredo Di Lelio e non al ristorante di Via della Scrofa.

    Cordiali saluti
    Alfredo e Ines Di Lelio

  2. salve sono il titolare del ristorante Alfredo alla Scrofa di Roma dove sono nate le fettuccine Alfredo nel 1925.
    Vorrei precisare che quanto dichiarato dagli gli eredi di Alfredo non corrisponde esattamente alla realta’ storica, in quanto il loro nonno vendette il ristorante Alfredo alla Scrofa a mio nonno , esattamente nel 1938 cedendo diritti e uso di questo famosissimo piatto, pertanto documenti alla mano non possono disconoscere la realta’ che appunto dice della totale originalita’ di questo piatto proveniente dal mio locale, anche esso storico e assolutamente piu’ antico del loro.
    il mio marchio si concentra sulle realta’ storiche del ristorante, dei suoi percorsi culturali che narrano di Ettore Petrolini e gabriele D’Annunzio e delle loro firme storiche e dediche a riguardo di questo piatto.
    il marchio si chiama Alfredo’s Gallery e riproduce pezzi di storia uniti alla tradizione enogastronomica della cucina di Alfredo con il progetto franchising sviluppato brillantemente dalla BRD consulting e dal suo mentore Dott. Fiorentini con il quale sta cavalcando atmosfere internazionali sempre piu’ entusiaste del suo stile e programma , che mira a presentare la cucina italiana con semplicita’ e amore, creando una vera e propria scuola di tanti piccoli Alfredo nel mondo.
    l’amore di tante persone che ringrazio pubblicamente, Marco, Emiliano, Emanuele, la mia socia Veronica, Fernando e tanti altri a far si che questo progetto si elevi a toni ricchi di emozione e costruttivita’ e che dia tanti posti di lavoro ai giovani di oggi. Questo e’ la mia mission, e non certo concentrarmi nel creare marchi come IL Vero Alfredo , propensi a quanto pare solo a distruggere una verita’ mi spiace per loro, incancellabile. La storia viene scritta e non si puo’ cancellare. Forse meglio concentrarsi sulle proprie qualita’…ammesso ci siano

    Mario Mozzetti

    presidente progetto ALfredo’s Gallery

  3. Veramente non ci trovo niente di male nell’ innovare. Le lasagne al tonno possono essere buone, non ci ho mai pensato. Il problema è quando i non iniziati credono di mangiare l’ autentico piatto italiano…. che poi invece gli italiani non mangiano! E lì è la colpa dei ristoratori, che li presentano male (e spesso con gli errori di ortografia… grrrr!)

  4. E che dire del mix di “erbe italiane”? Usatissimo nella cucina olandese per dare un tocco mediterraneo indifferentemente a minestre, pasta, riso, risotti, carni, pesce, verdure, contorni, insalate e quant’altro passi per la cucina, mica si capisce che cosa lo distingua dagli altri numerosissimi mix di erbe secche acquistabili sul mercato, né lo si colloca facilmente nella nostra cucina tradizionale…
    Grazie del bell’articolo!
    Vera

  5. Molto carino l’articolo!
    Vorrei aggiungere qualche piatto pseudo italiano che si serve in tutti i ristoranti italiani della Spagna:
    – Spaghetti alla Carbonara: italianissimi, certo, solo che in Spagna gli spaghetti alla Carbonara non vengono preparati con l’uovo, ma con la panna. Spesso, poi, invece della pancetta, viene usato il jamon serrano, cioe il prosciutto crudo.
    – La pizza al bacon, la pizza con salsa alla bolognese e la pizza all’ananas (esisteranno anche in alcune pizzerie italiane, ma non si possono certo considerare tradizionali)
    – Le lasagne al tonno (sono quasi piu comuni di quelle alla bolognese)

    La cosa peggiore e che con gli anni ci si abitua a mangiare cosi e che sembra anche buono!

  6. Che piacere leggere questo intervento dei nipoti del creatore delle fettuccine all’Alfredo! Mio papà quando lavorava sulle navi da crociera della Società Italia negli anni Sessanta-Settanta (tratte America del Nord e Nord Europa) come maitre d’hotel preparava spesso questo piatto che non manca mai neanche a casa nostra naturalmente!

  7. LA STORIA DI ALFREDO DI LELIO E DELLE SUE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” NOTE IN TUTTO IL MONDO
    Siamo i nipoti di Alfredo Di Lelio, creatore delle “fettuccine all’Alfredo”. Vi raccontiamo la storia di nostro nonno.
    Alfredo Di Lelio aprì il ristorante “Alfredo” nel 1914 in un locale nel centro di Roma, dopo aver lasciato il suo primo ristorante condotto con la madre Angelina a Piazza Rosa (piazza scomparsa nel 1910 a seguito della costruzione della Galleria Colonna/Sordi). In tale locale si diffuse la fama, prima a Roma e poi nel mondo, delle “fettuccine all’Alfredo”. Nel 1943, durante la guerra, Di Lelio cedette il ristorante a 2 suoi collaboratori.
    Nel 1950 Alfredo Di Lelio decise di riaprire con il figlio Armando (Alfredo II) il suo ristorante a Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo”, che è gestito oggi dal nipote Alfredo (lo stesso nome del nonno), con l’aiuto di sua sorella Ines (lo stesso nome della nonna, moglie di Alfredo Di Lelio, cui furono dedicate le fettuccine).
    Il locale di Piazza Augusto Imperatore è, quindi, quello che segue la tradizione familiare di Alfredo Di Lelio e delle sue note fettuccine (cfr. anche il sito di “Il Vero Alfredo” http://www.alfredo-roma.it/).
    Desideriamo precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma ed in Italia non appartengono alla nostra tradizione familiare.

    Distinti saluti,
    Alfredo e Ines Di Lelio

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