Italianismi nel mondo

Su segnalazione di Piroclastico, due interessanti articoli sull’influenza della lingua italiana nel mondo.

Molto interessante l’articolo tratto da www.treccani.it dal titolo “Assaggi da un dizionario di italianismi nel mondo” che anticipa una ricerca curata da Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi. Lo studio affronta le parole italiane che, per così dire, si sono rifatte una vita all’estero e che, secondo gli autori, sono più di ventimila!
“Gli italianismi costituiscono motivo di interesse per almeno due ragioni, da cui scaturiscono due modi di avvicinarsi alla materia. La prima è evidentemente di tipo linguistico: il passaggio di una parola da una lingua ad un’altra − non solo dall’italiano, quindi − provoca fenomeni di adattamento, di mutamento, di reazione. Sul piano fonetico, ad esempio, la necessità di accogliere in un sistema assai difforme dall’italiano fonemi italiani può portare a vistosi adattamenti: in giapponese allegro e salame divengono areguro e sarami, nell’arabo parlato in Egitto partitura e pasta, bartituura e basta, in finlandese fuga e medaglia, fuuga e mitali. Inoltre, possono offrire spunto di riflessione la qualità del materiale lessicale “emigrato” dall’Italia (ad esempio, quello dialettale, di cui diciamo più avanti), o alcuni aspetti quantitativi. Ad esempio, per particolari ragioni storico-linguistiche, ora ben ricostruite dal linguista Giuseppe Brincat, l’immissione di parole di origine italiana in maltese è stata tanto massiccia da superare lo stesso lessico autoctono, a base araba (il maltese annovera infatti quasi 20.000 italianismi, contro i poco più di 13.000 etimi arabi).
L’altra ragione di interesse è di tipo culturale nel senso più ampio del termine: gli italianismi raccontano ciò che dell’Italia e degli italiani è parso all’estero notevole o tipico a qualche titolo, o riflettono aspetti della cultura, invenzioni o prodotti, che hanno avuto la loro origine o la loro fortuna in Italia, tanto da diffondersi insieme alla parola italiana che li designava”.

Il secondo articolo tratta lo stesso argomento e cita la stessa ricerca portata avanti dai tre linguisti, ma si appoggia su un sondaggio della Società Dante Alighieri sulle parole italiane più conosciute nell’Unione Europea.
Secondo questo sondaggio i termini italiani a dominare presso i 27 stati membri dell’Unione Europea sono relativi alla gastronomia mentre il film capolavoro di Federico Fellini “La dolce vita” è fonte importante di neologismi.
Le parole italiane più conosciute e usate all’estero? La risposta è facile: pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso. Ma c’è anche qualche sorpresa.

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