Italiano per stranieri: 15 anni di battaglie


La memoria è forse la cosa più importante quando si intraprende una battaglia, e io, che ormai sono anziano, voglio raccontarvi qualcosa.

Premetto che secondo me rivendicare la paternità di una lotta significa impostarla secondo modalità verticistiche, per cui vi informo che questo che racconto non è mio, io ho partecipato (meno di altri) e ora semplicemente lo ricordo. Ne ricordo alcuni passaggi.
Partiamo dal mezzo:
Era il 2006. Uscì una petizione on line (oohhh, sorpresa!) chiamata “Insegnanti di Italiano per Stranieri Solidali”. Si arrivò alla soglia delle 250 firme. Nasceva per iniziativa di un’entusiasta insegnante. Ladylink qui sul blog, in un articolo , ricordava a sua volta l’idea era nata sulla mailing list ITALIANO_L2 di Perugia.

Lì, sulla mailing list, erano già anni che si discuteva, a volte anche in modo molto accalorato.

Un anno prima della petizione del 2006, un altro articolo del blog raccontava “I tempi andati”, riportando il link ad una iniziativa che voleva raccogliere proprio quelle discussioni della fine degli anni ’90 e primi 2000.
Purtroppo anche in internet la memoria si cancella… e quel sito, aperto su una piattaforma gratuita, è andato cancellato. Per cui l’articolo del blog  riporta dei link vuoti… un vero peccato, una grande perdita per chi vuole capire cosa stesse succedendo. Se qualcuno fosse in grado di recuperare quei dati, sarebbe un lavoro prezioso.

Il blog “Il due” nasceva proprio sulle ceneri di quell’iniziativa, nei giorni in cui a Roma si incontrava un gruppetto di insegnanti per capire come si poteva uscire dall’oscurità. Uso questa espressione non a caso: alcuni colleghi di una nota scuola romana (Torre di Babele) parteciparono ad una manifestazione della scuola con lo storico striscione “Insegnanti di italiano per stranieri: fuori dall’invisibilità”.

A una di queste riunioni partecipò un dirigente della CGIL scuola che ci disse picche: se non avete un contratto da dipendente non vi posso tutelare.
E lì cadde tutto.

Poi è arrivato facebook, ed ecco nuovi entusiasmi sui social network. Ci siamo ritrovati, alcuni di quelle prime battaglie e altri, tanti altri.

Sembrano aprirsi, ad esempio sul gruppo ITALIANO PER STRANIERI, nuove speranze, si alimentano nuovi entusiasmi, si aprono nuove petizioni. Ben venga tutto, ma non dimentichiamoci mai che sono almeno 15 anni che si combatte, e non sarà un entusiasmo estemporaneo a risolvere le questioni. Serve (più) partecipazione, (più) umiltà, (più) sacrificio. Per avere speranza, non per vincere.

Buona fortuna a noi.

5 pensieri su “Italiano per stranieri: 15 anni di battaglie

  1. Caro porfido, non so da dove iniziare a commentare. Da un lato mi assalgono i ricordi, quella grinta di tanti anni che ritrovo nella presentazione di quella petizione (ancora disponibile online) “mi chiamo LC, posso darti del tu?” (geniale!)… dall’altra la perplessità per questi nuovi entusiasmi che stentano tutt’ora a decollare. La mia memoria col tempo è sempre più a breve termine, avevo rimosso molti dei dettagli che hai rispolverato e quell’entusiasmo che ho ritrovato leggendomi. Non ricordo più perché la petizione non portò a nulla, non so se fu un problema di firme o di qualsiasi altro motivo più o meno valido. Appoggio, appoggerò sempre qualsiasi iniziativa, anche se più ne vedo e più divento scettica. Non so perché questa categoria sia così disomogenea negli intenti, una volta necessità faceva virtù, adesso ci rende solo più frustrati e incapaci di guardare nella stessa direzione, lontano, per il nostro bene. Ma se non crederemo noi per primi che sia arrivato il momento di darci una mossa, non ci crederanno quelli che ci dovrebbero ascoltare e farsi convincere. vorrei aggiungere altro, perché il problema riguarda anche tutte quelle istituzioni che da un lato autorizzano corsi e corsetti, sfornano titoli, ma non fanno il minimo passo per regolamentare un mercato selvaggio (come testimoniano per esempio Sara e Graziella su italiano per stranieri, per esempio. Grazie di cuore porfido. Passo. Vado a rileggermi e ad asciugarmi le lacrimucce… ormai sono anziana anch’io sai, e ho la commozione facile.

  2. Sto muovendo ora i primi passi nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri grazie all’attività di volontariato che svolgo presso un’associazione vicina al mio paese.
    Ho scoperto un’opportunità bellissima, ma mi sto rendendo conto che non viene riconosciuto il giusto merito a chi si impegna in questo campo.
    In una nazione soggetta a forti ondate di immigrati come la nostra si dovrebbe dare molta attenzione all’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Questa è la base dell’integrazione culturale!

  3. eh… anch’io sono vecchiotta, sai e a malincuore vedo che, tra le nuove generazioni di insegnanti LS, si cerca solo di vincere. mi é venuto fuori un vero commento da vecchia ufff

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