La moda del modo congiuntivo

Reduce dal ruolo di invigilator durante l’esame di fine semestre del IV anno, quasi tutto basato sul modo congiuntivo in tutti i suoi tempi e con tutte le sue irregolarità, ed in cui il congiuntivo oltre che per le temute subordinate, veniva usato nelle frasi con i verbi di opinione, accolgo con piacevole sorpresa un blog, che già dal solo link la dice tutta: http://salviamoilcongiuntivo.blogspot.com; ho letto del blog sul settimanale DIARIO, n° 2-3 del 2007, a p. 25.

L’articolo di DIARIO è assai più dettagliato del blog, che attualmente è “under construction”. L’iniziativa consiste nel creare una rete di supporters del modo congiuntivo, che ne incentivino l’uso (ma come?) e, da quanto ho capito, che raccolgano esempi di cattivo o mancato uso. L’idea è venuta alla II B della scuola secondaria “Padre Costanzo Beschi” di Castiglione delle Siviere, in provincia di Mantova, classe che ha costituito anche un comitato, dal nome SIC, Salviamo Il Congiuntivo. L’intento è quello di salvaguardare l’uso del modo verbale, che da noi parlanti madrelingua subisce continui attacchi, anche se nell’articolo si punta il dito soprattutto verso le categorie dei politici e dei giornalisti che invece di usarlo e salvaguardarlo, lo trascurano e umiliano. L’iniziativa mi colpisce ma non so se mi convince, andiamo oltre…

Quello che mi ha portato a scrivere il post è lo stupore provocatomi dalla lettura delle regole dell’uso del congiuntivo (il file è facilmente reperibile sul sito). Nel decalogo, infatti, non sono minimamente tenuti presente i verbi di opinione. Sul blog l’uso del modo congiuntivo viene presentato così:

IL MODO CONGIUNTIVO E’ IL MODO DELLA POSSIBILITA’: Il congiuntivo si può usare nelle frasi indipendenti (quelle che stanno in piedi da sole, con un solo verbo nel periodo) o in quelle dipendenti (più verbi nel periodo) più spesso: il congiuntivo, cioè, dipende da un altro verbo.

Seguono vari esempi dell’uso in frasi indipendenti, tipo “Si segga Signora!, “Sentissi che musica!”, “Che l’abbia dimenticato!” e “Sia pure come dici tu!”; e poi in frasi dipendenti cioè dopo “sebbene, affinché”, dopo “è giusto, è necessario”, con verbi come “sperare, volere” ed in ultimo con i pronomi indefiniti come “chiunque, qualunque”.

Questo tipo di classificazione mi riporta alla memoria lo schema dell’uso del congiuntivo di VOLARE, della casa editrice Alpha&Beta, che nelle ultime pagine del libro dello studente presenta un compendio grammaticale sintetico, ma molto dettagliato ed esaustivo. Qui, però, i verbi di opinione non sono trascurati, anzi, l’uso del congiuntivo con suddetti verbi, è annoverato, ma qui il modo congiuntivo è ritenuto come una scelta stilistica. Cioè se devo essere più formale o se devo parlare e scrivere in modo più curato, allora con alcune categorie di verbi è meglio adottare il congiuntivo. Quindi, non obbligatoriamente, posso usare il congiuntivo con: piacere, dispiacere, essere felice, sorpreso, oppure con espressioni come: è bello che, è naturale che, se voglio scrivere e parlare in un registro più elevato. Per i verbi come pensare, ritenere e sembrare, l’uso del congiuntivo sottolinea la soggettività di quello che esprimo. Questo il SIC lo ignora: Che sia una svista? Che sia una presa di posizione?

A fare i minuziosi potrei aggiungere che tale comitato non tiene di conto nemmeno dell’uso facoltativo del congiuntivo nelle interrogative indirette, dove, si legge su VOLARE, il modo serve per sottolineare la sorpresa, l’incomprensione o lo stupore: “Non so se sia opportuno farlo, mi domando cosa abbia in mente, mi ha chiesto dove stessi andando“.

Rimango quindi un po’ perplessa circa gli intenti di questo comitato, ma confesso che spesso anch’io preferirei sentire coniugati molti più congiuntivi, soppiantati dall’indicativo. Però visto che come insegnanti abbiamo delle responsabilità, dobbiamo chiarirci le idee ed agire di conseguenza ed essere pronti ad accettare questo nuovo ruolo del congiuntivo e dell’indicativo…

E’ per questo che resto contatterò il comitato SIC, perché sono proprio curiosa, voi no?

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9 pensieri su “La moda del modo congiuntivo

  1. il presente e`:
    io avro avuto
    tu avrai avuto
    noi avremo avuto
    essi avressero avuto
    e voi avrete avuto ?
    pero piacere rispondete
    io so che sono buno per i verbi
    ma ho questo dubbio
    Grazzie atentamente
    mariilu

  2. @ adalberto: ti devo una risposta, scusa se ti ho trascurato
    @maroua: per me e’ un gran complimento, anzi un vanto quasi! 🙂

  3. Personalmente credo che il congiuntivo sia molto di più che ” una questione di stile”. il congiuntivo esprime a mio parere “un’apertura” nel discorso. Se io dico: Penso che il teatro oggi non ha più niente da dire, lo affermo in modo categorico. Se dico: Penso che il teatro non abbia più niente da dire, lascio aperta la possibilità ad altre opinioni.

  4. Non conoscevo il comitato: esiste ancora? Qualcosa di simile era nato anche in una scuola elementare della provincia di Treviso.
    Quanto alla spiegazione che Volare darebbe dell’uso del congiuntivo (una questione stilistica), hmmm… hmmmmm… hmmmmmmm… non sono PER NIENTE d’accordo. La trovo fuorviante, ecco: credo che quella diatopica sia la discriminanate da tenere in maggiore considerazione (non per nulla gli autori di Volare sono romani, e si sa, a Roma il congiuntivo si usa una volta si’ e 10 no… o sbaglio?).

  5. Nella frase: Alcuni hanno affermato di aver visto l´autobus prendere fuoco…
    È corretto dire: Alcuni hanno affermato che hanno visto l´autobus prendere fuoco.
    Grazie
    Maria

  6. Vorrei chiarire un dubbio rigurdate al congiuntivo. Con l´uso dei verbi ammettere e affermare devo NECESSARIAMENTE usare un congiuntivo? E usandolo posso dire : Io ammetto di fare. Io ammetto di aver fatto. Io ammetto che farò. Ammetto che faccio. Il dubbio è se io posso con questi verbi nelle frasi dipendenti con lo stesso soggetto usare il che al posto del di.
    Grazie e sono in attesa di un suo riscontro.
    Maria de Lourdes

  7. condivido la perplessità sugli scopi del comitato, perché non istituire un poliziotto di quartiere che sorveglia l’uso del congiuntivo fra i parlanti nativi e non? come insegnanti è più facile fare riferimento a delle regole, meglio se ritenute ferree, che trasmettere agli studenti un’incertezza nell’applicazione delle regole che fa parte della vitalità di una lingua. però si deve apprezzare l’attenzione da parte di questi studenti della scuola secondaria verso la lingua, forse da un interesse prescrittivo si può passare a una generale sensibilità verso i cambiamenti dell’italiano…

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