Lo Charme dei fotoromanzi

Partiamo con un brainstorming.
Scrivo la seguente parola:

Charme

Che cosa vi viene in mente?
1…. 2…. 3….
Elicitazioni varie a parte, sicuramente pochi di voi avranno pensato ai fotoromanzi… CHARME è proprio il nome di un mensile della famosa editrice LANCIO, che potreste fare vostro a soli 2,50 euro. Il numero 737, Il manuale del perfetto seduttore, è arrivato tra le mie mani per motivi di studio e si è meritato di finire dritto dritto sul blog.
La trama è la seguente: due coinquilini, colleghi di lavoro, sono uno l’opposto dell’altro. Saverio è bello e valido sul lavoro, mentre Enrico è brutto e imbranato. Il primo aiuter il secondo ad uscire dal guscio e con i suoi formidabili consigli lo trasformer in un rubacuori a cui non riuscir a stare dietro. La fine del fotoromanzo è quella che immaginate…
Iniziamo da un pregio: non ho trovato nemmeno un refuso e questo merita un riconoscimento, visto che popolazioni di refusi invadono la nostra stampa. Ma ciò che mi ha più colpita è stato il tipo di linguaggio utilizzato nei dialoghi, in cui il registro e la variet di italiano, pur stonando, convivevano pacificamente. Curiosa della cosa ho consegnato ad una mia amica camerunese (Flore, che in Camerun insegna italiano) le prime 17 pagine, chiedendole di specificare le espressioni che non aveva capito e quelle che aveva desunto dal contesto; gli esiti sono stupefacenti, ma per conoscerli dovreste arrivare fino alla fine del post.
Per quanto concerne le mie personali riflessioni, ammetto di essere rimasta stupita per la ricchezza del lessico: sono presenti tantissime frasi idiomatiche, che contestualizzate grazie alla storia e alle foto, possono essere un utile strumento per portare in classe un esempio dell’uso vivo. Ho poi riscontrato una correttezza formale nell’uso dei modi e tempi verbali. Frequente è l’uso del congiuntivo con i verbi di opinione e il periodo ipotetico dell’irrealt è strutturato con i modi e tempi dell’italiano “standard”. proprio l’accostamento e la presenza di queste forme, con altre di un registro più basso e colloquiale in una stessa frase, a creare uno strano effetto, come in questa frase tra i due protagonisti (p. 5): Saverio: << Non per deluderti, ma Giulia è una persona gentile e sorride a tutti. E pur elargendoti uno dei suoi mitici sorrisi, ti ha rifilato l’ennesimo due di picche, ho visto tutto>>, Enrico: << Mettiti nei suoi panni. Lei è una specie di dea e io un mezzo imbranato che non piace a nessuna. Le donne mi schifano, ammettiamolo… e hanno tutta la mia comprensione>>. Saverio: << Ehi, adesso stai esagerando con l’autocommiserazione>.
Gli scambi tra i due amici sono esilaranti. In quello che segue c’è un personaggio nuovo, Daniela, il capo dei due, che si rivolge così ad Enrico (p. 9): << (…) Andiamo, siamo franchi. Saverio è bello, ha stile, è un seduttore nato. Tu appartieni alla triste categoria degli sfigati cronici. (…) Anche dal punto di vista immagine… sei un disastro. Non dico di venire in ufficio in giacca e cravatta, ma il tuo aspetto è davvero inaccettabile. Lo vuoi un consiglio? Fatti aiutare da Saverio. Magari, seguendo i suoi insegnamenti, potresti migliorare almeno un po’>>.
Ed Enrico decide di seguire questo consiglio e ne parla con Saverio: <<(…) ho riflettuto a lungo sul consiglio di Daniela e sono giunto alla conclusione che non ha tutti i torti. Potresti davvero essere il mio mentore. Il demiurgo che tira fuori il meglio da me. Il pigmalione che mi trasforma in un essere umano decente. Con un maestro come te forse riuscirei a diventare… accettabile>>. Ma Saverio è quasi irremovibile: << (…) sono convinto che certe cose devi avercele dentro. Insomma, non è come spiegare a uno l’algebra. Il fascino, la sicurezza, il dono di piacere… sono qualit innate, non materia di studio>>.
Ma i consigli di Saverio servono veramente a qualcosa? Ecco Enrico “in azione” con Daniela, il suo capo, poche pagine dopo: << Veramente la gentilezza l’ho usata nei confronti di me stesso. Con questa manovra galante, mi sono concesso il lusso di ammirare per un istante le tue splendide gambe>>. Daniela: << Caspita, stiamo diventando intraprendenti! Dimmi la verit , hai seguito il mio consiglio e ti sei affidato alle cure di quel marpione di Saverio… non è così?>>.
I restanti dialoghi sono più o meno di questo tenore. La loro attenta lettura mi ha fatto evidenziare vari percorsi per l’ampliamento del lessico per quanto riguarda “l’uomo latin lover”: sciupafemmine, galletto, marpione, casanova, provolone, principe azzurro, sfigato, brutto anatroccolo, dongiovanni, ecc. ecc.
Lessico inerente “la seduzione”: seratina coi fiocchi, rivolgere un bel complimento, rimediare nel senso di rimorchiare, (utilizzato poi in avanti con il primo significato di risolvere), acchiappare, appuntamento alla cieca.
Inoltre sono presenti molte espressioni colloquiali e costruzioni polirematiche: schioccare le dita, cadere ai piedi, sbavare dietro, dare addosso, prendere un colpo, avere una fretta del diavolo, spellare vivi, rifilare il due di picche, mettersi nei panni di, dare una strigliata, seratina coi fiocchi, amico coi fiocchi, buttare un’occhiata, rendere giustizia, dettare i tempi, fare il grande salto, cavarsela, lanciare un amo, esserci lo zampino di, ecc. ecc.
possibile anche analizzare l’uso di “magari”.
Per quanto riguarda invece la lettura delle pagine da parte della mia amica Flore, devo ammettere che la sua comprensione mi ha stupita. Flore ha avuto difficolt con alcune espressioni, che rientrano tutte nel lessico comune (quindi siamo oltre il Vocabolario di Base).
Le parole segnate erano le seguenti: moine, arrivare a malapena, sghignazzarmi e brutto anatroccolo. L’ultima era l’unica espressione che Flore non era riuscita a capire, per le altre, le sue ipotesi, si erano rivelate esatte. Questo probabilmente invalida tutte le mie riflessioni, ma ne è valsa comunque la pena!
Mi rimane una domanda irrisolta: sono sicura di non parlare così anch’io?

P.s. Per chi si volesse cimentare, gli arretrati costano il doppio del prezzo di copertina.
Buona lettura!

inviato da ladylink

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