Master Itals o MATERASSI (col resto di LT)?

La storia che vi sto per raccontare era pensata per “il due chiacchiere con…“, ma poi piu’ che due chiacchiere ho condotto un interrogatorio…

Breve riassuntino: V. dopo aver seguito un corso Alias Base, visto che sta lavorando da un anno in una universita’, decide di iscriversi al Master Itals e fa regolare domanda. Siccome ha una laurea magistrale in Interpretariato di conferenza Inglese e Spagnolo, (una regolare 3+2), pensa di potersi iscrivere al Master Itals di II livello.

Ma per scrupolo, una volta aver letto i requisiti, si informa e le viene risposto che assolutamente non puo’ iscriversi! Deve invece partecipare al percorso integrativo (ben 500 euro, per 4 mesi di corso), che consiste nel frequentare i primi moduli del Master Itals di I livello, percorso che pero’, come vedremo, non garantisce un diretto accesso al Master.

Ecco i requisiti:

E’ obbligatorio inoltre avere già una formazione nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano a stranieri (Master 1° livello, corsi di perfezionamento, percorso integrativo Itals di ammissione al Master di 2° livello, ecc.). Il Collegio dei docenti valuterà l’adeguatezza del percorso formativo e formulerà il giudizio di ammissione, consigliando eventualmente la frequenza del percorso integrativo.

Considerata la natura del percorso formativo è altamente auspicabile:

che il candidato stia insegnando italiano a stranieri o, eventualmente, sia nella condizione di individuare con facilità una struttura con la quale ha già familiarità presso la quale svolgere il percorso di ricerca previsto dall’organizzazione didattica;

che abbia già esperienza nel settore specifico dell’insegnamento della lingua e cultura italiane a stranieri.

Se non fosse chiaro, lo ripeto: V. lavora gia’ da un anno in una universita’ e ha frequentato il corso Alias Base, che non e’ ritenuto sufficiente come percorso formativo e che non rientra nemmeno in quegli ecc che ho debitamente evidenziato in neretto.

Allora potrei cortesemente capire che cosa e’ incluso in quell’ecc? Se riguarda la formazione perche’ l’Alias Base non e’ contemplato? Visto che e’ un corso tenuto dalla stessa Universita’ e probabilmente dagli stessi Tutor dell’Itals? Intendo: se si apre e chiude parentesi per indicare che cosa e’ considerato “formazione nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano a stranieriallora non si possono scrivere ecc, ma dare indicazioni certe, non arbitrarie, perche’ in quell’ ecc ci puo’ rientrare anche un Alias Base, insieme ad un corso di perfezionamento qualsiasi.

V. si e’ risentita di questa esclusione ma forse, anche troppo silenziosamente, si e’ messa a studiare per il percorso integrativo, senza batter ciglio.

Dallo stesso bando si legge che ci sono un massimo di 100 posti, 30 gia’ occupati da studenti che non hanno dovuto fare il percorso integrativo.

Tale corso propedeutico lo stanno frequentando in 110 (110×500 euro= 55.000 euro) e sul sito pare che di questi 110, 9 gia’ lo avrebbero passato, guadagnandosi il diritto a iscriversi al Master di II livello. Ora posso sapere sulla base di cosa questi 9 si sono guadagnati l’accesso al master se il percorso integrativo ancora non e’ arrivato alla conclusione? Comunque sia i posti occupati sono inspiegabilmente 39 adesso. Se la matematica non e’ un’opinione, mi pare che siano rimasti 61 posti, il che significa che 50 studenti non potranno iscriversi al Master, o per dirla tutta, non potranno essere integrati. O no? Ma ne sono coscienti?

V. risente anche della disomogeneita’ dei corsisti inseriti nei gruppi con cui ha lavorato, dislivello causato piu’ dal suo ricco percorso personale che dall’inesperienza degli altri. Ma il percorso integrativo potra’ mai essere equiparato a quell’anno di esperienza che V. ha maturato? Non credo proprio. Il bando stesso richiede esplicitamente esperienza nel campo, esperienza sul campo che pero’ nei 4 mesi del percorso integrativo non viene fatta, perche’ il corso e’ a distanza. L’esperienza diretta durante il percorso integrativo non e’ ne’ richiesta, ne’ prevista, ne’ auspicabile, ne’ resa possibile, ne’ assolutamente niente.

Potrei aggiungere altro…

V. secondo me dovrebbe gia’ aver alzato la voce e chiedere delucidazioni a proposito, perche’ ci sono altri episodi, che non cito, che varrebbe la pena approfondire, ma insomma, l’ho spronata ed incitata, adesso starebbe a lei.

Io rimango perplessa, perche’ da una Istituzione come la Ca’ Foscari, mi sarei veramente aspettata maggiore serieta’ e chiarezza.

Piu’ che scriverne, davvero non so!

3 pensieri su “Master Itals o MATERASSI (col resto di LT)?

  1. E’ un post vecchio ma mi ha toccato un nervo scoperto, e allora dico la mia (anche se ultimamente sto commentanto molto, vabbè, pazienza).
    Esperienza personale: dopo una tesi (lo diciamo? Diciamolo per una volta!) “molto ben fatta e interessante” (dice la mia relatrice) mi viene consigliato da una professoressa (particolarmente conosciuta nell’ambito) di contattare il dipartimento del Linguaggio di Venezia. Mi dice che ci potrebbero essere buone possibilità di Dottorato. Senza troppe speranze ma con l’animo del “tentiamola” mando una mail per chiedere informazioni.
    Dalla mia ho un percorso forse non comune, entrambi i titoli universitari che possiedo sono nell’ambito specifico, entrambe le tesi sull’italiano L2, due borse di studio specifiche, certificazione e sette anni di esperienza in italiano LS, L2 e pure L1, anche all’università.
    Mi viene risposto che per partecipare al concorso di Dottorato NON NE SO ABBASTANZA.
    Mi si dice molto gentilmente che per poter accedere dovrei avere una “formazione PIU’ specifica”, che potrei acquisire (ta-dà!) se, e solo se, mi iscrivessi al Master di secondo livello.
    Io, come ho scritto nell’altro post dedicato, sono sempre stata dubbiosa davanti ai Master nelle materie umanistiche: un vero Master dovrebbe essere collegato con le aziende e gli enti e includere un tirocinio “a scopo assunzione”. Quelli elargiti dalle facoltà di Lettere in giro per l’Italia mi sono sempre sembrati un po’ fumosi (e costosi).
    Ma va bene, ammetto che l’istituzione con cui sto interloquendo è una
    delle più prestigiose dell’ambito, insomma, se lo dicono loro, dovrò credergli: non ne so abbastanza.
    Eppure mi sembrava di ricordare che il dottorato fosse la formazione più alta SUBITO dopo la specialistica/magistrale, non che bisognasse passare per un Master (a pagamento) prima.
    Non certo a scopo polemico, ma solo per saperne di più, mando un’altra mail e chiedo: “quindi mi vorrebbe dire che cinque anni di formazione accademica specifica in glottodidattica, con tesi in glottodidattica non sono sufficienti per partecipare al concorso di Dottorato in glottodidattica ma che se mi fossi laureata in tutt’altra disciplina (mi ricordo di aver fatto l’esempio di Agronomia, che non credo nemmeno esista) ma poi mi iscrivessi al vostro Master avrei tutte le competenze necessarie per accedere al concorso?”
    Risposta piccatissima: “Dottoressa, se vuole iscriversi al Master si iscriva ma non ci faccia perdere tempo”.
    Amen! 😉

  2. E’ davvero sconcertante, anzi, direi vergognoso, che l’accesso diretto a un master di II livello in didattica dell’italiano sia stato negato a una persona in possesso di una laurea specialistica in ambito linguistico, con esperienza nel campo dell’insegnamento, e con un percorso formativo in didattica dell’italiano L2.
    Con questo genere di vicende, il master Itals e i suoi promotori rischiano di perdere di credibilità. Sappiamo quante siano ormai le università che offrono master in didattica in Italia…certi errori andrebbero evitati.

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