Niente di personale

Mi prendo questo spazio per uno sfogo personale.

Vivendo all’estero da anni ho fatto di repubblica.it la mia hp e negli ultimi tempi devo dire che sto rivalutando la cosa, perché sembra sempre di più un giornale di gossip che di informazione.

La più recente testimonianza è quella di stamattina (in Italia erano gi le 13), quando aprendo la pagina, ho scoperto che stava destando molto interesse la notizia della quarantasettenne in fin di vita a causa delle percosse di un rumeno (del quale non si sa nulla, d’altronde dire rumeno è dire tutto, no! eh, beh!). Chiaramente l’occasione è stata anche il trampolino di lancio di accuse e rimproveri per i due schieramenti parlamentari. Napolitano firma il decreto sulle espulsioni più facili, ho letto anche di minacce circa l’ingresso della Romania in Europa; valuto la cosa come una chiacchiera da bar, approssimativa e qualunquista, adatta all’ultimo goccio di birra o di caffè al bancone, perché in Europa la Romania c’è gi .

Sul sito di repubblica, la seconda notizia su cui ci è permesso riflettere è il drammatico fatto di un suicidio di un quattordicenne, vittima di bullismo.

Su corriere.it questa notizia è la settimana in graduatoria, mentre la prima ve la lascio indovinare.

Sul suicidio di un quattordicenne c’è silenzio (ovviamente io parlo della stampa online), gli schieramenti sembrerebbero non interessarsene, non ci sono minacce di far cadere il governo o ripicche. Non ci sono perché siamo tutti colpevoli, non possiamo più puntare l’indice, se non verso di noi.

E soprattutto noi insegnanti, come potremo dormire sonni tranquilli sapendo che non riusciamo a renderci conto, ad intuire quello che succede nelle nostre classi, a nostri studenti che vediamo quotidianamente e che eppure conosciamo sommariamente nel loro intimo.

Un quattordicenne che si suicida è una vergogna, e lo è ancor di più per un paese come il nostro, che si distingue per il lato umanitario di continua e perseverante assistenza nei confronti dei paesi più bisognosi, appena scatta una calamit , eppure non è in grado di capire i desideri, le aspirazioni, le complessit ed anche i problemi, di chi un giorno dovrebbe essere un adulto preparato e pronto per affrontare quella giungla che chiamiamo quotidianit , dove la tua vita può finire in una giornata qualsiasi, mentre ritorni a casa, dopo una giornata vissuta dignitosamente.

Io non riesco a rassegnarmi.

5 pensieri su “Niente di personale

  1. Pingback: il due blog » Blog Archive » Incontri: Roma a tutto mondo

  2. Grazie Massimo per le tue parole. Sono di conforto anche a me, perché spesso ho l’impressione di non stare a guardare io le cose dal punto di vista se non giusto, almeno …. reale?????

    Grazie ancora
    ll*

  3. Devo dire che nella montante ondata di razzismo italico, aizzato dal potere – pressocchè unanime, al di là delle diverse parti in commedia – e ben recepito dal mai scomparso senso comune fascistoide,
    trovare isole di decenza civile ed umana è un grosso conforto.

    Quindi un sentito grazie.
    ciao, Massimo.

  4. Ciao. Anch’io negli ultimi tempi sono un po’ delusa da Repubblica. Non tanto per i troppi fatti di cronaca che temo siano dovuti a un effettivo aumento di violenza, criminalità e incidenti di ogni genere (ora sono a Bologna e si denunciano violenze ogni giorno), quanto piuttosto alla strumentalizzazione politica dei fatti. Mi sembrava più critica e libera. Ovvio che era molto critica durante il Gov. Berlusconi, ma ora ho a volte l’impressione di servilismo nei confronti del potere.
    Ciao, Roberta Barazza
    http://www.rbarazza.blogspot.com

  5. Soffro per l’aggressione a quella signora di Roma come se fosse mia parente. Il colpevole dovrà essere punito secondo le leggi. Ma attorno a questa disgrazia si è scatenata un’ipocrita corsa a chi è più severo, più duro, più punitivo contro TUTTI i rumeni. Mi sembra una vigliaccata. Tutti sappiamo come siano mal protette le stazioni di periferia. Ma proprio oggi c’è un’altra notizia terribile: un bambino di 12 anni è morto in Calabria perché non è stato trasportato in tempo all’ospedale che avrebbe potuto salvarlo. Un NORMALE disservizio del nostro pur prezioso servizio sanitario nazionale. Con chi ce la prendiamo? Chi sarà bersaglio palese della rabbia di tanti cittadini? Chi è responsabile? Quando pagherà?
    Con tanta tristezza, per la perdita progressiva della ragione.
    Savino.

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