Non essere, questo è il problema – seconda parte

Sono passati alcuni giorni dall’approvazione in parlamento della mozione della Lega che propone le “classi di inserimento” per gli immigrati.

Giorni in cui sono successe tante cose: il sistema dell’istruzione italiano, dalle elementari all’università, è insorto ed è tuttora nel pieno della mobilitazione; tanto si è discusso e, come sempre, tante scemenze sono state dette. In questi giorni però alcuni aspetti della questione sono venuti alla luce.

Per esempio, è uscito che nel giorno in cui la Lega ha presentato in parlamento la propria mozione, altre tre ne sono state votate (proposte da altrettanti schieramenti), e sarebbe importante leggerle per capire se le persone che abbiamo votato (beh, quelle che poi sono effettivamente andate in parlamento…) interpretano bene il nostro pensiero.

E’ una lettura di un quarto d’ora in totale, ma vale davvero la pena. Il tema è sempre lo stesso: inserimento degli alummi stranieri nella scuola italiana. Eccole qui:

  1. Mozione Roberto Cota, Lega Nord Padania
  2. Mozione De Torre Maria Letizia, Partito Democratico
  3. Mozione Capitanio Santolini Luisa, Unione Di Centro
  4. Mozione Evangelisti Fabio, Italia Dei Valori

Solo due note, poi lascio a voi i commenti e le suggestioni.

La prima: la mozione della Lega non smentisce le nostre aspettative. Un passaggio è limpido: “La scuola italiana deve quindi essere in grado di supportare una politica di «discriminazione transitoria positiva», a favore dei minori immigrati, avente come obiettivo la riduzione dei rischi di esclusione”.

La seconda nota riguarda invece il PD: avevo criticato nel precedente post l’immobilismo poltico del centro sinistra e la sua demagogia. C’è da dire che la mozione del PD chiama in causa il documento “La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” curato dall’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’educazione interculturale, inaugurato dal precedente governo. Con l’occasione invito quelli che non l’hanno fatto, a leggerlo. Una visione c’è, quindi mi scuso per la mia critica. Quanto all’accusa di demagogia invece non mi scuso: aver risposto con (seppur lecite) accuse che mettessero in mostra la negatività della proposta (ma poi cosa ci si può aspettare da una proposta della Lega?) ha fatto passare in ultimo ordine la propria visione politica. E questo è imperdonabile.

Per chiudere, un accenno ad un aspetto che forse meriterà un post. Di questo tema si è parlato in tutti i programmi di approfondimento. In questi programmi hanno fatto la parte dei glottodidatti i più improbabili personaggi, si sono improvvisati esperti di intercultura i più inquietanti figuri. Non solo noi insegnanti specializzati non esistiamo nel nostro paese, ma non esistiamo PER il nostro paese.

Bisognerebbe occupare la RAI, altro che!

NOI ESISTIAMO!

2 pensieri su “Non essere, questo è il problema – seconda parte

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