Non sparate sullo studente

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Da queste serate calde d’estate, emergono funghetti velenosi.
Questa notizia è stata segnalata da Piroclastico, l’articolo che la riporta stavolta è preso da Il manifesto del 17 agosto:

Professori-sceriffi, a scuola con la pistola
Texas, la decisione di un preside «per evitare le stragi»
Matteo Bosco Bortolaso – NEW YORK

Come evitare le sparatorie nelle scuole d’America? Per un dirigente scolastico di uno sperduto istituto del Texas la risposta è semplice: con i professori-sceriffi. Dal 25 agosto, con l’inizio delle lezioni, gli insegnanti della piccola scuola di Harrold potranno portare le pistole in classe. L’obiettivo, secondo David Thweatt, il responsabile dei 110 studenti, è di evitare nuove, terribili stragi come quelle del Virginia Tech o di Columbine.

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2 pensieri su “Non sparate sullo studente

  1. Quando ero alla Purdue University nell’anno 2006/7 era successa una strage in un’università ad opera di un giovane coreano. Un professore americano ha commentato dicendo che, secondo lui, per risolvere il problema delle stragi ricorrenti, una soluzione è … armare tutti. Diceva che se tutti avessero avuto una pistola, lo scriteriato che ha fatto strage di una decina di studenti, sarebbe stato ucciso subito. A me sembra paradossale, visto che queste stragi avvengono anche perchè è facile procurarsi un’arma. Ma agli americani …
    Roberta Barazza

  2. Se non sbaglio la mia universita’ ha un regolamento interno, quindi una scelta, che vieta di andare in giro armati, cioe’ che vieta agli studenti e ai professori di venire all’uiniversita’ armati. Quella del porto d’armi e della facilita’ nell’acquistarle, e’ una questione annosa. Da parte mia, proprio perche’ in Virginia e’ avvenuta la peggiore delle stragi al Virginia Tech nel 2007 (piou’ di 30 morti), e perche’ pochi mesi fa ne sono avvenute due a distanza di pochi giorni, in Louisiana ed in Illinois, trovo la questione abbastanza inquietante. Quando avvennero le ultime due citate ne parlai con una collega, per esorcizzare la paura. Andare in giro per i vari edifici, incontrare tanti studenti sorridenti e tranquilli che chissa’ cosa covano, e pensare di averla scampata perche’ semplicemente stavo in un altro posto lontano miglia, mi fa riflettere molto sulla figura del professore, della famiglia, dei valori che si trasmettono ai bambini futuri adulti.
    Provai la stessa sensazione di precarieta’ e di incapacita’ di capire il mondo che mi circonda per il delitto di Marta Russo, nel 1997 a La Sapienza. Mi sono guardata spaesata e intimorita per giorni, quando mettevo piede all’universita’. La storia del porto d’armi negli Usa, le stragi nelle universita’ e la vicenda di Marta Russo, sono una vergogna dell’umanita’, visto che inoltre il vero nome dell’assassino di Marta non si e’ mai veramente saputo… e sinceramente il mio istinto l’ultima cosa che pensa e’ “nessuno tocchi caino”, ma questa e’ un’atra storia!
    Vergogna!

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