Notizie dal Messico

Negli ultimi giorni, l’emergenza provocata, in Messico e negli USA principalmente, dal virus H1N1, o “influenza suina”, ha riempito le pagine dei giornali e ha occupato uno spazio importante nei TG di tutto il mondo.

Io non avevo mai vissuto una cosa del genere, e fa davvero impressione: arrivi in Facoltà e trovi la notizia che, per disposizione del governo federale, tutte le scuole (asili nido compresi) e Università del Paese devono restare chiuse almeno fino al 6 maggio per evitare il contagio. La stessa cosa per quanto riguarda gli uffici pubblici che prestano servizi considerati non indispensabili. A Città del Messico ed in altre regioni sono chiusi anche i cinema, i teatri, i ristoranti. Ci sono poche certezze sulla malattia, di cui alcuni mettono addirittura in dubbio l’esistenza, ma tra le poche cose sicure c’è la profonda crisi economica (peggiore di quella che era già in corso) che si lascerà dietro questa emergenza sanitaria quando passerà.
Tra le tante ipotesi sul virus e sulla sua origine, alcune veramente esilaranti, per esempio quella che segnala Bin Laden come il creatore-diffusore della malattia, ce n’è qualcuna di molto interessante che fa riflettere su quello che è diventato il nostro sistema alimentare. C’è infatti chi sostiene che queste malattie trovino terreno fertile negli allevamenti industriali di animali, in cui questi vengono trattati con crudeltà e tenuti in condizioni igeniche deplorabili che violano tutte le disposizioni internazionali, e non solo nei paesi in vie di sviluppo. Avrete sicuramente letto che secondo alcuni l’influenza H1N1 ha avuto origini in un paesino di nome La Gloria, nella regione del Veracruz. Sia o no vero, fatto sta che gli abitanti del posto avevano da tempo denunciato che la trasnazionale alimentare Carroll, della Smithfield Foods, inquina la zona con i suoi allevamenti tenuti in condizioni disastrose. Sembra che l’epidemia non venga da lì, ma quanto tempo ci vorrà perché una nuova malattia possa detonarsi, vista la facilità con la quale si possono ricombinare i virus animali (suini e aviari) e quelli umani? Una delle poche analisi interessanti che ho ascoltato in questi giorni in TV, è che
una crisi come questa dovrebbe portarci ad una seria riflessione sul nostro sistema alimentare, che sta sempre più distruggendo la terra e la nostra salute, sul nostro modo di trattare gli animali, che sentono e soffrono come noi e che vengono tuttavia visti solo in termini di guadagno per le grosse compagnie di allevamento e produzione alimentare, nonché sulle nostre abitudini come consumatori.
Credo, però, che passata questa emergenza tutto continuerà come prima, o peggio di prima, anche se il nostro pianeta e la nostra salute vivono tutti i giorni in una situazione di emergenza. Noi, come insegnanti, possiamo forse portare i nostri studenti, attraverso l’apprendimento di una lingua straniera, alla riflessione sulle cause e non sugli effetti.
Alcuni materiali pubblicati in questi giorni che potrebbero servire come input per attività da proporre in classe, sfruttando l’argomento del momento non solo dal punto di vista linguistico:

Servizi video:

http://tv.repubblica.it/dossier/febbre-suina/la-paura-di-partire/32204?video

http://tv.repubblica.it/dossier/febbre-suina/in-piazza-contro-l-influenza/32354?video

http://tv.repubblica.it/dossier/febbre-suina/tutti-con-le-mascherine/32170?video

Un servizio radiofonico (scaricabile in formato MP3):

http://www.radio.rai.it/radio1/laradioneparla/elenco.cfm (puntata Febbre suina)

Articoli per riflettere sulle possibili cause dell’epidemia e sulle abitudini di consumo:

http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=5176

http://sostenibile.wikidot.com/voglio-diventare-un-consumatore-responsabile

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