RESOCONTO RIUNIONE 1 GIUGNO

La riunione è stata un primo piccolo successo. Il motivo è che è finita solo dopo aver costituito un piccolo gruppo di studio che porterà avanti il lavoro preliminare necessario per qualsiasi richiesta al MIUR.

Eravamo in nove insegnanti ed Anna Grazia Stammati del Comitato Esecutivo del COBAS.
Cinque di noi sono impiegati in scuole di lingua, tre di noi collaborano con i centri linguistici universitari ed uno di noi è in cerca di lavoro.
La discussione si è sviluppata con modalità piutosto latine e questo significa che se da una parte è stata piena di spunti e molti hanno esposto le loro esperienze personali, dall’altra è difficile recuperare tutto quello che è stato detto. Per questo motivo ed anche per brevità non espongo tutti questi interventi, ma sarò riassuntivo.
Per prima ha preso la parola Anna Grazia Stammati, che ha presentato il COBAS e ha messo in evidenza come esso non sia una organizzazione sindacale ammessa al tavolo delle trattative come invece sono CGIL-CISL-UIL-GILDA-UGL ma che tuttavia gode di ascolto presso il MIUR grazie alle indagini conoscitive che promuove con il Centro Studi Scuola Pubblica (CESP), di cui la stessa Stammati è presidente.
La discussione si è avviata ribadendo che l’ottenimento di una classe di concorso è una cosa assai improbabile, e che il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di cercare di ottenere un riconoscimento ufficiale del MIUR ossia una SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE come INSEGNANTI DI ITALIANO L2, in base ai titoli e all’esperienza che abbiamo già ottenuto e maturato.

Dopo una serie di domande esplorative da parte di Stammati si sono infine delineati due scenari orientativi per quanto riguarda la scuola pubblica:

a) si è cercato di immaginare un modo più ampio e stabile per l’insegnamento dell’italiano l2 nella scuola pubblica, quindi non solo legato ai vari progetti o necessità estemporanee che si determinano nei singoli casi scolastici. Si è parlato della possibilità di creare laboratori linguistici ossia di creare una classe di abilitazione di tipo C (insegnanti non laureati). Ovviamente questa eventualità presenta oneri finanziari per il MIUR perché prima o poi costringerebbe ad assumere in ruolo nuove unità. Ripresentando quindi gli stessi problemi della classe di concorso.

b) vedersi riconosciuta una

SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE

in base a titoli (master, certificazioni DITALS, scuole di specializzazione, CEDILS, crediti universitari in materie attinenti, esperienza, ecc.). In termini di vantaggi lavorativi ciò può intendersi in tre modi, li elenco qui sotto in ordine crescente di vantaggiosità per chi non è abilitato:

i) la SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE è un titolo NON INDISPENSABILE per insegnare italiano l2 ma solo un titolo aggiuntivo che dà più punteggio nelle FASCE DI GRADUTAORIE già esistenti.

Facciamo un esempio: un dirigente scolastico ha 20 ore di italiano l2 da assegnare e le assegna secondo le graduatorie delle tre FASCE calcolando i punti globali, senza tenere conto se questi punti comprendono o meno la SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE. Questo scenario significherebbe non cambiare assolutamente nulla rispetto alla realtà odierna. Anzi, in alcuni casi anche peggiorare il nostro accesso a lavori fino ad oggi offerti dalla scuola pubblica.

ii) la SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE è un requisito ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE per insegnare italiano ai non nativi. Ciò a sua volta determina due tipi di scenario:
ii.a) la creazione di una graduatoria parallela alle classi di concorso affini all’italiano l2 (individuiamole per ora con le materie umanistiche e lingue: A/50-A/51-A45, ecc.). In questo modo tutti gli interventi didattici (CTP, ore extra, progetti scolastici, ecc.) che hanno a che fare con l’insegnamento di lingua italiana L2 sarebbero affidati in base alle FASCE DI GRADUATORIE già esistenti, tenendo conto della presenza o meno della SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE.

Facciamo un esempio: se un dirigente scolastico ha 20 ore da affidare per l’insegnamento dell’ITALIANO L2 deve affidarle come segue: prima ai facenti parti della GRADUATORIA PROVINCIALE ad ESAURIMENTO PRIMA FASCIA (ossia gli immessi in ruolo) che abbiano la SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE, poi agli abilitati non in ruolo SECONDA FASCIA che siano in possesso della SPECIALIZZAZZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE ed infine ai possessori di titolo di studio idoneo (la laurea con 2 esami di letteratura italiana, geografia, ecc. ecc.) che siano in possesso della SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE; poi si ripartirebbe dall’alto: gli iscritti nella PRIMA FASCIA che non hanno la SPECIALIZZAZIONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE, e così via a seguire. Questo scenario già comincia a presentarsi come vantaggioso dal punto di vista dei non abilitati, perché ci permette di posizionarci al terzo gradino della scala senza dover necessariamente possedere l’ABILITAZIONE;

ii.b) la creazione di una graduatoria a corsia del tutto preferenziale secondo cui a prescindere dal fatto che si abbia o meno l’ABILITAZIONE solo chi ha la SPECIALIZZAZONE/QUALIFICAZIONE/CERTIFICAZIONE può essere chiamato ad insegnare italiano l2. Questo scenario si configurerebbe come il più vantaggioso dal punto di vista dei non abilitati. Facciamo un esempio: un dirigente scolastico ha le solite 20 ore di italiano l2 da assegnare, le dà in base al punteggio di una graduatoria dedicata che non tiene in conto le ABILITAZIONI in altre materie.

Prima della conclusione si è convenuto che per impostare delle richieste al MIUR è importante acquisire delle informazioni, si è creato quindi un gruppo di lavoro che esplorerà:

1) il contratto nazionale delle scuole di lingua ASILS;
2) le modalità effettive con cui ad oggi si realizzano attività didattiche di italiano l2 nella scuola pubblica;
3) una mappatura dei titoli che oggi esistono specificamente orientati alla formazione dell’italiano l2 e una stima di massima del numero di chi ha ottenuto questi titoli;
4) il profilo contrattuale degli insegnanti di italiano l2 nelle università e relative sentenze di ricorso.

Per chi volesse collaborare sarebbe estremamente utile lavorare con indagini conoscitive relative a:

1) come viene insegnata la lingua seconda negli altri paesi ricettori di immigrazione e come vengono formati e selezionati gli insegnanti, secondo il seguente schema

– quando per una scuola diventa obbligatorio attivare dei corsi di inclusione linguistica per gli studenti non nativi;

– con che modalita’ vengono svolti tali corsi (ore extra, ore laboratiorio fuori classe, corsi estivi, corsi pomeridiani…, ecc.) e qual e’ l’obiettivo linguistico a cui sono finalizzate (esame, livello di competenza);

– con quali modalita’ sono selezionati gli insegnanti (classe di concorso, graduatoria, ecc.) e quali titoli debbono avere per essere considerati insegnanti qualificati di L2 (laurea specifica, esami particolari, corso post-lauream, ecc.);

2) quali sviluppi ci sono nella scuola italiana in merito al Content Language Integrated Learning (CLIL) sia in merito alla selezione degli insegnanti che in merito alla attivazione dei programmi didattici.

 

Se vi va di lavorarci su fatemi sapere tramite la mail del blog ciro@ildueblog.it

Ci siamo aggiornati alla terza settimana di giugno. Vi farò sapere quanto prima possibile la data precisa.

12 pensieri su “RESOCONTO RIUNIONE 1 GIUGNO

  1. Valentina, tu che sei brava a navigare in rete, perche’ non ti occupi di cercare se ci sibi pubblicazionei che riguardano le modalita’ di insegnamento della L2 nella scuola dell’obbligo dei paesi maggiori recettori di immigrazione? E che contempli noanche la relativa formazione e selezione degli insegnanti di L2. Dovresti cercare fra le pubblicazioni del Consiglio d’Europa, della UE, roba del genere. Mille euro no, ma 100 euro ce li scommetterei che esiste una cosa del genere. Sarebbe preziosissimo ai nostri fini.

  2. Grande Ciro, resoconto esauriente e lavoro ottimo. Complimenti a tutti i partecipanti, salvo imprevisti alla prossima riunione dovrei esserci e vi dò conferma della collaborazione per quanto riguarda la situazione abruzzese.

  3. Certo Carolina che siamo interessati a come viene insegnanto lo spagnolo come L2 in Argentina, ti aggiungo alcune linee guida per la ricerca:

    – quando per una scuola diventa obbligatorio attivare dei corsi di inclusione linguistica per gli studenti non nativi;
    – con che modalita’ vengono svolti tali corsi (ore extra, ore laboratiorio fuori classe, corsi estivi, corsi pomeridiani, ecc.) e qual e’ l’obiettivo linguistico a cui sono finalizzate (esame, livello di competenza);
    – con quali modalita’ sono selezionati gli insegnanti (classe di concorso, graduatoria, ecc.) e quali titoli debbono avere per essere considerati insegnanti qualificati di L2 (laurea specifica, esami particolari, corso post-lauream, ecc.).

    Se ti va di lavorarci su fammi sapere tramite la mail del blog ciro@ildueblog.it

  4. ciao Ciro, sei stato chiarissimo; per quanto riguarda la possibile collaborazione (punto 1) sono disposta a raccontare la realtà locale (Rosario e dintorni- Argentina) se siete interessati.
    grazie!

  5. Grazie a tutti voi per l’interessamento.

    @ Monica: si cerca di lavorare proprio perche’ finisca questa anarchia totale del riconoscimento dei titoli e dell’esperienza. Dobbiamo provare a bucare quest’approccio formalistico per cui chi ha insegnanto per anni italiano L2 non si vede riconosciuto nessun punteggio dalla Pubblica Amministrazione, in un paese come il nostro dove l’immigrazione e’ ormai una realta’ consolidata.

  6. Grazie Ciro. Mi sembra che vi stiate muovendo nella giusta direzione. E la bassa qualità del post del blog non è affatto un problema, l’importante in questo caso è il contenuto 🙂

  7. Grazie per il lavoro che fai.
    Per me (non solo laureata, ma anche abilitata) sarebbe bello venissero considerate la certificazione e l’esperienza (pluridecennale), ma recentemente il CSA non mi ha riconosciuto neanche il punteggio come titolo culturale.
    Che dire? Dovrò rassegnarmi a insegnate ai madrelingua?

  8. mi sembra che tu abbia riassunto in modo efficace tutto quello che è stato detto. Sono d’accordo che per il momento la strategia più vantaggiosa sia quella di creare una graduatoria preferenziale.
    Grazie.
    Antonella

  9. Grazie Ciro! Speriamo davvero che qualcosa possa cambiare.

    Da una disoccupataliberaprofessionistadisperata

  10. Mi scuso per la bassa qualita’ editoriale del post, ma l’editor del blog fa le bizze con testi lunghi. Mi vergogno anche un po’ dell’italiano slabbrato del testo, ma ho scritto molto di fretta.

Rispondi