Se non ora, quando?

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Breve resoconto a caldo dell’assemblea del Quintostato.

 

1) È stato messo in evidenza come la generazione che oggi ha dai 30 ai 40 si è lasciata molto ingannare da slogan individualisti quali “Imprenditore di te stesso”, “La competizione migliora la qualità e fa emergere i migliori”, “Investi su te stesso”. Non che siano sbagliati in assoluto, ma è stato messo in risalto il senso politico che per piu’ di venti anni e’ stato sotteso a tali ‘mantra’ mediatici e che ha condotto moltissimi lavoratori (parlano di circa 4 milioni) ad essere chiusi in casa, virtualmente senza contatti con i propri colleghi in merito agli aspetti salariali e contrattuali, a lavorare sempre più a lungo, per paghe sempre più basse, cercando di battere il proprio concorrente a suon di specializzazioni infinite (Ditals, 1, 2, 3, 4, …. & Co.) e flessibilità rispettivamente sempre più dissociate dalla effettiva necessità di competenze lavorative e dalla paga offerta.

 

2) L’iniziativa è stata proposta da una trentina di associazioni professionali e territoriali a cui hanno aderito in un secondo momento circa altre sessanta. C’erano i grafici, gli archeologi, i traduttori (molto attivi), architetti, ingegneri, ecc. Indovinate chi mancava?

 

3) Gli obiettivi operativi sono: riunire in una federazione tutte queste associazioni professionali al fine di fare numero e discutere su aliquote INPS per chi lavora a partita IVA, includere nei meccanismi di assistenza sociale (ASPI come la chiama la Fornero) anche chi lavora senza contratto da dipendente.

 

4) Per raggiungere questi obiettivi si darà vita ad un coordinamento di tutte le associazioni che lavoraranno nel prossimo mese per arrivare all’appuntamento con la discussione del ddl goverativo sulla riforma del mercato del lavoro (relatore di maggioranza Tiziano Treu, ai più vecchiotti questo nome ricorda sicuramente qualcosa, e provoca ancora qualche dolorino a chi come il sottoscritto si fece infinocchiare ben bene da tutti i ‘mantra’ sunnominati).

 

Quindi rinnovo l’invito a riunirci in una associazione di insegnanti di italiano L2. Non ci giuro, ma credo basti una scrittura privata, niente notai e bolli. Se non ora, quando?

10 pensieri su “Se non ora, quando?

  1. @ Ciro: scusami per il ritardo nella risposta, molte cose da fare in questo periodo (soprattutto per il QS) e non sono riuscita a passare prima di nuovo da qui. Per rispondere alla tua domanda: Sì, il sito ed i suoi contenuti sono auto finanziati e auto prodotti da, come hai detto, “un gruppo informale di persone, (grafici, archeologi, giornalisti, ricercatori universitari, filmaker etc..) che si rifanno alle associazioni che hanno scritto l’appello”, ma anche da autonomi (vedi me, sono una filmaker non legata ad associazioni) che si sono riconosciuti nei principi di base del Quinto Stato. Concetti molto ben spiegati nel libro di Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli “La Furia Dei Cervelli” che potete trovare anche gratuitamente in rete: http://issuu.com/anomaly0712/docs/book_furia_web#download
    e che comunque sono riassunti nella pagina del “chi siamo” che hai visitato.
    L’Assemblea voleva essere soprattutto un momento di affermazione e diciamo di inizio lavori per un nuovo percorso di coalizione e cooperazione. Dall’assemblea è nato un laboratorio del Quinto Stato aperto a chiunque voglia parteciparvi con idee ed iniziative varie e su vari livelli, tanto per farti degli esempi: coworking, mutualismo sanitario, etc etc. Siamo un divenire e chiunque voglia collaborare, associazione o no è sempre il ben venuto. Chi è interessato può mandare una mail a posta@ilquintostato.it e chiedere di essere informato per i prossimi appuntamenti. Spero di esserti stata utile! A presto e in bocca al lupo!

  2. Non mi posso connettere a FB perchè non sono iscritta, pertanto non sono al corrente delle “nomine” ricevute da APIDIS in questi ultimi mesi!! Posso confermare che AP è tutt’altro che morto, visto che si è appena tenuta l’assemblea dei soci e che è previsto il Secondo Convegno Nazionale per l’autunno prossimo. Contatto al piu presto emilio per fare chiarezza e vi faccio sapere. Grazieee !!

  3. @ Sara: L’APIDIS è stato nominato moltissime volte nei mesi scorsi nei due gruppi Facebook a cui questo blog fa riferimento (https://www.facebook.com/profile.php?id=692859836#!/groups/31872663604/) (https://www.facebook.com/profile.php?id=692859836#!/groups/lavoroitaliano/) per richieste di chiarimento da parte di membri del gruppo e informazioni. Io personalmente, qualche tempo dopo aver intervistato il presidente Porcaro più di un anno fa, segnalai alla mail dell’APIDIS che nel gruppo FB si stava muovendo qualcosa sollecitando un vostro intervento. Non ebbi nessuna risposta e in base a quanto mi ricordo nei due gruppi succitati non e’ mai intervenuto nessuno a nome dell’APIDIS. Sono intervenuti solo alcuni soci, a titolo personale. Insomma, l’APIDIS lo davamo per morto o in coma profondo. Il tuo post ci fa sperare che ci sbagliavamo. Bene. Sara, spero quindi che l’associazione di cui fai parte voglia unirsi nei gruppi FB di cui ho riportato i collegamenti e partecipare alla discussione sul da farsi per migliorare la nostra condizione. Vi aspettiamo. Fermo restando, com’è ovvio, che non è certo dovere o obbligo dei redattori di questo blog e di nessuno coinvolgere l’APIDIS nelle loro iniziative.

    @ Cristina: per prima cosa ti ringrazio della tua rettifica. L’imprecisione che tu segnali è dovuta al fatto che mi sono trovato in difficoltà a dire che cosa e’ Quintostato. Sono venuto all’assemblea di sabato e poi prima di scrivere il post ho controllato la sezione “Chi siamo” del sito http://www.ilquintostato.it Lì non ho trovato molto di preciso (associazione, cooperativa, o altro) e quindi ingenuamente ho scritto “associazione”. A questo punto però la domanda che mi viene di fare è: “Chi finanzia e gestisce il sito?”. Un gruppo informale di persone che si rifanno alle associazioni che hanno scritto l’appello? Un’associazione? Una cooperativa? Comprendo la tua definizione sociologica: “non è un’associazione ma una condizione dell’essere in cui si sono riconosciuti liberi cittadini.”, siccome però il post era scritto con un’intenzione operativa (sollecitare i lettori del blog a costituire un’associaione di insegnanti di italiano L2) avrei bisogno di qualcosa di più giuridicamente comprensibile per descrivere. In merito all'”appello”, credo che ci sia stato un malinteso: credo, ma posso sbagliare, che Sara dell’APIDIS intendesse con “appello” questo nostro post e alcuni messaggi sui gruppi FB summenzionati. D’altra parte ora l’APIDIS ha i contatti di Quintostato e tutto l’agio di aderire all’Appello se lo riterrà opportuno. Se cio’ avverra’ saremo felici di avervi messo in contatto.

  4. premetto che non sono un’insegnante di Italiano per stranieri ma solo una cittadina che si sente parte del Quinto Stato e scrivo per fare solo alcune precisazioni. Il Quinto Stato non è un’associazione ma una condizione dell’essere in cui si sono riconosciuti liberi cittadini. Per rispondere a Sara poi vorrei dire che non c’è stata nessuna esclusione volontaria. Semplicemente la stesura dell’appello è avvenuta tra 29 associazioni di categoria che da tempo dibattono sull’argomento lavoro e che dopo l’annuncio del ddl Fornero hanno deciso che era arrivato il momento di intervenire pubblicamente. L’appello è aperto a chiunque ne condivida il contenuto. Si può partecipare alle iniziative del Quinto Stato sia in rappresentanza di un’associazione o da singoli cittadini. Se volete approfondire l’argomento: http://www.ilquintostato.it/
    Si può sottoscrivere l’appello e a breve nuovi appuntamenti e nuove iniziative a cui sono tutti invitati! Più siamo e meglio è!
    grazie

  5. Faccio una domanda: perchè apidis – ALBO PROFESSIONALE ITALIANO DEI DOCENTI DI ITALIANO A STRANIERI (www.apidis.it) non è stato coinvolto in quest’appello?
    Lo domando da iscritta e senza nessuna vena polemica ma con mooolta voglia di capire… Lo domando anche da iscritta alla gestione separata, dipendente precaria della scuola pubblica, co co pro… etc… che ad ogni dichiarazione dei redditi vede CAAF – NIDIL e altro mettersi le mani nei capelli e gridare al non so che fare..
    Poi grido io quando mi arriva da pagare.

    graziee

  6. Vorrei qui esprimere un mio dubbio sul significato della parola “appoggiare” che viene usata da chi si trova d’accrodo con questi nostri post di rivendicazione.

    Detto a scanso di eqivoci, qui non si tratta tanto di “appoggiare” col pensiero, bensi’ di lavorare (nel proprio tempo libero) con gli occhi e i polpastrelli.

    Meglio essere chiari da subito. 🙂

  7. Assolutamente d’accordo con Serafina. Mentre per quanto riguarda la scuola pubblica credo che non possiamo dire di essere completamente preparati (manca la formazione psicologica e di gestione dei gruppi necessaria a chi si rivolge all’insegnamento di adolescenti in formazione), il lavoro dei lettori in universita’ pagati dal MAE e’ un lavoro che ognuno di noi potrebbe fare da subito, senza necessita’ di alcuna preparazione ulteriore, dato che e’ quello che facciamo da sempre e per cui ci siamo (iper)specializzati.

  8. Anch’io ci sto. Sono in Polonia, ma comunque appoggio. Quello che io ho visto e continuo a vedere è lo scandalo dei lettori MAE nelle università all’estero. Fatte pochissime eccezioni si tratta di persone che non hanno idea di cosa significhi insegnare l’italiano a stranieri, non hanno voglia di fare molto, molto spesso sono persone vicino alla pensione che approfittano dell’occasione per guadagnare facilmente e “comprarsi casa o il garage” (sentita personalmente). Credo che il MAE dovrebbe rivolgersi a persone specializzate in italiano LS, magari già in loco. Con quello che vengono pagati i lettori inviati dall’Italia (oltre alle indennità di sede, c’è il trasloco a/r, un viaggio ogni tot), il nostro MAE potrebbe pagare dignitosamente 3 giovani specializzati ed entusiasti e promuovere finalmente in maniera seria la lingua italiana nel mondo. Ma perché non si cerca di far qualcosa in questa direzione? Perché possono accedere al concorso per lettore MAE gli insegnanti DI RUOLO in Italia di materie letterarie e lingue straniere? Ma chi insegna storia in un liceo è automaticamente insegnante di italiano LS?
    Cari saluti.

  9. Io ci sto, sono in Spagna dove vivo e lavoro ma ci sto ed avete tutto il mio appogio. Come dice Ciro “… cercando di battere il proprio concorrente con specializzazioni (Ditals, 1, 2, 3, 4, …. & Co.) e flessibilità sempre più dissociate dalla effettiva necessità di competenze lavorative e alla paga offerta.” Vedo qui a Madrid (e in giro per l’Europa) decine di colleghi che hanno speso tempo, soldi ed energie per Ditals 1,2, ecc che non gli serve quasi per niente. A parte qualche eccezione (IIC Colonia per quanto io ne sappia), nessuno di questi titoli viene considerato…
    Un saluto e a presto
    Fabrizio

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