se potessi avere…

Da www.repubblica.it

Se potessero avere mille euro al mese, dicono che sarebbe una vittoria per l’universit√ † e la ricerca italiana. Poi certo avrebbero qualche soldo in pi√Ļ per pagare un affitto; comprare libri; vestire e mangiare. “Pretesa minima” la giudicano: richiesta che ha dell’essenziale se confrontata con altre realt√ † europee, eppure finora per i dottorandi italiani “√® stata solo un sogno”. Finora. Perch√© qualche spiraglio di cambiamento c’√® ed √® il risultato di una campagna partita circa sei mesi fa su Internet e arrivata in Parlamento.

La petizione. Due le questioni: l’aumento del limite minimo della borsa di dottorato, fino ad arrivare a mille euro mensili (contro gli 820 euro attuali, dai quali decurtare alcune voci) e la retribuzione di tutti i posti di dottorato di ricerca. A oggi infatti sono 38 mila i dottorandi in tutta Italia, ma di questi solo 20 mila hanno una borsa di studio. Gli altri studiano e lavorano all’universit√ † gratis per circa tre anni. E pagano anche le tasse di iscrizione.
Una situazione che ha finito per esasperare gli animi di dottorandi e ricercatori e portarli alla protesta: “Abbiano raccolto pi√Ļ di 11 mila firme sul sito dell’Adi, l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani – racconta Giovanni Ricco, dottorando in Fisica all’Universit√ † di Pisa e segretario dell’associazione -. La petizione indirizzata al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al ministro dell’Universit√ † e della Ricerca Fabio Mussi e al Parlamento √® nata sul web, pu√≤ essere firmata da chiunque e continueremo a promuoverla finch√© non avremo ottenuto quello che chiediamo”.

L’obiettivo √® ottenere la copertura finanziaria per tutti i dottorati di ricerca attraverso fondi di universit√ †, enti, fondazioni, pubbliche amministrazioni, o attraverso il coinvolgimento di imprese, “con collaborazioni che sono diffuse all’estero, ma che da noi non si diffonderanno mai – notano i ragazzi – finch√© gli atenei avranno la possibilit√ † di sfruttare gratuitamente i giovani ricercatori in formazione”.

I provvedimenti. Su questi argomenti i dottorandi si sono confrontati direttamente con il ministro Mussi. “Lo abbiamo incontrato il 20 novembre e gli abbiamo consegnato le firme e le cartoline inviate – spiega Ricco – e siamo soddisfatti di come √® andato il confronto. Ci sono interesse e apertura sui temi sollevati, si √® parlato del valore strategico del dottorato di ricerca come terzo livello della formazione superiore, della necessit√ † di favorire l’ingresso dei dottori di ricerca nel mondo del lavoro e si √® discusso anche dei contenuti della riforma del dottorato proposta dal ministro”.
Oltre allo stanziamento di 20 milioni di euro per l’aumento finanziario delle borse di studio dal prossimo anno – annunciato da Mussi proprio a Repubblica tv – il ministro ha lavorato infatti su un testo di riforma che prevede, tra le altre cose, l’eliminazione del dottorato senza borsa di studio. “Per chi √® non √® retribuito abbiamo chiesto, quanto prima, la possibilit√ † di non pagare le tasse d’iscrizione” aggiunge il segretario dell’Adi “per il resto aspettiamo il dibattito alla Camera”.

Gi√ †, perch√© i venti milioni di euro non bastano ad aumentare il compenso mensile dei dottorandi. E
l’emendamento Valditara, approvato al Senato, che prevede uno stanziamento di 40 milioni di euro √® ancora sprovvisto di copertura. “Il ministro ha ribadito il suo impegno affinch√© il governo trovi i fondi mancanti – precisa Francesco Mauriello, dottorando in chimica industriale all’Universit√ † di Bologna – e noi ci contiamo. La discussione alla Camera √® cominciata e dovrebbe chiudersi nei prossimi giorni. Se non venissero rispettate le nostre attese ci sarebbe una presa di posizione forte da parte nostra. E nuove proteste”. Per Mauriello √® l’ultimo anno di dottorato, a dicembre prender√ † l’assegno che chiude il suo ciclo di studi: “Personalmente non trarr√≤ benefici da questa campagna – dice – ma spero che il lavoro fatto serva ai colleghi presenti e futuri. Per tutti l’aumento a mille euro sarebbe un bel regalo di Natale”.

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