Rom: i più discriminati d’Europa

I dati dal rapporto annuale presentato oggi al Parlamento europeo dell’Osservatorio europeo per i fenomeni razzisti e xenofobi (Eumc). A seguire sono i lavoratori immigrati extracomunitari.

VIENNA – Sono i rom il gruppo più nel mirino di discriminazioni di matrice razzista nell’Unione europea. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Osservatorio europeo per fenomeni razzisti e xenofobi (Eumc), presentato oggi al parlamento europeo.
«Membri di questo gruppo vengono discriminati nel campo dell’occupazione, delle abitazioni e dell’istruzione, e sono inoltre regolarmente vittime di delitti di violenza a sfondo razzista», si legge nel rapporto, che – secondo quanto reso noto in un comunicato del centro con sede a Vienna – dà il primo quadro completo su discriminazioni razziste, xenofobe, antisemite e antimusulmane e sulle misure per combattere contro questi fenomeni nell’Europa a 25.
Altri gruppi di popolazioni che soffrono di grandi discriminazioni in molti paesi dell’Unione europea, sono lavoratori stranieri provenienti da Africa, Medio oriente, Asia e America latina. Nel rapporto viene anche sottolineato che gruppi etnici musulmani si trovano in situazioni particolarmente difficili in diversi paesi membri dell’Ue. Anche nuovi immigrati provenienti dalla Russia e dall’Ucraina vengono discriminati in diversi paesi membri dell’Ue.

«I casi di trattamento di ineguaglianza cominciano dalla scarsa offerta di abitazioni per immigrati e minoranze etniche, fino alla segregazione di certi gruppi etnici in scuole speciali e a uffici di collocamento che, su richiesta dei datori di lavoro, non trasmettono domande d’assunzione di aspiranti di origine straniera», ha detto Anastasia Crickley, presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Eumc, secondo il comunicato stampa.
Statistiche dei centri di raccolta dati nazionali dei paesi membri dell’Ue dimostrano – si legge nel rapporto – che «stranieri vivono più spesso della popolazione di maggioranza in abitazioni piccole e sovraffollate e vivono in condizioni poco igieniche e insufficienti dal punto di vista delle infrastrutture».
Anche riguardo al campo dell’istruzione il rapporto constata che i risultati raggiunti a scuola da alunni appartenenti a gruppi di immigrati oppure a minoranze etniche sono in media inferiori di quelli della popolazione di maggioranza.
Nel contesto di violenza con motivazioni razziali, nel rapporto vengono esplicitamente citati, come esempi di delitti che hanno avuto conseguenze anche all’estero, gli attentati ai treni di Madrid del marzo 2004 e l’omicidio del regista Theo van Gogh in Olanda nel novembre del 2004. Secondo il rapporto, gli attentati in Spagna avrebbero provocato un aumento di aggressioni antimusulmane e antisemite in Francia, mentre in seguito all’omicidio di van Gogh si è registrato una serie di atti violenti, rivolti in prima linea contro musulmani e moschee, oltre a minacce di morte contro politici belgi.
Riguardo al tema delle legislazioni nei singoli paesi membri, il rapporto Eumc constata che la maggioranza dei 25 ha già attuata le direttive europee contro la discriminazione, anche se Austria, Germania, Lussemburgo e Finlandia devono ancora rispondere a denuncie davanti alla Corte europea per non essere in piena regola con le norme richieste. Il rapporto, ha detto Crickley, mostra chiaramente che resta molto lavoro da fare, anche se le attività nel campo iniziate in alcuni paesi membri fanno da esempio per come si possa combattere contro discriminazione e emarginazione. «Dobbiamo accelerare – ha aggiunto – il processo di integrazione delle minoranze, ne saremmo sicuramente capaci».

23/11/2005
Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

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