L’immaginario della Parola. Il disegno nelle attività ludodidattiche.

L’articolo con cui concludiamo il mese di marzo è uno straordinario esempio di quanto, in un corso di lingua italiana per stranieri, si possano integrare e seguire percorsi diversi per la riflessione linguistica, assecondando le doti e peculiarità dei nostri studenti. 

Questo articolo mi è arrivato quasi all’improvviso. Lo pubblico con estremo piacere, fiera di sapere che sia stato scelto Ildueblog per la sua diffusione. L’autrice è un nome e pseudonimo noto nel panorama romano della didattica dell’italiano per stranieri, che colgo l’occasione di ringraziare.

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. (Confucio)

È innegabile che chiamando in causa gli approcci linguistici più moderni ci si interpelli ancora, saldi sulle coordinate e convinzioni di partenza, sul saper fare lingua, ancor prima di esercitare un controllo costante fin troppo attento alla forma. E tali approcci didattici non arbitrariamente coinvolgono tuttora processi pedagogici storicamente già noti a noi, seppur introdotti in modalità puramente empirica intesi come: arcano, stabilito da antiche conoscenze, ma già consapevoli di come funziona un processo di apprendimento subordinato a diverse categorie, anche d’ordine etico e filosofico.

Platone e Confucio da due diversi mondi, eppure in contatto stretto.
Perciò non si deve mai non prescindere dal concetto glottodidattico di appagamento totalizzante di quel fare che scaturisce dal piacere: innato e implicito nella natura umana. Continua a leggere

Una riflessione “pragmatica”

Con molto piacere pubblichiamo una riflessione di Dina sulla pragmatica e l’importanza di integrarla a lezione di italiano, offrendoci un esempio di lavoro con gli studenti. Grazie ancora Dina per averla voluta condividere con noi!

Uno dei libri più interessanti che ho letto di recente si intitola “Insegnare la pragmatica in italiano L2”, Carocci Editore.

Le autrici, Elena Nuzzo e Phillysienne Gauci, presentano l’argomento facendo riferimento a un gran numero di studi e ricerche che affrontano la tematica secondo una prospettiva filosofica, comparativa, acquisizionale e didattica.

È per me impossibile riassumere in modo esaustivo il ricco e interessante contenuto del libro e quindi preferisco soffermarmi sulle cose che hanno maggiormente catturato la mia attenzione di insegnante, portandomi a riflettere e ad elaborare nuove pratiche che ho poi introdotto nel mio agire quotidiano in classe.

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Il teatro a lezione di italiano secondo il Plida (2016)

Il titolo del XXXIV corso Plida di aggiornamento docenti, che senza un reale motivo o giustificazione concepibile, non appare sull’attestato di frequenza, ve lo svelo subito: “Così è (se vi pare)” Il teatro in classe: realtà e finzione nell’aula di italiano. 18-20 novembre 2016.

Ebbene sì, ho partecipato a questo corso di aggiornamento, durante il quale ho conosciuto tanti bei colleghi che hanno anche voluto condividere qui la propria esperienza. La mia opinione sul corso è tuttora fluttuante. Mi sarei aspettata di uscire dal corso con più consapevolezza; mi rimane un’infarinatura, che spero di riuscire a far fruttare prima o poi (studia ladylink, studia!). Detto questo, vi illustro brevemente il programma del corso e vi lascio alle opinioni dei miei compagni di avventura. La mia è in calce e nel finale lascia il posto a una bibliografia per i più curiosi e ardimentosi. Continua a leggere

Chi abbandona la lotta…

Il Bollettino ITALS uscito a novembre contiene un articolo, dalla cui lettura non si può prescindere. Nel numero 66 -incentrato sugli atti della seconda edizione del convegno PostMaster ITALS, dal titolo “DIRE. FARE. INSEGNARE”  (Venezia, 29 – 31 agosto 2016)- è presente l’intervento di Dorella Giardini, collega e amica, che è riuscita a descrivere, in modo dettagliato e puntiglioso, gli ultimi anni della lotta per il riconoscimento della nostra figura professionale, soffermandosi sugli eventi più significativi che spesso hanno visto come protagonista il coordinamento Riconoscimento Nazionale.

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La lingua italiana 2.0 secondo il Governo is still Very Bello?

Dopo aver letto l’articolo di Porfido 321via.ch per una visione pluricentrica dell’italofonia, che tratta di progetto finanziato dall’Ufficio federale della Cultura nel quadro dell’Ordinanza sulla legge sulle lingue (se non si fosse capito siamo in Svizzera), mi sono chiesta se e che tipo di progetti venissero finanziati in Italia per promuovere la lingua italiana in epoca di tagli orizzontali che non risparmiano la cultura (sul bonus dei 500 euro non mi pronuncio nemmeno).

E così, mentre ricercavo nei meandri dei miei bookmarks qualche spunto, ecco riaffiorare due perle su cui confesso non clicco mai, non considero come fonti, né come ispirazione per le mie lezioni, ma non posso esimermi dal condividerle con voi.

All’inaugurazione di Italia.it, invece, avevamo anche dedicato un articolo nel lontano 2008, anno in cui vide la luce. Nel frattempo, se non ve ne foste accorti, è cambiato il logo, sono state aggiunte sei lingue e continuano gli aggiornamenti degli eventi culturali. Continua a leggere

Buon 2016 in stile Riconoscimento

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Il coordinamento Riconoscimento Nazionale -in occasione del Capodanno 2016- ha prodotto un video per augurare a tutti gli insegnanti di italiano per stranieri Buon Anno Nuovo!

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Cinguettii nella classe di italiano L2/LS: alcune proposte per utilizzare Twitter in classe.

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Si parla molto ultimamente dell’utilizzo dei Nuovi Media (rigorosamente pronunciato all’italiana) nell’insegnamento delle lingue, ma finora pochi hanno effettivamente proposto degli esempi pratici da utilizzare con la classe di italiano per stranieri (anche alloglotti).

Recentemente mi sono imbattuta in questo articoletto in inglese che elenca nove modi per utilizzare Twitter in classe, senza specificare la materia d’insegnamento. Ho preso spunto da quella lista per creare delle attività che possano essere utili in un corso d’italiano per stranieri (ma anche per altre lingue).

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Buon Compleanno Ildueblog!

Non basta solo l’ispirazione per scrivere, serve anche il tempo, ed io di tempo per scrivere utimamente non ne ho avuto. E vi avrei voluto scrivere da tempo tante belle cose…

Per esempio, vi avrei voluto scrivere delle ultime strabilianti lezioni con gli studenti: la conferenza sul “Flipping sterotypes in the language class”, in cui sono riuscita a unire il mito ribaltabile e ribaltato degli stereotipi: Signori e Signore, Mister Bruno Bozzetto “Europe vs Italy” e Igiaba Scego, il mio cavallo di battaglia con il racconto “Salsicce” e l’attività “mi sento italiano/a quando” che ho fatto quasi ingurgitare ai miei studenti proprio come faceva Igiaba con le salsicce, perché non avevo tempo e dovevo avere materiale per la conferenza…IMG_20141119_123516805 copy

Vi avrei voluto dire che la foto di quel post “grazie per l’italiano” che vi appare se gentilmente cliccate sul link del paragrafo che avete appena finito di leggere, insomma che quella frase l’ha scritta J., alunno che ho avuto tre anni fa, che presto si sposerà con K. che è stata mia studentessa fino a maggio e a cui ho regalato la mia bicicletta…

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L’estate è servita!

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Vi proponiamo due appuntamenti estivi da non perdere: il primo è una Summer School, in presenza a Bari, il secondo, completamente online, è un convegno di italianistica in Brasile.

Il primo è la Summer School completamente gratuita “Politiche di integrazione linguistica e culturale: percorsi e metodologie” che si terrà a Bari dal 15 al 19 giugno. Parteciperanno esperti provenienti da varie università italiane e straniere e ci saranno workshop tenuti da case editrici esperte nel campo.

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Gli insegnanti di italiano l2 riescono a fare settore?

Gli insegnanti di Italiano L2 riescono a fare settore? è il titolo di un articolo -appena pubblicato sul sito INformalingua- in cui do la mia opinione sulla condizione degli insegnanti di italiano per stranieri e sul Riconoscimento di questa categoria professionale.

Sono sempre graditi commenti, poiché l’argomento è scottante e tremendamente attuale.