Una pura formalità…

Nella mailing list [Ita_L2] ho appena letto questo intervento.

Ci sono in totale tre (3) cose che non vanno, una è sostanziale. Le noto solo io?

Ciao a tutti, tra una decina di giorni inizierò un corso di italiano L2 in un carcere.Mi sento un pò disorientata nonostante siano molti anni che insegno.Non solo perchè è una dimensione completamente diversa da quello a cui sono abituata, ma anche perchè tutte le attività usuali mi sembrano inadeguate e non proponibili, forse è solo l’ansia per qualcosa di nuovo e sconosciuto, ho provato a fare una ricerca in internet ma non mi sembra che ci sia qualcosa di realmente pratico da poter usare. Vi sarei grata per qualunque suggerimento, aiuto o esperienza personale che vorrete condividere.

8 pensieri su “Una pura formalità…

  1. Sono d’accordo con ladylink sulla necessita’ dell’accuratezza. Mi pare che questa ragazza, come spesso accade nei commenti in rete, non scriva per instaturare uno scambio reale, ma per raccontare di se’. Forse l’idea di insegnare in carcere le pare gustosa da sfoggiare, scusate se sono un po’ cinica. Credo sia un po’ il problema di moltii: quando si scrive in pubblico ci si inganna un po’ sulle motivazioni reali.

  2. interessante il tuo Spero (credo!) e non credo (spero!)… c’è ancora il beneficio del dubbio … tu volevi scrivere la seconda versione, ma va là! 😉

  3. certo che mi riferivo anche alla forma… io stessa riempio i post di refusi e una volta, se non ricordo male, mi sono inventata di sana pianta un congiuntivo… però cerco di fare il mio meglio anche formalmente… ma non sempre ci sono riuscita…

    è questo postare indiscriminato, questo macello, nel senso di macellazione, di richieste non smistate, questa ricerca spasmodica ma anonima… ma perché dovrei darti dei consigli, a te che passi e lasci solo una scia…boh!??!?

  4. Preoccupante che a insegnare l’italiano sia qualcuno che ignora le regole dell’ortografia 🙁

  5. Ciao ho letto il tuo post e ti suggerirei di leggere un libro recente relativo all’insegnamento dell’italiano in carcere, pubblicato in Toscana dall’IRRE(quando si chiamava ancora così) in collaborazione con l’Università per stranieri di Siena, si intitola ‘Insegnare italiano come lingua seconda nel carcere e nei Ctp’, a cura di Gaetana Rossi e Cosimo Scaglioso,
    è uscito anche un libro della prof. Benucci (sempre di siena) L’insegnamento dell’italiano a stranieri in carcere

    Ciao, e in bocca al lupo, Maurizio

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