Usa la punteggiatura: salva tua nonna!

Non so perché, ma quando si parla di punteggiatura c’è spesso di mezzo una nonna o una signora anziana.

Forse perché l’interpunzione l’abbiamo studiata alle elementari, quando avevamo una maestra anziana (c’è da dire che allora tutte le donne sopra i 20 ci risultavano anziane) e ogni volta che ci chiediamo se e dove vada una virgola o (peggio!) un punto e virgola, una magia proustiana ci riporta indietro di alcuni decenni.

È così che

Vado a mangiare nonna.” e “Vado a mangiare, nonna!

diventa l’esempio principe per dire che una virgola può salvare una vita, come anche

Vecchietta al volante investe un’anziana. Signora che passava per caso indagata dagli inquirenti.” e “Vecchietta al volante investe un’anziana signora che passava per caso. Indagata dagli inquirenti.

Per onestà di cronaca è da menzionare anche la versione “Vecchietta al volante investe un’anziana signora che passava per caso indagata dagli inquirenti.“. Meno plausibile (e anche stilisticamente un po’ involuta, direi), ma sempre possibile che la vecchietta abbia fatto fuori un’anziana già indagata…
E anche, per lo sturbo di molti: “Vecchietta al volante investe un’anziana signora che passava. Per caso indagata dagli inquirenti.” Nel senso che l’indagine è partita nemmeno si sa come.

In verità non sono solo le persone anziane a farci riflettere sulla punteggiatura.
Gira su facebook in queste ore la bellissima massima:

Meglio vivere d’istanti e d’istinti che vivere distanti e distinti.

Pura poesia apostrofata!

Per chiudere questo intermezzo su punti e virgole, vorrei ringraziare il giornalista Umberto Maccioni per avermi riportato alla memoria su un trafiletto un brano (ben tradotto) di Julio Cortazar, che scriveva:

Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.

Ok, ora fatemi sapere dove avete messo la virgola.

 

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