Esiste il metodo Dilit?

Si svolgerà nei prossimi giorni, esattamente il 12 e 13 aprile, un appuntamento speciale con il Seminario Internazionale della Dilit – IH di Roma. Con questo incontro la scuola festeggia i suoi 40 anni di attività. 40 anni in cui i suoi insegnanti, sotto la guida di Christopher Humphris, hanno sviluppato un approccio alla didattica comunicativa riconosciuto dagli addetti ai lavori come “Metodo Dilit”.

Sarà un’occasione per conoscere in cosa consiste questo approccio o per ripassarne un po’ i principi e le tecniche. Sicuramente sarà un momento di riflessione importante, come nella tradizione di questi appuntamenti presso la scuola romana.

Scrive Humphris nella presentazione dei lavori:

Di sicuro il termine “metodo Dilit” noi non l’abbiamo mai usato. Eppure lo si sente usato da altri, anche da tanti altri. Perché? Che cosa facciamo noi che altri non fanno? O meglio, che cosa si pensa che noi si faccia che altri non fanno, tanto da creare la diffusa percezione di una vera e propria differenza di metodo?

Insomma, a scanso di equivoci, nell’occasione del nostro quarantesimo anniversario, vorremmo cercare di descrivere e dimostrare ciò che realmente facciamo nel modo più completo possibile, almeno nei limiti di tempo a disposizone. Così facendo permetteremo sia ai critici che ai sostenitori di valutare le nostre proposte didattiche con cognizione di causa.

Dal nostro punto di vista, non facciamo altro che cercare di insegnare le lingue nel modo più efficace possibile. Come tutti, direte. Non è questo che può giustificare il vanto (o l’accusa) di adoperare un metodo diverso. E avete pienamente ragione.

Ammetto che nel 1978 abbiamo sì fatto una scelta di parte: abbiamo accolto la sfida lanciata da Keith Morrow (al convegno LEND sulla Competenza Communicativa tenutosi nel mese di ottobre a Venezia) che ha esordito dicendo “Benvenuti all’anno zero dell’era comunicativa!”. Lo studioso ha poi sottolineato che, per meritare l’aggettivo “comunicativo”, bisognava non soltanto ripensare il tipo di linguaggio da insegnare ma anche, e soprattutto, prestare attenzione alla quaità dell’interazione verbale in classe.

Questa scelta, in combinazione con una serie di riflessioni sull’ampiezza dell’oggetto di studio, sulla varietà di modi personali di apprendere e sulla qualità delle relazioni interpersonali stabilite in classe, ci ha portato a preferire certe prassi didattiche piuttosto che altre. E’ possibile che questo insieme di elementi definiscano un profilo particolare della Dilit.

Il Seminario vuol essere l’occasione per chi non ci conosce di conoscerci, e per chi ci conosce un po’ di approfondire la nostra conoscenza. Chi ci conosce molto bene, purtroppo, non troverà granché di originale, ma va detto con forza che la vostra partecipazione sarà come sempre molto gradita.

Invitiamo i dubbiosi a rompere gli indugi: se avete curiosità partecipate al Seminario Dilit. Ne vale la pena.

Rispondi