Vygotskij alla finestra

Ieri sera un caro amico mi ha raccontato che la maestra di suo figlio, in quinta elementare, gli ha detto “Ho dovuto spostare di banco Marco e metterlo da solo perché ha la brutta abitudine di copiare. Quando la cosa che sta facendo gli sembra troppo difficile non riesce proprio a non cercare aiuto da qualcun altro”.

Il mio amico è tornato a casa e ha fatto una ramanzina a Marco che ha giurato di non sbirciare più quello che fanno i suoi compagni.

Mentre il mio amico parlava pensavo al fatto che forse era la maestra ad aver bisogno di una ramanzina, e così gli ho raccontato un po’ di un signore, anzi, di un ragazzo russo, Lev S. Vygotskij, nato in Bielorussia nel 1896 e morto dopo appena 38 anni a Mosca.

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L’immaginario della Parola. Il disegno nelle attività ludodidattiche.

L’articolo con cui concludiamo il mese di marzo è uno straordinario esempio di quanto, in un corso di lingua italiana per stranieri, si possano integrare e seguire percorsi diversi per la riflessione linguistica, assecondando le doti e peculiarità dei nostri studenti. 

Questo articolo mi è arrivato quasi all’improvviso. Lo pubblico con estremo piacere, fiera di sapere che sia stato scelto Ildueblog per la sua diffusione. L’autrice è un nome e pseudonimo noto nel panorama romano della didattica dell’italiano per stranieri, che colgo l’occasione di ringraziare.

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. (Confucio)

È innegabile che chiamando in causa gli approcci linguistici più moderni ci si interpelli ancora, saldi sulle coordinate e convinzioni di partenza, sul saper fare lingua, ancor prima di esercitare un controllo costante fin troppo attento alla forma. E tali approcci didattici non arbitrariamente coinvolgono tuttora processi pedagogici storicamente già noti a noi, seppur introdotti in modalità puramente empirica intesi come: arcano, stabilito da antiche conoscenze, ma già consapevoli di come funziona un processo di apprendimento subordinato a diverse categorie, anche d’ordine etico e filosofico.

Platone e Confucio da due diversi mondi, eppure in contatto stretto.
Perciò non si deve mai non prescindere dal concetto glottodidattico di appagamento totalizzante di quel fare che scaturisce dal piacere: innato e implicito nella natura umana. Continua a leggere

Attività dinamiche per rompere il ghiaccio

Condividiamo con immenso piacere il contributo di Nicla Mazzoni, che ci segue regolarmente e che, sui vari social in cui interagiamo, ha sempre alimentato gli scambi con professionalità ed originalità. 

Per vivacizzare le lezioni, per dare una spinta a studenti timidi o stanchi, per ammorbidire un clima non troppo disteso in una classe, per abbattere la stanchezza dell’orario tardo, per far ripassare o parlare senza ansia da prestazione, ci sono molti validi motivi per proporre delle attività dinamiche a lezione. Lavorando con studenti adulti che arrivano affannati al corso dopo il lavoro, stanchi e spesso con una lunga giornata alle spalle, mi rendo conto che quei 90 minuti di contatto settimanale con la lingua devono essere potenziati al massimo. Continua a leggere

A che servono i voti?

Penso che le riflessioni contenute nell’articolo di Christian Raimo, che vi propongo oggi, possano essere d’ispirazione soprattutto per noi che abbiamo a che fare con stranieri, ancor di più se in un contesto L2. Perché sono tanti i casi in cui è la “valutazione a determinare la performance e non la performance a determinare la valutazione”.

Leggi l’articolo: A che servono i voti a scuola? Dal blog minima & moralia.

 

Una RED per la formazione continua. Intervista di Carlo Guastalla a Natalia Santillan

Scambiamo oggi quattro chiacchiere con Natalia Santillan, che ha contribuito a creare e sta portando avanti con grande passione un progetto interessantissimo di formazione continua degli insegnanti di italiano, presso la Provincia di Santa Fe, in Argentina.

Natalia, secondo il tuo profilo facebook sei coordinatrice della Rete di formazione degli insegnanti di italiano del Ministero dell’educazione della Provincia di Santa Fe. In pratica in che cosa consiste il tuo lavoro?

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Ma che #musica, maestro!

Non mi soffermerò qui sull’importanza della musica a lezione di italiano e vi tranquillizzo: non c’è nessuna attinenza con il Festival di Sanremo, oramai alle porte.

L’intento di questo articolo è inizialmente quello di condividere delle risorse per appassionare i nostri studenti al tema “musica”, per coinvolgerli nella conoscenza, ricerca e condivisione di canzoni italiane di varie epoche e per approfondire noi stessi le conoscenze sul campo (nel mio caso quasi limitate).

Il primo suggerimento che vi do è di cliccare su Radiooooo.com (con 5 o), che raccoglie per ogni paese le canzoni suddivise per decadi. Il sito si presenta con una mappa del mondo in bianco e nero. È  in continua evoluzione: alcune decadi possono presentarsi spoglie o meno ricche, sta a noi contribuire. Continua a leggere

Una riflessione “pragmatica”

Con molto piacere pubblichiamo una riflessione di Dina sulla pragmatica e l’importanza di integrarla a lezione di italiano, offrendoci un esempio di lavoro con gli studenti. Grazie ancora Dina per averla voluta condividere con noi!

Uno dei libri più interessanti che ho letto di recente si intitola “Insegnare la pragmatica in italiano L2”, Carocci Editore.

Le autrici, Elena Nuzzo e Phillysienne Gauci, presentano l’argomento facendo riferimento a un gran numero di studi e ricerche che affrontano la tematica secondo una prospettiva filosofica, comparativa, acquisizionale e didattica.

È per me impossibile riassumere in modo esaustivo il ricco e interessante contenuto del libro e quindi preferisco soffermarmi sulle cose che hanno maggiormente catturato la mia attenzione di insegnante, portandomi a riflettere e ad elaborare nuove pratiche che ho poi introdotto nel mio agire quotidiano in classe.

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Il teatro a lezione di italiano secondo il Plida (2016)

Il titolo del XXXIV corso Plida di aggiornamento docenti, che senza un reale motivo o giustificazione concepibile, non appare sull’attestato di frequenza, ve lo svelo subito: “Così è (se vi pare)” Il teatro in classe: realtà e finzione nell’aula di italiano. 18-20 novembre 2016.

Ebbene sì, ho partecipato a questo corso di aggiornamento, durante il quale ho conosciuto tanti bei colleghi che hanno anche voluto condividere qui la propria esperienza. La mia opinione sul corso è tuttora fluttuante. Mi sarei aspettata di uscire dal corso con più consapevolezza; mi rimane un’infarinatura, che spero di riuscire a far fruttare prima o poi (studia ladylink, studia!). Detto questo, vi illustro brevemente il programma del corso e vi lascio alle opinioni dei miei compagni di avventura. La mia è in calce e nel finale lascia il posto a una bibliografia per i più curiosi e ardimentosi. Continua a leggere

Buon natale in tutte le lingue

Come ormai da tradizione, facciamo risalire questo post, per augurare a tutti un buon natale. E continuate a suggerirci aggiunte e modifiche!

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Chi abbandona la lotta…

Il Bollettino ITALS uscito a novembre contiene un articolo, dalla cui lettura non si può prescindere. Nel numero 66 -incentrato sugli atti della seconda edizione del convegno PostMaster ITALS, dal titolo “DIRE. FARE. INSEGNARE”  (Venezia, 29 – 31 agosto 2016)- è presente l’intervento di Dorella Giardini, collega e amica, che è riuscita a descrivere, in modo dettagliato e puntiglioso, gli ultimi anni della lotta per il riconoscimento della nostra figura professionale, soffermandosi sugli eventi più significativi che spesso hanno visto come protagonista il coordinamento Riconoscimento Nazionale.

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