Un libro per l’italiano

Chi non ha qualche fantastica attività nel cassetto? Roba che magari affina da anni, modificando ad ogni lezione qualcosa?
E chi non vorrebbe avere l’opportunità di mostrare a un ampio pubblico le sue idee didattiche?
Molti.
Ma purtroppo le case editrici offrono solo raramente la possibilità di vedere in libreria le proprie “creature” didattiche e allora…

Continua a leggere

Parole, parole, parole…

Caramelle non ne voglio più
Le rose e i violini
Questa sera raccontali a un’altra
Violini e rose li posso sentire

Questo articolo è un peccato di curiosità sulla lingua che parliamo e insegniamo, ma non so dove ci porterà.

Quando la cosa mi va, se mi va
Quando è il momento

La protagonista della famosa canzone di Mina appare un po’ stizzita e stufa, diversamente da come, secondo me, si sente la girlfriend a cui Rosangela dedica un blog http://italianformygirlfriend.tumblr.com/: un romantico vocabolario illustrato della lingua italiana, un vero atto d’amore. Continua a leggere

La lingua italiana 2.0 secondo il Governo is still Very Bello?

Dopo aver letto l’articolo di Porfido 321via.ch per una visione pluricentrica dell’italofonia, che tratta di progetto finanziato dall’Ufficio federale della Cultura nel quadro dell’Ordinanza sulla legge sulle lingue (se non si fosse capito siamo in Svizzera), mi sono chiesta se e che tipo di progetti venissero finanziati in Italia per promuovere la lingua italiana in epoca di tagli orizzontali che non risparmiano la cultura (sul bonus dei 500 euro non mi pronuncio nemmeno).

E così, mentre ricercavo nei meandri dei miei bookmarks qualche spunto, ecco riaffiorare due perle su cui confesso non clicco mai, non considero come fonti, né come ispirazione per le mie lezioni, ma non posso esimermi dal condividerle con voi.

All’inaugurazione di Italia.it, invece, avevamo anche dedicato un articolo nel lontano 2008, anno in cui vide la luce. Nel frattempo, se non ve ne foste accorti, è cambiato il logo, sono state aggiunte sei lingue e continuano gli aggiornamenti degli eventi culturali. Continua a leggere

5 ottobre giornata mondiale degli insegnanti


L’avreste mai detto che in Italia un insegnante su due si sente sottovalutato?

E non capisco il perché, la scuola è diventata “Buona”, c’è stato un fantastico concorso e anche noi invisibili insegnanti per stranieri siamo stati riconosciuti (ma non conosciuti visto che hanno costruito la stanza ma lasciato le porte chiuse) e soprattutto ora tutti noi potremo partecipare al grande concorso per essere eletti miglior insegnante d’Italia.

Continua a leggere

321via.ch per una visione pluricentrica dell’italofonia

Andata online a fine marzo 2016, la piattaforma didattica www.321via.ch offre, all’insegnante e all’apprendente di italiano L2/LS, una trentina di moduli didattici, ognuno contenente dai 3 ai 9 esercizi interattivi basati su materiali autentici tratti dai media.

Continua a leggere

In ricordo di Katerin Katerinov

kat4

Foto di Silvia Capponi

A pochi giorni dalla morte di Katerin Katerinov pubblichiamo un sentito e commovente ricordo di Silvia Capponi che condivide con noi aspetti meno noti del famoso linguista.

Cogliamo l’occasione per ringraziare Silvia per la sua testimonianza anche fotografica.

Per me era IL PROF, quello vero! Quello che mostra e che non ha la pretesa di insegnare, quello che mi ha sempre aperto la sua casa, prima da studentessa e poi da insegnante. Una persona umile e amica dei giovani, pronto ad ascoltare e ad aiutare il prossimo, bistrattato dall’Istituzione che aveva reso famosa in tutto il mondo.

Grazie e “per colpa” sua ho deciso di diventare Insegnante di italiano per stranieri e lui si è sempre sentito responsabile per questa mia scelta che si è rivelata poi così difficile. Il primo ad alzare il telefono per sapere come darci la voce in questo eterno precariato in cui ci troviamo, il primo a sostenerci in ogni nostra piccola battaglia.

Mi chiamava “la meteorina” sostenendo che avrei avuto una carriera migliore se avessi scelto di dare le previsioni del tempo a rete quattro piuttosto che cercare di lavorare all’Università per Stranieri. Continua a leggere

La cultura in classe

Prendendo spunto (e parti di testo) dall’interessantissimo saggio di Paola Celentin e Graziano Serragiotto dal titolo Didattica Dell’italiano In Prospettiva Interculturale, ecco alcune riflessioni su come trattare la cultura nella classe di lingua.

Secondo la prospettiva pragmatico-culturale di Jerome Bruner (La cultura dell’educazione, 1997), apprendere una lingua significa anche apprendere i modelli culturali collegati alla lingua in oggetto. Ognuno di noi infatti, per interagire efficacemente ed essere parte integrante di un sistema sociale, deve possedere non solo una buona padronanza linguistica ma anche una buona competenza socio-culturale della cultura di appartenenza. Secondo Bruner la cultura si interiorizza nella mente dell’uomo sotto forma di regole mentali che svolgono un ruolo di guida nell’interazione uomo-ambiente. Queste regole mentali sono a loro volta condivise e seguite dai membri di una determinata società. La comunicazione dunque può avvenire perché fra i membri di una stessa comunità esistono aspettative linguistico-culturali reciproche (nel senso che ogni membro della comunità si aspetta delle precise risposte all’interno di un determinato contesto sociale).

Continua a leggere

Perché studio l’italiano

11061733_10152731058151778_8854459639639529945_oDopo un periodo di blocco, dovuto a vari motivi che interessano poco ai più, il blog è di nuovo operativo.
Torniamo con una nuova categoria di articoli, chiamata “Studenti”. Testimonianze sulle ragioni dell’amore degli stranieri verso la nostra lingua.

Cominciamo con Elena, che ha cominciato a studiare l’italiano a Izhevsk, fredda cittadina a noi probabilmente sconosciuta, sotto agli Urali. Continua a leggere

La deriva delle parole macedonia


Tutti gli indizi sembrano portare a Torino: è lì, infatti, che agli inizi degli anni Duemila sarebbe nata la famigerata «apericena», una di quelle espressioni che vengono definite «parole macedonia» e che faticano a piacerci.

Continua a leggere

Didattizzazione della poesia “Se questo è un uomo” di Primo Levi

Primo Levi

 

  • Leggi la poesia con l’ausilio del dizionario, chiedi all’insegnante se non capisci il significato di alcune parole.

 

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

  Continua a leggere