“ildue chiacchiere con” Francesca Alderisi

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Francesca Alderisi è stato il volto televisivo dell’Italia al servizio degli italiani all’estero per 1200 puntate nella trasmissione di Rai International (televisione solo da poco visibile in Italia sul satellite) Sportello Italia.
Ora la combattiva autrice/conduttrice ha aperto un blog per portare avanti il suo rapporto con i tanti che l’anno seguita nel mondo negli scorsi anni.
In queste “ildue chiacchiere” scambiate con noi si racconta agli “italiani d’Italia” e conferma a tutti gli italiani all’estero che Francesca non li ha abbandonati.


– Francesca Alderisi, sul tuo stesso sito scrivi che qualcuno ti ha definita “La più amata dagli italiani… all’estero”. Puoi raccontare agli “italiani d’Italia”, che probabilmente non ti conoscono, perché?

Grazie per avermi fatto questa domanda. Otto anni fa mi è stato proposto di condurre il programma di servizio quotidiano di Rai International, SPORTELLO ITALIA. Ai tempi confesso che non sapevo che i nostri connazionali e loro discendenti sparsi per i cinque continenti fossero ben 60 milioni, accettai senza capire realmente ciò che stava per cambiare anche nella mia vita professionale. Immediatamente mi sono appassionata alle tante storie di emigrazione che mi venivano raccontate, ma anche impegnata nel risolvere molti problemi burocratici, spesso ingigantiti per la distanza con l’Italia. Per quanto riguarda la mia popolarit , durante un’intervista sul Messaggero di San Antonio sono stata definita “la più famosa italiana all’estero”. Credo sia vero ed è molto curioso come io sia incredibilmente popolare oltre i confini europei, mentre qui da noi non essendo arrivato in tutti questi anni il segnale televisivo di Rai International nessuno mi conosce… una strana sensazione!

– Ora la tua presenza è passata dalla televisione alla rete. E’ solo un passaggio in attesa di tornare sul piccolo schermo o è una scelta vera e propria?

Ad essere sincera si è trattato di una scelta forzata poiché il nuovo Direttore Piero Badaloni, purtroppo per la nuova edizione di SPORTELLO ITALIA, che sarebbe dovuta partire in autunno, ha deciso dopo 1200 puntate di non confermarmi alla guida del mio programma, del quale ero anche autore e conduttore, sostituendomi con Gigliola Cinguetti. Dal momento che non desideravo azzerare le mie competenze acquisite in tanti anni soprattutto in materie piuttosto tecniche, ma anche nel rispetto di chi mi ha seguito e voluto bene considerandomi a tutti gli effetti una persona di famiglia, ho deciso di rimanere in contatto con i miei telespettatori attraverso lo strumento telematico. Da qui l’idea di creare un blog, www.prontofrancesca.it, per dare voce ai tanti italiani nel mondo costruendo un ponte sentimentale tra me e loro, ma anche un luogo dove potere esprimere liberamente il proprio pensiero e porre domande agli ospiti istituzionali che per anni hanno visto nel mio programma televisivo.
Peraltro da poche ore è on line la prima puntata video di PRONTOFRANCESCA in cui i telespettatori che hanno seguito per sette anni SPORTELLO ITALIA potranno finalmente avere un contatto ancora più diretto attraverso delle video telefonate. E’ un’importante novit per il blog: gli italiani all’estero non solo potranno parlare con me e raccontare qualcosa della loro vita, ma anche trattare problematiche di comune interesse alle comunit italiane nel mondo.
Ciò non toglie che il mio principale impegno sar quello di tornare ad occuparmi di italiani all’estero in un nuovo programma televisivo, che possa nascere dalle ceneri di ciò che è stato distrutto.

– Nel blog ti scrive gente da tutto il mondo. Le persone più diverse per condizione sociale, convinzioni politiche, cultura. Tutte accomunate da un’idea, l’Italia. Secondo te, per queste persone, cos’è l’Italia? E per te cos’è?

Con certezza posso affermare che gli italiani all’estero sono molto più italiani di noi che viviamo qui. Lo dico perché ne ho avuto conferma durante i miei viaggi di incontro con la comunit italiana, l’ultimo poche settimane fa in Australia. Pur essendo riconoscenti verso i paesi dove sono emigrati, i nostri connazionali hanno un legame fortissimo con la Madre Patria che spesso definiscono, con un termine affettivo, mamma. Per me l’Italia lo è altrettanto, è il paese dove sono nata e cresciuta, ma ad essere sincera l’esperienza di potermi trasferire anche solo per qualche anno all’estero, non la
escludo.

– Nel tuo programma hai affrontato mai la tematica dell’insegnamento della lingua italiana nel mondo?

Occupandomi personalmente della scelta della linea editoriale di SPORTELLO ITALIA e del coordinamento degli autori ho sempre creduto che l’insegnamento della lingua italiana nel mondo fosse il primo segno di vera appartenenza all’Italia e spesso ne abbiamo parlato in trasmissione. Su questo son stata sempre molto attiva e determinata, sono una purista della nostra lingua ed odio tutte le parole straniere, che spesso vengono inserite nei discorsi scritti e parlati, tanto per dare un tono più sofisticato. Tornando all’insegnamento della lingua italiana nel mondo credo sia importantissimo soprattutto per le nuove generazioni, che molto spesso ho visto che parlano e capiscono solo i dialetti dei nonni e dei genitori.

– Cosa pensi del modo in cui le istituzioni, gli IIC, le Dante, i lettori del MAE e quelli delle scuole italiane all’estero, portano nel mondo l’immagine dell’Italia? Si fa abbastanza? Si fa abbastanza bene?

Si tratta sicuramente di istituzioni importanti. Spesso ho intervistato rappresentanti degli Istituti Italiani di Cultura, della Societ Dante Alighieri e del Ministero degli Affari Esteri. Non sta a me dire se si potrebbe fare di più. Certo sarebbe bello potere creare “situazioni” più vicine alla gente comune, soprattutto per chi, e questo lo dico per esperienza, non ha la possibilit economica di potere acquistare perfino un libro in lingua italiana. Forse prima di organizzare grandi eventi, bisognerebbe avvicinarsi anche in questo modo alla gente comune: dare la possibilit a tutti di potere leggere è il primo passo da compiere per diffondere la lingua italiana nel mondo.

– Che consiglio daresti ai giovani insegnanti di lingua italiana che decidono di partire per destinazioni lontane, per la passione di diffondere la lingua italiana ma a volte anche solo per trovare un lavoro degno di questo nome?

Sicuramente di farlo e di prepararsi a scoprire un mondo di italianit meravigliosamente caloroso. Il mio consiglio è quello di diffondere in modo semplice la nostra lingua. Credo che il futuro delle nuove generazioni di italiani all’estero dipender molto da quanto i giovani riescano anche a mantenere viva la nostra lingua e per questo il ruolo degli insegnanti è fondamentale: solo ciò che ci piace veramente lo apprendiamo con il cuore, non solo con la testa!

Un pensiero su ““ildue chiacchiere con” Francesca Alderisi

  1. Coraggio Francesca… dopo tutto la Cinguetti per questi italiani all’estero è un ricordo di quanto “si stava meglio quando si stava peggio”… non è detto che non ti richiamino a furor di popolo!!! E di nuovo la Cinguetti potrebbe cantare: NON HO L’ETA’!

    Tifo per te!

    Ma Badaloni è PD o PDL?

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