La scuola dei miracoli

E’ uscito ieri su D – La Repubblica delle donne, un articolo con questo titolo. Il sottotitolo recita: “REGNO UNITO. E’ in un quartiere degradato di Londra. Ha 600 alunni, 120 disabili, 100 rifugiati. Tredici anni fa Millfields stava per chiudere. Oggi grazie a una geniale school manager è il fiore all’occhiello dell’amministrazione Blair. Ed è un modello invidiato all’estero.”

La scuola è la Millfields Community School, a East London. Tredici anni fa era in stato di abbandono, le risorse inesistenti, l’assenteismo del personale era superiore al 50%. Da allora la direttrice, Anna Hassan, ha totalmente ribaltato la situazione, creando un modello visitato e studiato da ministri dell’istruzione di Cina e Russia.

Nelle scuole elementari inglesi i risultati dei bambini vengono misurati con gli Standard Assessment Tasks or Tests (Sats). Lo scorso anno, oltre l’80% degli alunni della Millfields ha superato i test. E’ un risultato davvero incredibile, dico ad Anna Hassan, considerando che per oltre il 70% dei bambini l’inglese è la seconda lingua. Non solo, a scuola se ne parlano più di 40 diverse e oggi ben il 10% degli iscritti è formato da profughi o persone in cerca di asilo. Molti alunni provengono da famiglie indigenti. 300 hanno diritto alla mensa gratis e più di 120 sono “special needs”, cioè hanno bisogno di sostegno.

Eccola, la scuola del plurilinguismo a cui aspiriamo. La scuola che si fa agenzia di formazione. Ogni trimestre assume un certo numero di tirocinanti che desiderano partecipare al Graduate Teacher Program. I più bravi sono assunti come insegnanti non abilitati per un anno e partecipano a un training fatto da insegnanti esperti.

Paura di ghettizazione? La direttrice assicura: “da quando abbiamo dimostrato che il metodo dell’integrazione e della condivisione delle diversità ha successo, sempre più genitori della middle-class chiedono di poter iscrivere i propri figli qui. Il prossimo trimestre arriveranno soprattutto bambini della middle-class. Questo prova che abbiamo notevolmente migliorato i risultati accademici. Ma dobbiamo riuscire a mantenere un giusto equilibrio fra le famiglie provenienti dalle varie classi sociali.

Fioroni, dove sei? Qui l’articolo completo.

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