Perù: l’italiano nel carcere di massima sicurezza

Succedono cose belle. Anche nei posti più oscuri e dolorosi del mondo.
Come nel carcere di massima sicurezza Castro Castro di Lima, tristemente famoso per le violazioni dei diritti umani ai danni dei prigionieri durante il regime di Fujimori.
Oggi i detenuti studiano italiano, partecipano a concorsi letterari indetti dall’Istituto Italiano di Cultura, seguono corsi di formazione per diventare a loro volta insegnanti.

Siamo felici di essere testimoni di una così bella e importante esperienza. Per questo ringraziamo profondamente il Prof. Maurizio Leva (Universidad Católica Sedes Sapientiae di Lima), anima di numerose iniziative per diffondere l’italiano in Perù e per dare strumenti sempre più adeguati agli insegnanti di italiano di questo straordinario paese.

Condanna: impara l’italiano!

Nell’epoca della globalizzazione, in cui le distanze si sono ridotte e la terra è diventata piu rapidamente percorribile, la comunicazione tende a omologarsi e vari linguaggi rischiano di scomparire, a causa dell’utilizzo massiccio delle lingue dei paesi di maggior sviluppo economico e di predominanza política.

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2 pensieri su “Perù: l’italiano nel carcere di massima sicurezza

  1. Complimenti per la stupenda iniziativa e mio omaggio a chi indietro le mure de una porigione capisce che l’anima e pensiero mai saranno condannati, e la sfida e andare sempre, sempre avanti per loro stessi, per sua famiglia , per dimostrare che l’uomo e piu grande quando sviluppa suo spiritu e mente.
    Anche ho condiviso con le giudice e avvocati presenti nella VIII Convenzione Latinoamericana di Diritto svolta a Santo Domingo – Republica Dominicana questa positiva e unica esperienzia come un mezzo positivo di sviluppo per i detenuti che trovano nella lingua e cultura italiana un mezzo di sviluppo personale.

  2. Che bella esperienza, non sapevo che Maurizio la stesse facendo anche a Canto Grande. Complimenti a Maurizio e all’Istituto!

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