L’immaginario della Parola. Il disegno nelle attività ludodidattiche.

L’articolo con cui concludiamo il mese di marzo è uno straordinario esempio di quanto, in un corso di lingua italiana per stranieri, si possano integrare e seguire percorsi diversi per la riflessione linguistica, assecondando le doti e peculiarità dei nostri studenti. 

Questo articolo mi è arrivato quasi all’improvviso. Lo pubblico con estremo piacere, fiera di sapere che sia stato scelto Ildueblog per la sua diffusione. L’autrice è un nome e pseudonimo noto nel panorama romano della didattica dell’italiano per stranieri, che colgo l’occasione di ringraziare.

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. (Confucio)

È innegabile che chiamando in causa gli approcci linguistici più moderni ci si interpelli ancora, saldi sulle coordinate e convinzioni di partenza, sul saper fare lingua, ancor prima di esercitare un controllo costante fin troppo attento alla forma. E tali approcci didattici non arbitrariamente coinvolgono tuttora processi pedagogici storicamente già noti a noi, seppur introdotti in modalità puramente empirica intesi come: arcano, stabilito da antiche conoscenze, ma già consapevoli di come funziona un processo di apprendimento subordinato a diverse categorie, anche d’ordine etico e filosofico.

Platone e Confucio da due diversi mondi, eppure in contatto stretto.
Perciò non si deve mai non prescindere dal concetto glottodidattico di appagamento totalizzante di quel fare che scaturisce dal piacere: innato e implicito nella natura umana. Continua a leggere

Avvoltoio

Voglio continuare sull’onda smossa da Ciro: un po’ di calcio, un po’ di polemica e la lingua per esprimerla. Il mezzo che si fa, per noi, protagonista.

L’antefatto al comunicato è noto a chi segue il campionato di calcio: La partita è Cagliari – Roma. La prefettura considera che lo stadio del cagliari, in costruzione, non sia abbastanza sicuro per gli spettatori, così vieta l’accesso allo stadio e decreta che la partita debba essere giocata a porte chiuse, senza spettatori.

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E anche Katerinov approdò su Estericult…

approdò su

Quale miglior esempio di sposalizio tra modernità e classicità?

Katerin Katerinov, linguista, glottodidatta, autore, professore, insegnante di calibro che sposa le moderne tecnologie per comunicare con tutti i vari insegnanti di italiano, cioè noi, sparsi nel mondo!

Katerin Katerinov, infatti, ha da poco inaugurato una collaborazione con il Mae dal titolo: PARLARE ITALIANO NEL MONDO.

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L2o – IL network della lingua italiana

Mi sono iscritta da pochi giorni a un portale nato per la condivisione online delle risorse per l’insegnamento dell’italiano a stranieri: L2o.

Il portale è gestito dall’Università per Stranieri di Perugia, tra i nomi più noti Stefania Spina.

Iscriversi è facile ed è possibile consultare da subito l’archivio che è aggiornato abbastanza regolarmente e già piuttosto nutrito.

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SOS lingua italiana

Ritorno dopo una lunga assenza con un argomento che mi riguarda da vicino: lo stato della lingua italiana. Argomento che qui abbiamo più che pubblicizzato, ci abbiamo riflettuto, eh però non abbastanza per me. Questo articolo con cui ritorno a postare per me è terapeutico. Concedetemelo.

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Lingua Nostra e Oltre, Anno II, numero 1-2009

E’ appena uscito il secondo numero della rivista telematica del Mater in Didattica dell’Italiano Lingua Seconda dell’Università di Padova: Lingua Nostra e Oltre.

Ecco alcuni dei contenuti:

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Esternalizazioni

L’articolo è troppo gustoso per lasciarlo scappare. Da www.repubblica.it

ROMA – Le ultime vittime della delocalizzazione sono i poliziotti italiani. Nel 2007 si sono visti recapitare le nuove divise con la scritta “polizzia”. Proprio polizia con due “z”. Risultato: inutilizzabile tutto l’immenso stock, prodotto in Polonia. Tutta colpa della stretta sulle spese. La pubblica amministrazione aveva stabilito che per le forniture gli apparati dello Stato dovevano scegliere i contratti al massimo del ribasso. Il che aveva costretto chi si occupa della fornitura del vestiario per i poliziotti ad abbandonare la ditta italiana fornitrice e a firmare il contratto con una società polacca.

Spero solo che il polacco che ha la responsabilità dell’errore ortografico non sia stato un mio studente, altrimenti potrei essere denunciato per vilipendio…

Focus.it e le lingue

Vari spunti interessanti per quanto riguarda:

1. l’apprendimento delle lingue, soprattuto la madrelingua, dal punto di vista del nostro cervello;

2. problemi di dislessia nei nativi di lingue tipologicamente diverse dall’italiano;

3. la nascita dell’esperanto;

4. la lingua che parliamo e la sua evoluzione dovuta a come la parliamo;

5. un computer che elabora poesie (se ne era già sentito parlare);

6. imparare con i gesti (noi italiani saremmo dei leader);

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Il brasiliano: la lingua del Portogallo

Chissà cosa pensa dopo oltre 500 anni quello che rimane di Pedro Alvares Cabral, che il 22 aprile del 1500 scoprì “ufficialmente” il Brasile, sbarcando a Porto Seguro, nello stato di Bahia…

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Il plurilinguismo, non è il solito -ismo!

Con un sorriso smagliante vi invito a leggere quest’articolo sugli effetti benefici del plurilinguismo sulla nostra mente. L’articolo è tratto da lastampa.it. Intanto un assaggio:

(…) Non c’è un elisir miracoloso per tenere a bada gli acciacchi dell’età – ammonisce la studiosa – ma usare una seconda o una terza lingua può aiutare a prolungare gli anni buoni», quelli in cui la mente lavora con prontezza e acutezza. Infatti sembra proprio che un poliglotta, con il passare delle primavere, sia più lucido e pronto rispetto ai coetanei che conoscono una sola lingua.            I diversi linguaggi possono creare nuovi legami cerebrali, contribuendo così alla salute della mente.