Informazioni su porfido

Roccia vulcanica che presenta grandi cristalli di feldspato dispersi in una pasta di fondo, in genere dura e molto resistente alle sollecitazioni meccaniche.

XV Convegno nazionale ILSA

ILSA

LA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI ITALIANO L2:
RUOLO E COMPETENZE NELLA CLASSE DI LINGUA

Firenze, 10-11 Novembre 2006
Istituto Tecnico per Geometri «G. Salvemini» – Via Giusti 27 Firenze

  • PROGRAMMA

10 NOVEMBRE (venerdì)

14:30 Registrazione

15:30 Massimo Maggini (Presidente ILSA), Apertura dei lavori

16:00 Saluti delle Autorità  

SESSIONE PLENARIA

16:30 Anna Ciliberti (Università   per Stranieri di Perugia)

  • Formazione di base e specialistica per l´à ­nsegnamento dell´italiano lingua non materna

17:15 Pausa

17:30 Pierangela Diadori (Università   per Stranieri di Siena)

  • Prerequisiti e percorsi di (auto)formazione e tirocinio per il docente di italiano come lingua non materna

18:15 Discussione delle relazioni

11 NOVEMBRE (sabato)

9:30 Registrazione

SESSIONE PLENARIA

10:00 Maria G. Lo Duca (Università   di Padova)

  • Competenze linguistiche e programmazione didattica: dalle scienze del linguaggio al sillabo di italiano L2

10:45 Alessandra Corda (Università   di Leida)

  • Il video nella formazione degli insegnanti

11:30 Pausa

11:45 Discussione delle relazioni

12:30 Pausa pranzo

14:00 Ripresa dei lavori


LABORATORI IN PARALLELO

â–ª Ivana Fratter (Università   di Padova)
La “competenza linguistico-comunicativa� del docente di italiano L2. Riflessioni sugli aspetti di contenuto e relazione nell’agire comunicativo in classe

â–ª Christopher Humphris (Dilit – IH di Roma)
L’insegnante di lingua: una mente in un corpo

â–ª Camilla Salvi (Istituto Universitario Europeo, ILSA Firenze)
Profilo europeo e il Portfolio per la formazione dell’insegnante di lingue

â–ª Stefania Semplici (Università   per Stranieri di Siena)
Libri di testo e materiali didattici mirati a diversi profili di apprendenti: dall’analisi alla riflessione su caratteristiche e aspetti specifici e peculiari

â–ª Donatella Troncarelli (Università   per Stranieri di Siena)
Contesti di apprendimento-insegnamento dell’italiano L2 e la formazione post lauream del docente

15:30 Termine dei laboratori

SESSIONE PLENARIA

16:00 Comunicazioni dei conduttori dei laboratori e discussione finale

18:00 Termine dei lavori

Informazioni e iscrizione

La pre-iscrizione al Convegno è obbligatoria e si effettua on-line collegandosi al sito:

http://associazioni.comune.firenze.it/ilsa/Convegno_2006.htm

Termine iscrizioni: 31 ottobre 2006

La scuola dei miracoli

E’ uscito ieri su D – La Repubblica delle donne, un articolo con questo titolo. Il sottotitolo recita: “REGNO UNITO. E’ in un quartiere degradato di Londra. Ha 600 alunni, 120 disabili, 100 rifugiati. Tredici anni fa Millfields stava per chiudere. Oggi grazie a una geniale school manager è il fiore all’occhiello dell’amministrazione Blair. Ed è un modello invidiato all’estero.”

La scuola è la Millfields Community School, a East London. Tredici anni fa era in stato di abbandono, le risorse inesistenti, l’assenteismo del personale era superiore al 50%. Da allora la direttrice, Anna Hassan, ha totalmente ribaltato la situazione, creando un modello visitato e studiato da ministri dell’istruzione di Cina e Russia.

Nelle scuole elementari inglesi i risultati dei bambini vengono misurati con gli Standard Assessment Tasks or Tests (Sats). Lo scorso anno, oltre l’80% degli alunni della Millfields ha superato i test. E’ un risultato davvero incredibile, dico ad Anna Hassan, considerando che per oltre il 70% dei bambini l’inglese è la seconda lingua. Non solo, a scuola se ne parlano più di 40 diverse e oggi ben il 10% degli iscritti è formato da profughi o persone in cerca di asilo. Molti alunni provengono da famiglie indigenti. 300 hanno diritto alla mensa gratis e più di 120 sono “special needs”, cioè hanno bisogno di sostegno.

Eccola, la scuola del plurilinguismo a cui aspiriamo. La scuola che si fa agenzia di formazione. Ogni trimestre assume un certo numero di tirocinanti che desiderano partecipare al Graduate Teacher Program. I più bravi sono assunti come insegnanti non abilitati per un anno e partecipano a un training fatto da insegnanti esperti.

Paura di ghettizazione? La direttrice assicura: “da quando abbiamo dimostrato che il metodo dell’integrazione e della condivisione delle diversità ha successo, sempre più genitori della middle-class chiedono di poter iscrivere i propri figli qui. Il prossimo trimestre arriveranno soprattutto bambini della middle-class. Questo prova che abbiamo notevolmente migliorato i risultati accademici. Ma dobbiamo riuscire a mantenere un giusto equilibrio fra le famiglie provenienti dalle varie classi sociali.

Fioroni, dove sei? Qui l’articolo completo.

Dilit-Ditals

La Dilit-IH di Roma, scuola da trent’anni impegnata nella formazione di insegnanti di italiano per stranieri, propone quest’anno per la prima volta un corso di formazione all’esame per la certificazione Ditals dell’Università   per stranieri di Siena.

Il corso è offerto a chiunque abbia i prerequisiti per candidarsi all’esame. Questi prerequisiti sono i seguenti:

• diploma di laurea (in materie umanistiche in Italia, in italianistica all’estero): deve trattarsi almeno di una laurea triennale (corrispondente a 180 crediti) *.

• dichiarazione che attesti l’attività   di insegnamento o di tirocinio in classi di italiano a stranieri **, in Italia o all’estero per almeno150 ore (o, in alternativa, il possesso della Certificazione DITALS di I livello per almeno due profili di utenti).

• I candidati non di madrelingua italiana devono inoltre dimostrare di possedere delle ottime competenze linguistiche, pari al livello C2 del Quadro Comune Europeo.

* La mancanza di una laurea (nel caso di diplomati di scuola superiore il cui diploma garantisca l’accesso all’università   nel proprio paese) può essere compensata da 150 ore di insegnamento di italiano a stranieri, oltre alle 150 obbligatorie, e dal superamento della Certificazione DITALS di I livello con almeno 90/100 per almeno due profili di utenti.

** chi ha conseguito il “Diploma Dilit International House per l’insegnamento di italiano come lingua straniera” (vedere Formazione di base nel presente opuscolo) ha soddisfatto questo requisito.

Orario e durata del corso

Le lezioni si tengono ogni mattina dalle 9.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì per 2 settimane. Inoltre, i partecipanti sono tenuti a svolgere compiti a casa nell’ordine di 2 ore ogni giorno feriale e 5 ore durante il weekend a metà   corso.

Tariffa

€ 430,00

Date

  • dal 20 novembre al 1° dicembre 2006 (per l’esame del 18 dicembre 2006)

(Per questo primo corso tariffa promozionale per chi ha frequentato un corso di formazione di base Dilit: € 350,00)

  • dal 21 maggio al 1 giugno 2007 (per l’esame del 16 luglio)
  • dal 12 novembre al 23 novembre 2007 (per l’esame del 17 dicembre)

A ritmo di Rom

bambini rom

Il fatto: in una scuola elementare della provincia di Rovigo sono iscritti solo 19 bambini. Tutti Rom. Gli altri, gli italiani, piano piano negli ultimi due anni si sono spostati tutti altrove. I genitori italiani dicono che i rom rallentano l’apprendimento dei loro figli. L’Opera Nomadi si ribella e vorrebbe chiudere la scuola divenuta un ghetto.

L’articolo che racconta questa storia riporta cause e possibili soluzioni della vicenda, sperticandosi in parole vuote: “visione pedagogica”, “intercultura”, “multicultura”, “didattica”, “integrazione sociale”. Parole vuote non in sé, ma svuotate dal contesto in cui sono inserite.
Nell’articolo si cita una posizione che dice che la didattica interculturale “dà   maggiore importanza ‘al processo sociale dell’apprendimento’ e fa corrispondere i tempi della classe a quelli del bambino più debole o più fragile: tempi interculturali”. Ma da dove viene questa idea? Se questo fosse vero i genitori dei bambini avrebbero tutto il diritto di tutelare l’apprendimento dei loro figli. Ma siamo alla follia. L’intercultura determinerebbe un gioco al ribasso nel ritmo della classe? E poi per quale motivo i Rom avrebbero dei “ritmi” più lenti? Genetici? Mi viene da pensare che si scambi per ritmo la distanza da cui partono queste culture nei riguardi della scuola, una distanza maggiore rispetto a quella dei bambini italiani, ma è una distanza, non un ritmo. La differenza è che la prima è colmabile, il secondo no: è un dato da tener presente per la vita.
Per favore, colleghi di Venezia e del veneto tutto dove siete maestri di queste tematiche, dite la vostra, fatevi sentire..

Un’ultima nota: non ho mai pensato che la responsabilità   delle disfunzioni della scuola (compresi i problemi della classe, il mancato successo di una lezione, ecc.) fossero responsabilità   di come sono fatti gli studenti. Da insegnante ho sempre pensato che se non sono riuscito è su me che devo lavorare, perché in una scuola dominata dalla diversità   devo prima capire (o almeno provarci) e poi strutturare un’azione.
E invece in quest’articolo, nelle interviste ai vari responsabili non esce mai la parola “insegnanti”, mai la parola “strumenti”. Lo capisco: formare insegnanti in grado di affrontare una scuola davvero multiculturale è una visione iperuranica, costosa e al limite futuribile. Un’idea che può essere fonte di applausi in convegni, ma che non deve toccare nemmeno la mente di chi guarda da fuori certi fenomeni.
In fondo meglio un genitore inconsapevolmente razzista che una scuola che preferisce il razzismo piuttosto che affrontare i problemi in modo serio.

PS: Vorrei tradurre una frase dell’articolo che riporta il pensiero del sindaco del paese in questione a riguardo dell’impossibilità   a chiudere la scuola: “Secondo Pizzi si tratta di garantire un servizio ai cittadini, tutelare l’identità   locale e limitare i costi economici”. Ovvero: non rompeteci le balle, non abbiamo nemmeno un euro per il caffè.

Un ultimo pensiero va a quegli insegnanti che hanno deciso di rimanere a lavorare nella scuola: hanno la mia piena solidarietà   e la mia stima, sarebbe interessante sapere loro cosa ne pensano della faccenda.

Un anno con il due blog

Oggi, 25 settembre 2006, il due blog compie un anno di vita.

In questo anno il blog è cresciuto, abbiamo un nuovo indirizzo, una nuova veste grafica, abbiamo “acquistato” Ladylink e tanti si sono iscritti per non perdere nemmeno un aggiornamento.

Ringraziamo tutti quelli che hanno letto e commentato i nostri post, a volte più, a volte meno interessanti.

Per il resto, ripropongo quelle prime righe del 25 settembre 2005, ancora oggi valide…

Questo è il blog di italiano per stranieri.
Siamo pochi e malpagati, dopo qualche anno di lavoro ci si conosce (quasi) tutti, eppure siamo una delle categorie più “sparpagliate” che esista. Siamo in giro per il mondo alla ricerca spesso di un riconoscimento anche economico che in Italia non esiste.
Anzi, in Italia non esistiamo proprio.
Proprio in questi giorni si aprono le scuole, il Presidente della Repubblica apre l’anno scolastico parlando del gran numero di stranieri presente nelle scuole, chiede a tutti di tenere presente la nuova realtà  … ma noi… noi insegnanti di italiano per stranieri che abbiamo studiato e continuiamo a studiare per avere strumenti che permettano di affrontare proprio questi problemi… noi continuiamo ad essere invisibili. Non esistiamo. Per la scuola italiana non esistiamo.

I lampadati comodosi del sudoku

I dizionari si aggiornano ogni anno, ogni anno una nuova versione si annuncia con migliaia di parole “nuove”. La lingua così come tutto il resto si adegua all’economia: più parole nuove si annunciano più il nuovo vocabolario diventa oggetto necessario nella libreria di una famiglia che voglia dirsi colta ed al passo coi tempi. Così anche quest’anno siamo invitati a gettare le vecchie 1700 parole nuove ormai vecchie del 2006 per entrare nel magnifico e dorato mondo delle nuove ma presto vecchie 1700 parole del 2007.

ROMA – Ero a casa “comodoso” e sono andato a “smucinare” tra le mail: quei “furbetti” m’hanno riempito la casella di “phishing”. E’ tutto un “magna magna”. Ora vado a fare un po’ di “parkour” al “bioparco” con quel gruppo di “lampadati”. Slang giovanile da correggere con la penna rossa? No, un uso dell’italiano da purista della lingua, Zingarelli docet.

Nell’edizione 2007 del famoso vocabolario tutte le parole tra virgolette fanno parte degli ultimi lemmi aggiunti dopo un lungo impegno redazionale che non rincorre neologismi o esotismi – come specifica l’editore – ma si basa su un lavoro di costante rilettura che utilizza e fonde strumenti lessicografici vecchi e nuovi. Che vuol dire i corpora di testi antichi e letterari, le banche dati dei periodici e i motori di ricerca di internet.
Ispirandosi per le 1700 nuove voci e accezioni alla cronaca che parla di “maxiemendamento”, “eurocommissario” e “quote rosa”. Senza dimenticare fatti di stringente attualità   come i numerosi infanticidi ai danni della propria prole che per comodità   d’uso diventano”figlicidi”, nell’attesa che l’uxoricidio si trasformi in moglicidio o mariticidio. “Bingo” insomma – anche questo una new entry assieme a “Sudoku”, gioco di massa – da oggi in poi sarà   più facile, specialmente dopo la vittoria ai Mondiali, “ritirare la maglia” per chi sceglie di ispirarsi alla contemporaneità  . Un “reality” – realtà   – senza paura di commettere strafalcioni, sempre che il “moviolista” non abbia obiezioni naturalmente.

E per stare al passo con i tempi anche con gli strumenti interattivi, nel cd rom allegato si trova la flessione di tutti lemmi che permette di ripescare la parola di origine, ascoltare la pronuncia di termini stranieri entrati nell’uso comune divertendosi anche a cercare anagrammi, palindromi, bifronti e antipodi nella sezione “Giochi con le parole”. Prima che tutte le parole sopracitate finiscano nel dimenticatoio con buona pace di Umberto Eco e del suo nuovo libro.
Incuriositi? Un “cicinino”.

da www.repubblica.it – 18 settembre

Scuola: si ricomincia con la vecchia pagella

Il ministro Fioroni in una scuola romana

Via le schede «complicate». Il ministro Fioroni: tregua nelle novità  . Cancellati tutor e portfolio

ROMA — Dopo una serie di megariforme, ecco un anno diverso, un anno di non riforme. Il ministro Fioroni ha promesso una tregua. Da domani (oggi) — suona la campanella per i ragazzi di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Veneto e provincia autonoma di Bolzano, in tutto quasi otto milioni di studenti —; alla fine delle lezioni i docenti riconquisteranno i loro spazi, torneranno a essere gli attori principali nel teatro della scuola, saranno i protagonisti di una stagione che sarà   caratterizzata da una forte autonomia.

STOP A RIFORMA — E le numerose novità   introdotte negli ultimi anni? Le leggi naturalmente restano, ma cambiano le istruzioni per l’uso. «Interpretazione intelligente e adattabilità  Â», suggerisce il ministro. Molte scuole saranno d’accordo e «personalizzeranno» la riforma. Altre protesteranno e chiederanno certezze. Inevitabile. In quest’anno di passaggio viale Trastevere comunque non sarà   eccessivamente fiscale. E cercherà  , in un clima non troppo conflittuale, di ricalibrare la riforma del centrodestra. Perché di allungare la serie dei megaprogetti sulla scuola, il ministro Giuseppe Fioroni, lo ha detto sin dall’inizio, non vuole proprio saperne.

SALTA IL TUTOR — Per lui «qualunque processo di innovazione imposto dall’alto, senza condivisione, produce nelle scuole resistenze o risposte esclusivamente burocratiche ». Insomma si rivela inutile. Così, tra le dure proteste nell’opposizione, il ministro ha fatto saltare la figura del «tutor», una sorta di super maestro, con un inquadramento particolare. Una delle novità   più importanti della riforma Moratti. Per il ministro era un’idea inapplicabile. Lo stesso vale per il «portfolio» che perde la funzione di valutazione e sopravvive, se la scuola è d’accordo, come strumento didattico.

VECCHIA PAGELLA — Ritorna la vecchia scheda, possibilmente «sobria», cioè intellegibile. Ce n’erano di tutti i tipi. Una babele. Apprendimento personalizzato? L’allievo è sempre il centro della scuola. Quest’idea, rilanciata dal ministro Moratti, resiste perché piace ai docenti. I professori attendono chiarimenti invece sulle indicazioni nazionali per i piani di studio, i programmi. Quelle in vigore, elaborate dagli esperti del ministro Moratti, sono state molto criticate.

Il ministro ha fatto capire ai prof che non sono prescrittive e saranno riviste. E chi vuole può operare compensazioni tra le varie discipline, introdurne di nuove, ampliare tempi e spazi di approfondimento anche in relazione all’incremento della quota di flessibilità   oraria passata dal 15 al 20 per cento. Non è ufficiale, ma corre voce di una direttiva che coinvolgerebbe i docenti nella riscrittura delle indicazioni.

IL CALENDARIO — Intanto l’anno parte. Con una novità   per quando riguarda la modalità   dell’inaugurazione. Il Vittoriano, utilizzato per quattro anni dall’ex ministro Moratti, cede il posto al Cortile d’onore del Quirinale. Martedì toccherà   agli alunni abruzzesi e il 13 sarà   la volta degli studenti di Trento. Il 14 si aggiungeranno Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta mentre il 18 andranno a scuola i ragazzi di Calabria, Campania, Puglia. Gli ultimi a riprendere in mano i libri — il 19 settembre — saranno i giovani dell’Emilia Romagna.

Giulio Benedetti (corriere.it)

L’italiano in cucina

IIl XIV corso di aggiornamento per insegnanti d’italiano L2, promosso dalla Societa’ Dante Alighieri sul tema ”L’italiano in cucina”, si terra’ a Roma, presso Palazzo Firenze, dal 18 al 29 settembre. Il programma, che prevede le consuete lezioni di linguistica e didattica della lingua, intende anche illustrare l’importante apporto della tradizione enogastronomica alla lingua e alla cultura italiana. Gl’interventi degli specialisti invitati a sviluppare il tema del corso interesseranno la storia generale della gastronomia italiana e i suoi risvolti linguistici, il ruolo della cucina nell’avvicendarsi delle varie società  , i rapporti fra cibo e letteratura, le relazioni fra cucine regionali e dialetti, nonché i contatti fra tradizioni italiane e altre culture culinarie. Inoltre, le visite guidate al Museo Nazionale delle Paste Alimentari e ai laboratori dell’azienda di ristorazione aeroportuale De Montis permetteranno ai partecipanti una conoscenza più immediata dell’aspetto creativo della nostra cultura alimentare.
Il corso ha una durata complessiva di 60 ore, distribuite in dieci giornate, e comprende le seguenti attività  :

  • Lezioni teoriche tenute da docenti specialisti in linguistica e didattica della lingua italiana.
  • Incontri tematici a cura di esperti di storia della cucina.
  • Visite guidate e visite formative finalizzate alla conoscenza di musei e istituzioni legate alla cultura enogastronomica italiana;
  • Attività   di laboratorio per la didattica e tirocini guidati in classe.
  • Presentazione delle novità   editoriali nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera.
  • Partecipazione a lezioni di cucina e degustazioni di vini.

Il corso è rivolto ai docenti di lingua e cultura italiane per stranieri, soci della Società   Dante Alighieri, che operano nei Comitati della “Danteâ€� o nell’ambito di altre istituzioni educative. Al termine delle dieci giornate i partecipanti, dopo un colloquio finale, riceveranno un attestato di partecipazione.
La Società   Dante Alighieri è fra i soggetti accreditati dal M.I.U.R. per la formazione del personale scolastico (Direttiva n. 90/03 art. 1 comma 2).
Per ulteriori informazioni scrivere a corsoaggiornamento@ladante.it

Addio tutor e portfolio

Da www.repubblica.it di oggi:

ROMA – La riforma Moratti è arrivata al capolinea. Anche se non tutte le novità   programmate dal governo Berlusconi sono state cancellate, con una circolare il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, ha chiarito come inizierà   il nuovo anno scolastico.

Non ci sarà   nessun tutor, ma la valutazione degli studenti verrà   affidata all’intera équipe dei docenti. Scompare quindi anche il “portfolio delle conoscenze”, quella che doveva essere la carta d’identità   sul profitto e i comportamenti dello studente. Sospesa anche l’applicazione generalizzata degli anticipi scolastici alla materna ed alle elementari. La ragione è semplice: con il taglio dei fondi i Comuni non sono in grado di assicurare i servizi.

Queste le principali indicazioni contenute nella circolare messa a punto dal ministero, illustrata ai sindacati, e messa in rete, con tanto di lettera del ministro a docenti e dirigenti, per chiarire a scuole e insegnanti cosa fare di quanto previsto dalla riforma Moratti.

Secondo quanto hanno riferito le organizzazioni sindacali della scuola al termine del lungo incontro con Fioroni, si è anche deciso di spostare all’anno scolastico 2008-2009 il termine per la revisione degli organici del personale docente della scuola secondaria di primo grado. I sindacati in modo unanime hanno apprezzato la circolare, chiedendo però impegni in Finanziaria, tanto che il ministro ha immediatamente richiesto e ottenuto un incontro, fissato per il 26 settembre, con il premier Prodi sulle problematiche della scuola.


“La scuola – ha detto Fioroni al termine dell’incontro con i sindacati – è il cantiere della piena cittadinanza. E ogni giorno ciascuno di noi deve fare la propria parte per costruirla con serietà  , anche nelle piccole cose. Stasera io ho provato a farne una”.

Il ministro della Pubblica Istruzione insiste sul coinvolgimento diretto del mondo della scuola: “Nella scuola non si possono fare riforme, e neppure modesti cambiamenti senza coinvolgere e contro il parere degli insegnanti – ha dichiarato Fioroni – so anche che l’esperienza vi ha reso giustamente diffidenti – si legge nella lettera inviata a tutti i presidi e professori – nei confronti di queste belle parole e di chi le pronuncia. Ma vi assicuro che farò il possibile per non smentirle”.

Nella circolare Fioroni ha ribadito la centralità   dell’autonomia scolastica: ogni scuola disporrà   del 20% dei programmi didattici da gestire direttamente, disponendo tempi e strutture. La valutazione spetta ai docenti, mentre l’Istituto nazionale di valutazione darà   il suo supporto scientifico e di ricerca. I programmi della scuola primaria, elementari e medie, sono e restano provvisori e verranno rivisti. Fioroni ha ribadito l’intenzione di elevare l’obbligo scolastico a 16 anni e di sospendere il programma dei licei sperimentali. I motivi? Pochi istituti hanno chiesto la sperimentazione e comunque può essere portata avanti usufruendo degli ampi spazi concessi dall’autonomia scolastica. Ha ricordato che manterrà   il programma di revisione dell’esame di maturità  : mai più commissioni formate interamente da docenti interni e controlli stringenti sulle scuole paritarie accreditate con molta superficialità   nell’ultimo periodo della gestione Moratti.

(di MARIO REGGIO – 1 settembre 2006) 

Io mi chiedo: ma perché eliminare il portfolio? Che dispendio comporta in termini economici il portfolio, uno dei cardini su cui si fondano le direttive europee?

Una risposta mi sale, tendenziosa, e la azzardo. Le innovazioni che comportano che gli insegnanti debbano essere aggiornati per avere strumenti per poterle realizzare implicano dispendio di energie. Quindi meglio cassarle prima che entri in gioco la frustrazione.

E così anche il portfolio è stato accantonato. E noi ci troviamo tra due fuochi: da una parte chi (la Moratti) inserisce tutto nella riforma senza curarsi di creare i presupposti perché ciò che vi è dentro si realizzi, dall’altra chi (Fioroni), per “coerenza”, elimina l’innovazione perché non sa come renderla realtà   e difende così un giocare al ribasso che è umiliante per la scuola italiana.

Risultato: in molte scuole continueranno a trovare spazio corsi di aggiornamento in decoupage e uso della terracotta, mentre il portfolio resterà   un oggetto misterioso.

Stephen D. Krashen

Stephen D. Krashen

Stephen D. Krashen è uno degli studiosi che maggiormente hanno influenzato le più moderne teorie sull’apprendimento di una lingua.

Classe 1941, Ph.D. in Linguistics a UCLA, Krashen è attualmente titolare della cattedra di Education presso la University of Southern California.

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