
Su segnalazione di Piroclastico, due interessanti articoli sull’influenza della lingua italiana nel mondo.

Su segnalazione di Piroclastico, due interessanti articoli sull’influenza della lingua italiana nel mondo.

Con la morte di Boa SR, l’ultima indigena che conoscesse il Bo, lingua delle isole Andamane, si è spenta una lingua che aveva 65000 anni di storia.
Ora restano solo gli occhi di questa fotografia a ricordarci la perdita, incommensurabile per la storia e la cultura di questo pianeta. Da dicembre 2009 è la seconda lingua antica che si spegne per sempre.
Qui l’articolo, da corriere.it. Qui un’analisi in inglese e qui un articolo dell’Indipendent.
E ringraziamo Maurizio che dal Perù ci ha informati.

Continuiamo con la cucina italiana, con un articolo sulle sue influenze nel lessico tedesco. Da italiainformazioni.com.

Prendiamo lo spunto da un divertente (e un po’ inquietante) articolo di Kataweb.
Per chi viaggia molto all’estero le storpiature dei cibi italiani non sono una novità. L’italianità è più un’idea che altro, soprattutto dal punto di vista culinario bisogna fare i conti con i gusti locali, per cui un parmigiano che abbia un sapore rassicurante è più vendibile di un Reggiano stagionato 36 mesi. Magari la nostra Ladylink potrà dirci qualcosa a riguardo.
Non è che noi siamo da meno, se si va in Cina si scoprirà come la cucina cinese sia ben diversa da quella che mangiamo qui. E non solo.
Comunque, per sorridere un po’ (e magari disgustarvi in qualche occasione), vi rimando all’articolo.

L’Università degli studi di Milano e il Master PROMOITALS (Promozione e insegnamento della lingua italiana a stranieri) hanno realizzato una nuova web-rivista dedicata all’insegnamento dell’italiano a stranieri: Italiano LinguaDue.
Dall’editoriale di Silvia Morgana:
Italiano LinguaDue è una rivista elettronica in open access dedicata all’italiano come lingua non materna (L2/LS). L’italiano è oggi una lingua dotata di una grande forza di attrazione all’estero, non solo per i fattori culturali tradizionali, ma anche per altri fattori legati al sistema produttivo italiano, come la moda, il design, l’enogastronomia.

Sul blog “Italiani in Galizia” è presente “una delle migliori guide esistenti sul web per orientarsi sulle opportunità di lavoro all’estero offerte dal Programma Comenius“.
Ringraziamo gli amministratori del blog per la segnalazione.
I nostri lettori possono cliccare qui per leggere l’interessantissimo post.

Segnalazione di Tindara Ignazzitto, del blog STRAN(ier)OMAVERO:
Popolo è un termine che va molto di moda di questi tempi. Cedendo alla tentazione di giocare con le parole, verrebbe da dire che “spopola”.
In un’Italia che stenta a ricordarsi chi è, esiste un popolo che da un lato ha saputo e sa preservare la parte migliore della sua cultura e del suo più illustre passato; dall’altro è stato ed è in grado di andare al passo coi tempi, intercettando ciò che di nuovo è emerso ed emerge al suo interno, inglobandolo in sé e valorizzandolo, perché lo considera patrimonio indispensabile per la sua sopravvivenza.

Tra papi e ciarpame, clima e omofobia, escort e pandemia è “crisi” la parola votata per il 2009 dai lettori di Repubblica.it tra le 12 proposte dai linguisti di “Lid’O” e tra le segnalazioni che gli stessi lettori hanno fatto al blog di linguistica di Repubblica.

Su segnalazione di Piroclastico, annunciamo con piacere l’uscita di questo libro su Bruno Migliorini, uno dei più importanti linguisti italiani del Novecento.
Matteo Santipolo e Matteo Viale (a cura di)
Bruno Migliorini, l’uomo e il linguista (Rovigo 1896 – Firenze 1975). Atti del convegno di studi (Rovigo, Accademia dei Concordi, 11-12 aprile 2008)
Accademia dei Concordi Editore, Rovigo, 2009.
ISBN 978-88-902722-5-7, XVIII+358 pp.
Bruno Migliorini (Rovigo 1896 – Firenze 1975) è uno dei più importanti linguisti italiani del Novecento. Dopo vari incarichi e un’esperienza di insegnamento a Friburgo, in Svizzera, nel 1938 fu chiamato a ricoprire presso l’Università di Firenze la prima cattedra di Storia della lingua italiana.
Io cossi tu cuocesti egli cosse: cos’è ‘sta roba? Piccolo esame di verbi: “Se io sarebbe più abile, tu mi affiderai una squadra”. Ma anche: “Se tu saresti più alto, potessi giocare a pallacanestro”. Nel cimitero dove giacciono, insepolte, sintassi e ortografia, accenti e apostrofi si confondono in un’unica insalata nizzarda di parole: “Non so qual’è la prima qualità di un’uomo”. E tutto questo accade, si legge, si scrive all’Università.
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.