Fatemi fare anche a me ogni tanto un post moralista!
E partiamo da qui: forcone è la parola del momento.
Secondo il dizionario etimologico on line è un accrescitivo (ormai lessicalizzato) di forca: “Strumento formato da un ramo d’albero rimondo, lungo circa un metro e mezzo, che in cima si divide in due o tre rami minori tagliati, i quali appuntati e curvati leggermente da una parte si dicono rebbi; e viene adoperato per ammucchiare paglia, fieno o simili”.
Molti stranieri credono che le loro reazioni e opinioni sull’Italia siano naturalmente condivise e ovviamente ben accètte dagli italiani. Continua a leggere→
Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ieri in visita alla baraccopoli di Roma.
E il Consiglio d’Europa attacca: “Incivili su campi rom e espulsioni”
“Inammissibile impedire a chi sbarca a Lampedusa di chiedere asilo”
“In tre casi rimpatriate persone per le quali avevamo chiesto di aspettare”
ROMA – Diritti umani trascurati, ignorati, leggi ingiuste e discriminatorie nei confronti degli immigrati. L’Italia è di nuovo sott’accusa da parte dell’Unione europea dopo che sei mesi fa un rapporto del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, aveva parlato di politica a rischio di xenofobia e immemore dei principi umanitari. E ora, dopo un giro sotto la pioggia nei campi nomadi di Roma e le nuove leggi in via di approvazione, lo stesso Hammarberg rincara la dose parlando di situazione vergognosa, incivile.
I sindaci, sì a impronte digitali a bimbi rom. Unicef e Garante: discriminazione.
Il sindaco di Milano e quello di Roma appoggiano la misura annunciata da Maroni.
Lingua, razzismo linguistico, intercultura, pregiudizi e tanto altro in questo interessantissimo articolo di Tullio De Mauro pubblicato sull’ultimo numero di Internazionale.
L’Italia e gli zingari Teniamo e vogliamo tenere i rom ai margini, e però rimproveriamo loro di essere marginali
Internazionale 746, 29 maggio 2008
“E a proposito di rom”: nell’organizzazione favolistica che i telegiornali danno al succedersi delle notizie (se così possono chiamarsi) negli ultimi giorni almeno tre volte è capitato di sentire questa frase usata per legare tra loro fatti di varia luttuosità e violenza privi, nei tre casi, di un nesso specifico con gli zingari (in un paio con rumeni e immigrati).
In questo 2 giugno in cui si festeggia la Repubblica Italiana, mi arriva la segnalazione da un concittadino di questo signore, sindaco amato e odiato, che si chiama come un biscotto ma che è tutto fuor che dolce.
Non avrei mai pensato che il razzismo arrivasse a tanto. A prendersela non più solo con le persone ma addirittura con gli animali.
Invito gli increduli qui, dove il sindaco di Treviso Gentilini propone la messa al bando delle razze di cani immigrate. “Noi non vogliamo razze di cani stranieri” è il suo slogan. E c’è anche chi annuisce…
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.