Amo vedere i miei studenti che fanno un esercizio concentrati, pacificamente assorti a sfidare le coniugazioni e le labirintiche concordanze con cui la nostra bella lingua li mette alla prova 2,5 ore alla settimana… ed infatti poi una studentessa, tra le migliori della classe, mi scrive la seguente frase (p.s. livello intermedio, Quiz sul vocabolario del cibo, composizione “Che cosa mangi tu di solito?”):
TUTTO GIORNI, IO BEVO BIRRA PER LA DOLCE!
Interlingua? No, grazie!
P.s. Inizio ad adorare questo lavoro, perche’ e’ meno peggio di tanti altri…
Mario Rinvolucri è una tra le personalità piu’ brillanti nell’ambito della metodologia glottodidattica. Con ogni suo libro, anticipa i tempie crea materiale fresco e ricco di fantasia.
Abbiamo già parlato su questo blog della mozione sulle “classi di inserimento”, passata alla Camera dei Deputati il 16 settembre scorso.
Voci autorevoli si sono fortumatamente alzate per dare risposte e indicare altre strade percorribili riguardo al tema dell’integrazione dei bambini e dei ragazzi immigrati. Tra queste quella di Graziella Favaro.
La Prof. ssa Simona Reitano tiene corsi di lingua italiana secondo il metodo PDL (PSICODRAMMATURGIA LINGUISTICA). Inoltre organizza e conduce presentazioni e corsi di formazione in diverse scuole di lingua e istituzioni.
Ogni volta che ho cliccato sul link di Glottrotter tra i “blog amici”, ho sempre avuto l’opportunita’ di leggere post interessanti, scritti con arguzia e competenza. Post che raccontavano storie di vita vissuta, o meglio, lavoro vissuto, in cui spesso mi ritrovavo. Ho riso molte volte leggendo le sue pagine. Ho commentato spesso i post, ma lo ammetto, ho il commento facile, in generale.
Oggi, ho cliccato sul link e ho pensato “Che bello”, c’era un articolo fresco fresco di giornata, 28 ottobre. Poi pero’ dopo le prime righe, l’entusiasmo ha lasciato il posto allo sbigottimento: ho continuato a leggere con impazienza, d’altronde la lettura scorre facile quando Glottrotter scrive, ma il contenuto mi piaceva sempre meno, egoisticamente parlando.
Lo ringrazio ancora, lo ringraziamo, per la pazienza e la dedizione del suo intervento.
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Ladylink chiama e Adalberto risponde
Cara Caterina,
le tue osservazioni sono interessanti e del tutto condivisibili: in effetti, data la tipologia di studente, non credo Universitalia sarebbe di alcuna utilita’ a livello di college. Le ragioni secondo me sono molte. Mi rifaro’ per forza di cose alla mia personale esperienza, non potendo affermare di conoscere tutti i dipartimenti d’italiano degli Stati Uniti:
a) in genere uno studente americano arriva all’universita’ avendo alle proprie spalle esperienze di apprendimento linguistico piuttosto discontinue, frustranti e poco efficaci: molto probabilmente ha studiato per qualche anno lo spagnolo; in alcuni casi forse il francese o il latino (spesso indicato tra le “lingue straniere” studiate in passato); in rarissimi casi il livello di competenza raggiunto e’ apprezzabile.
Quali delle seguenti teorie ha influenzato e influenza maggiormente la vostra didattica? (MAX 2 risposte)
Potete votare sulla barra laterale qui a fianco! Mi raccomando, potete dare al massimo 2 risposte, così poi vedremo chi è i teorico più amato dai frequentatori del blog.
E’ uscito il n° 7 di Officina.it, la rivista on line di Alma Edizioni. Questo numero è dedicato all’apprendimento del lessico e ha per titolo, appunto, “Ripartire dal lessico”.
Sono davvero incappata per caso su questo video, tramite una ricerca su google e non su youtube.
Marco Nisida, che ha un sito ominimo, è l’autore del Metodo Assimil, per sentir parlare del quale, però, dovete arrivare al terzo minuto del video.
Marco è un bel ragazzo, molto giovane e sorridente, che ha avuto un’iniziativa simpatica e per il quale provo “empatia”(semmai si possa provare), perché parla due lingue a cui sono legata (semmai si possa essere legati ad una lingua).
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