A me i titoli, please!

Quest’articolo, scritto nel settembre 2013, è stato aggiornato con le descrizioni più recenti.
Per i più pigri, la soluzione è nei commenti.

Questo post serve essenzialmente a farsi venire dei sani dubbi o se avete del tempo, a perderlo. Funziona così: dovete abbinare le seguenti descrizioni ai rispettivi percorsi di studio/titoli: 1. Scuola di Specializzazione in Didattica dell’Italiano come Lingua Straniera dell’Università per Stranieri di Siena 2. Master in Didattica dell’Italiano come L2, Università di Padova; 3. Corso di Laurea Magistrale in Italiano per l’Insegnamento a stranieri, Unistrapg;  4. Certificazione Ditals I, Unistrasi 5. Certificazione Cefils, Ca’ Foscari.

Perché l’ho fatto? Per sport, fondamentalmente. In realtà su Italiano per Stranieri ci sono sempre più (nuovi) membri che si laureano in didattica dell’Italiano e volevo capire qualcosa sulle loro aspettative (di vita).

Non barate cliccando sui link e rispondete (anche a caso, tanto…).

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Insegnare italiano negli Stati Uniti, parte I

Insegnare italiano negli Stati Uniti è un’opportunità di lavoro che vorrebbero avere in tanti.

In realtà insegnare italiano in un’università americana è un’esperienza a sé, piuttosto particolare, poi, se si hanno avuto esperienze anteriori sia in Italia che all’estero. Qui insegnare significa anche produrre voti ogni 15 giorni:  è una maratona di 40 ore semestrali equivalenti ai 42 chilometri che ci separano da Atene.

Nelle università americane l’italiano va? Sì, dai, va! Anche se in passato ci sono stati casi di Dipartimenti che hanno subito grossi tagli per esempio nell’università Suny, se non sbaglio (1). Nella parte est degli Stati Uniti l’italiano è studiato anche nelle scuole, soprattutto in New Jersey, dove in passato c’è stata una forte emigrazione di italiani. Anzi, alcuni miei studenti hanno la famiglia lì, ma vengono a studiare qui in Virginia, dove paradossalmente l’italiano non è insegnato nelle scuole ma solo nelle Università. (2)

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Ho conseguito il Master, e ora?

Master sì o master no? A voi le conclusioni, a me i dati.
Sul gruppo Italiano Per Stranieri su Facebook non sono poche le richieste di informazioni circa i percorsi formativi da intraprendere da parte di chi vuole iniziare questa splendida professione.
Alcune richieste rivelano anche la confusione riguardo a sigle come Ditals e Cedils e la differenza tra una certificazione o un Master.
Sul tema si era già espresso porfido nel 2006; questo post è stato pensato con l’idea di aggiornarlo (alcuni link, per esempio, non funzionano più).
A distanza di anni l’offerta formativa si è ampliata, ma le riflessioni di porfido rimangono estremamente attuali e validissime.
Lo scopo di questo articolo, e dei successivi che lo completeranno mano mano che la raccolta di testimonianze crescerà, è “semplicemente” capire come va l’occupazione nel nostro settore e quanto e se il Master sia una discriminante per il successo della ricerca (in Italia? e all’estero??). Ci piacerebbe, inoltre, avere un riscontro occupazionale dei “masterizzati”, ma questa è un’impresa piuttosto ardua.

Master ICON

Riceviamo ed inoltriamo per i lettori del blog:

MASTER UNIVERSITARIO DI I LIVELLO
IN DIDATTICA DELLA LINGUA E DELLA LETTERATURA ITALIANA

Rilasciato dalle Università per Stranieri di Perugia e di Siena
Erogato per via telematica dal Consorzio interuniversitario ICoN Italian Culture on the Net (www.italicon.it)
Riservato a cittadini stranieri e italiani residenti all’estero

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Semestrale “Lingua nostra, e oltre” finalmente online

E’ con estremo piacere che vi annuncio che finalmente è consultabile online la rivista semestrale del Master in Didattica dell’Universit degli Studi di Padova: LINGUA NOSTRA, E OLTRE“.

Sono particolarmente legata a questa rivista perché la redattrice, Elisabetta Tesser, è una mia cara amica e collega, conosciuta in Turchia e con cui ho avuto una piacevole conversazione per la rubrica il due chiacchiere con…

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Dall’Admis all’Albo

Come annunciato nella lista di discussione di Perugia, il 14 dicembre si è svolto un’importante assemblea dei soci dell’Admis, l’associazione dei diplomati nei master di italiano a stranieri di cui il blog già si era occupato (qui e qui).

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Utilità dell’Admis. La risposta di P. Balboni

Il Prof. Paolo Balboni ha risposto con la disponibilit e la gentilezza che lo contraddistinguono ai dubbi che avevamo sollevato riguardo l’utilit dell’Admis (Associazione dei Diplomati in Master di Italiano a Stranieri).

Di seguito la sua e-mail dal titolo

Inutile?

In questi tre giorni ci sono 213 persone che stanno votando i 12 rappresentanti che gestiranno l’Associazione dei diplomati dei master in italiano L2.
Tra 15 giorni ci sar un gruppo di 12 persone che comincer a lavorare.
Lasciamo perdere al momento l’oggetto del lavoro: a me piace il fatto che in un mondo sempre più individualizzato, chiuso, ci siano 213 persone, spesso che non si conoscono, che cominciano ad interagire su un progetto comune: a mio avviso di vecchio sessantottardo questo è gi qualcosa di utile, non inutile.

C’è poi un’utilit pratica e culturale:
– pratica: basti pensare che in Italia non esiste la figura ufficiale di docente di italiano a stranieri per cogliere l’utilit immediata dell’ADMIS; ma chi è abituato a girare il mondo ed a vedere l’isolamento in cui vivono gli insegnanti di italiano sparsi nelle citt e nei paesi, capisce anche l’utilit di una comunit professionale virtuale, che supera le centinaia di chilometri tra docente e docente!
– culturale: la cultura della didattica dell’italiano la fanno da anni gli accademici: una volta che gli accademici si fanno da parte e si pongono al servizio, per consulenza e solo su richiesta, dei docenti… è inutile?

Sono presidente ancora per 15 giorni, poi finalmente l’ADMIS sar libera di essere pienamente se stessa: e vedremo allora se la nuova associazione è utile o inutile.

Paolo E. Balboni

I Master universitari: breve guida

Nascono, crescono, si trasformano, si confondono. Sono i Master universitari. I Master di primo livello sono accessibili a chi possiede una laurea italiana quadriennale del vecchio ordinamento o una laurea triennale del nuovo ordinamento, danno 60 crediti, durano da un’anno e mezzo a due anni e costano intorno ai 2000 euro.

Le 78 Università italiane nel 2006 ne hanno organizzati ben 2.054, se ne possono trovare per tutti i tipi, come quello in “Bullismo e devianza” o quello per “Agenti di calciatori“. Anche a livello ministeriale, dopo l’aspettativa creata dalla gestione Moratti, si parla di “grande illusione”. Secondo una ricerca di AlmaLaurea (che accocia 50 Università) il Master di primo livello non fornisce alcuna possibilità in più di trovare lavoro (Sotto il profilo occupazionale non si registrano differenze tra coloro che hanno terminato un master universitario di primo livello rispetto ai colleghi che non hanno concluso alcun tipo di esperienza analoga: entrambi i collettivi lavorano) e, dato dettato probabilmente dai misteri della statistica, fa guadagnare meno (Anche per quanto riguarda il guadagno l’esperienza di master universitario di primo livello non risulta apprezzata: il guadagno mensile netto è inferiore a quello dei colleghi che non l’hanno svolto).

Intervistata sul Venerdì di Repubblica della scorsa settimana, Andrea Cammelli, presidente di ALmaLaurea, afferma: “Come spesso succede, le fasi di sperimentazione creano il caos. (…) Noi chiediamo da tempo un bollino blu per la certificazione”. Bollino blu che in realtà già esiste: lo fornisce l’Asfor, che ha criteri così esigenti che ben pochi corsi se lo possono permettere.

Il consiglio è quindi di non buttarsi nelle mani del primo venuto o del più vicino a casa, fare una ricerca seria, possibilmente parlare con qualcuno che già è passato per quelle aule o quei tutor. E, non meno importante, valutare se veramente c’è bisogno di un Master. La corsa ad ingrassare i curriculum poi nel nostro settore è ormai cronicizzata: non esistendo dei criteri che definiscano l’insegnante di italiano per stranieri, ecco che più titoli ho più mi illudo di trovare lavoro. Ma, lo sappiamo, questo non corrisponde completamente al vero.

Concludiamo questa nostra filippica con un breve quadro dei Master del nostro settore, niente più che dei link, attraverso cui districarsi e cercare di valutare l’offerta formativa e la serietà degli enti.

Master di I livello:

Università per Stranieri di Perugia – Didattica dell’italiano lingua non materna

Università per Stranieri di Siena – Contenuti, metodi e approcci per insegnare italiano ad adulti stranieri

Università Ca’ Foscari, Venezia – Didattica e promozione della lingua e cultura italiane a stranieri – itals

Università degli Studi di Padova – Didattica dell’italiano come L2

Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” – L’insegnamento dell’italiano a stranieri: lingua e cultura

Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano – Didattica dell’Italiano L2

Università degli studi di Udine – Italiano lingua seconda

Università degli Studi “G. d’Annunzio, Udine – Italianistica per la didattica dell’italiano agli stranieri

Libera Università di Bolzano – Didattica dell’italiano L2. Culture migranti, lingue e comunicazione

Master di II livello:

Università Ca’ Foscari, Venezia – Didattica e promozione della lingua e cultura italiane a stranieri – itals