Informazioni su porfido

Roccia vulcanica che presenta grandi cristalli di feldspato dispersi in una pasta di fondo, in genere dura e molto resistente alle sollecitazioni meccaniche.

Polizia a scuola di immigrazione

Una notizia interessante:

(AGI) – Firenze, 4 gen. – Imparare a gestire al meglio le relazioni con i cittadini stranieri nelle nostre citta’, con la consapevolezza che la conoscenza delle diverse culture sara’ un aspetto sempre piu’ importante delle competenze professionali delle forze dell’ordine. E’ questo il significato dei seminari che, organizzati dalla Regione Toscana e dalle universita’ di Firenze, Pisa e Siena, nei prossimi mesi coinvolgeranno diverse operatori dei corpi di polizia municipale e provinciale della Toscana.
“Si tratta di un investimento importante, in termini di prevenzione e quindi di sicurezza”, spiega il vicepresidente della Regione Federico Gelli. “Credo infatti che a nessuno sfuggano i benefici che possono derivare da una polizia ben preparata ad affrontare la complessita’ multiculturale della nostra societa’ e in grado di essere percepita dalle stesse comunita’ di cittadini stranieri come organismi di cui ci si puo’ pienamente fidare, magari anche solo perche’ piu’ attenti e sensibili alle differenze culturali. La realta’ delle nostre citta’, e anche delle nostre periferie, e’ completamente diversa da quella delle banlieus francesi. Eppure anche da noi c’e’ bisogno di un’attenzione e di una preparazione specifica”.
I tre seminari – diversi ma tutti imperniati sui temi dell’intercultura, della mediazione culturale, delle strategie di integrazione – si terranno nel primo semestre di quest’anno e per ognuno di essi saranno ammessi venticinque partecipanti, uno per ogni corpo di polizia. Tra gli insegnanti ci saranno anche esperti stranieri che illustreranno alcune “buone pratiche” messe a punto in paesi di piu’ antica e massiccia immigrazione straniera, come l’Inghilterra e l’Olanda. (AGI) –

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Buon Natale


il due augura a tutti un buon Natale.

Ecco il Far West

Ciò che di fatto da molti anni accade nelle scuole private di italiano per stranieri, cioè il ricatto e lo sfruttamento di insegnanti malpagati, senza riferimenti contrattuali, privati dei minimi diritti come della prospettiva lavorativa, diventa legge!
La finanziaria 2006 istituzionalizza l’insegnameno nelle scuole private come un “lavoretto” e nello stesso tempo incrementa il bonus scolastico per coloro che vorranno studiare in questi istituti. I dettagli nell’articolo da www.repubblica.it.
Buon Natale.

La Finanziaria innalza il bonus scolastico, malgrado i tagli. E si potranno assumere docenti in deroga alla normativa nazionale. La protesta della Cgil.

Il Far West dei contratti
nel Natale delle scuole private
di SALVO INTRAVAIA

In arrivo, per le scuole paritarie, due regali di Natale. Il primo sottoforma di maggiori finanziamenti a favore di chi iscrive i figli nelle scuole private. Il secondo attraverso una maggiore “flessibilità del lavoro dipendente”, riservata solo alle non statali. Ma andiamo per ordine.
Nel maxi-articolo che costituisce la Finanziaria 2006 approvato ieri alla Camera contiene una gradita sorpresa per le scuole paritarie: l’incremento del bonus scolastico che nel 2006 arriverà a 157 milioni di euro. Un bel regalo se si considera che sul bilancio del ministero dell’Istruzione incombe un taglio di oltre un miliardo di euro. La seconda regalia arriva direttamente da viale Trastevere: una circolare del 12 dicembre avente per oggetto “Riconoscimento e revoche della parità scolastica: Rapporto di lavoro dei docenti”. Leggendo il provvedimento si ha la netta sensazione che le scuole paritarie sono autorizzate ad assumere docenti non necessariamente con contratto a tempo indeterminato come – tranne alcune eccezioni soprattutto per il personale religioso delle scuole cattoliche – stabilisce la normativa. Una specie di Far West dei contratti. In pratica, la natura del rapporto di lavoro degli insegnanti delle scuole non statali, che fino a qualche tempo fa non si discostava di molto da quello dei docenti delle scuole pubbliche, potrebbe cambiare e aprirsi a tutte le tipologie di lavoro introdotte dalla legge Biagi.
Netto, su tutte e due le questioni, il commento di Enrico Panini, segretario generale della FLC Cgil, che definisce la recente circolare “un’autentica cuccagna” per le private. La circolare del 6 dicembre è “un regalo ai gestori spregiudicati che non applicano il contratto. Infatti il ministero (smentendo in un colpo solo un parere dell’Avvocatura generale dello Stato, una circolare dello stesso ministero e una sentenza della Cassazione) stabilisce che il mancato rispetto degli obblighi contrattuali non è motivo di revoca (o di mancata concessione) del beneficio della parità”. Stesso commento in merito ai finanziamenti aggiuntivi per gli iscritti nelle scuole paritarie del Paese. “Che dire poi della Finanziaria per il 2006? Semplicemente un regalino di 157 milioni di euro, cioè più del triplo di quanto stanziato (per la precisione: 49.820.216 euro) con la Finanziaria del 2005, per un buono scuola a favore di chi iscrive i figli alle scuole private”.

www.strarete.it

L’Istituto Statale di Istruzione Superiore “C. Cattaneo” di Modena ha aperto una Commissione Intercultura e tutti i materiali in via di progettazione e realizzati sono sul sito www.strarete.it.
Nella presentazione si legge:

Salve, siamo un gruppo di docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “C. Cattaneo”, accomunati dall’interesse per le tematiche interculturali. Oltre alla quotidiana e sempre più complessa attività di docenti, lavoriamo per facilitare l’inserimento e l’accoglienza degli alunni stranieri nella scuola e nella società, confrontandoci per trovare insieme risposte a problemi sempre nuovi. La necessità di coordinare tanti progetti diversi e non disperdere le energie ha imposto un forte sforzo organizzativo.

Oltre ai progetti e ai numerosi materiali on line, il sito ha un forum a cui è possibile accedere, leggere e scrivere. I temi naturalmente spaziano dalle tematiche interculturali alle problematiche legate all’accoglienza, alla discussione sull’ìapproccio didattico alla classe plurilingua, a come insegnare l’italiano come lingua di studio.

Resoconto dal Seminario Nazionale di LEND

Nei giorni 24, 25 e 26 novembre 2005 si è tenuto il Seminario Nazionale di Formazione e Aggiornamento “Lingue e culture: una sfida per la cittadinanza” organizzato da Lend (Lingua e Nuova Didattica). Il 2005 è stato proclamato “Anno Europeo della Cittadinanza attraverso l’istruzione” dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. L’associazione Lend ha organizzato il convegno seguendo questo tema e cercando di mettere in evidenza il contributo che la conoscenza di più lingue e più culture può offrire allo sviluppo della cittadinanza attiva. I vari interventi si sono articolati sulla ricerca di ciò che sta alla base della cittadinanza, sulla politica linguistica dell’Unione Europea, prospettando curricoli plurilingui e approfondendo l’analisi del rapporto tra cittadinanza e intercultura.

Il legame tra “cittadinanza” e “identità” è stato analizzato da Jacques Pécheur, il quale ha messo in risalto le difficoltà della costruzione dell’identità in una società globalizzata, dove una forte ricerca di senso di appartenenza e identificazione da un lato convive e dall’altro si scontra, nella società occidentale, con il pensiero relativista che tende a bandire le affermazioni e gli atteggiamenti portatori di giudizio. Alla conclusione dell’intervento, Pécheur ha ribadito l’importanza del legame politico tra identità e cittadinanza e come la lingua sia alla base di questo legame. L’intervento di Jean Claude Beacco ha sottolineato come il concetto di “cittadinanza democratica” sia alla base delle politiche linguistiche del Consiglio d’Europa e come in alcuni Paesi la conoscenza della lingua sia già un criterio di accesso all’ottenimento della cittadinanza. Sempre incentrato sul tema del rapporto tra lingua, identità e cittadinanza, l’intervento di Hugh Starkey, ha messo in risalto le difficoltà che si incontrano quando si vuole far combaciare una lingua con uno Stato (ad esempio, negli Stati dove sono previste più lingue ufficiali, o dove coesistono dialetti e lingue nazionali, ecc.) e ha auspicato la formazione di una “cittadinanza cosmopolita”, basata sui principii e sulle norme della Dichiarazione dei diritti umani e sul riconoscimento delle uguaglianze e delle differenze.

Il Convegno si è concluso con l’intervento di Tullio De Mauro che ha sottolineato come l’educazione linguistica non sia sempre stata associata alla cittadinanza democratica, ma che tale legame è possibile e auspicabile nella scuola odierna.

Costanza Menzinger

Bollettino Itals n° 12

E’ uscito on line il n° XII del Bollettino Itals (novembre 2005)

Riportiamo sul blog la copertina con gli abstract degli articoli.
Per raggiungere il bollettino cliccate sul titolo di questo post.

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Alunni con cittadinanza non italiana

Titolo: Alunni con cittadinanza non italiana. Scuole statali e non statali – anno scolastico 2004/2005
Autore: MIUR – Direzione Generale per i Sistemi Informativi e Direzione Generale per lo Studente
Editore: MIUR
Anno: 2005
Genere: Intercultura

Si avvicina a 400.000 il numero di alunni stranieri presenti nella nostra scuola. Provengono da 187 Paesi del mondo e rappresentano una percentuale che supera il 4% della popolazione scolastica complessiva.
Anche quest’anno il Ministero approfondisce con la nuova indagine sugli alunni con cittadinanza non italiana i diversi aspetti di una realtà sempre più stabile e strutturale.

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Pit Corder

Parto da un dato: il nome di Pit Corder ricorre in tutti i manuali di glottodidattica e in ogni libro che si occupi non solo di interlingua ma anche di storia della didattica delle lingue. Pit Corder è riconosciuto come uno dei padri del grande salto che ha fatto sì che negli anni ’70 si soppiantassero definitivamente il comportamentismo e l’analisi contrastiva.
Tutto ciò non ha nulla di curioso. Sorprendente è invece il fatto che Pit Corder conti appena 18 citazioni in pagine internet in italiano. La maggior parte peraltro in bibliografie.

Pit Corder non è una Superstar della glottodidattica, questo è certo.

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Imparare e insegnare l’italiano come seconda lingua

Titolo – Imparare e insegnare l’italiano come seconda lingua
Autore – Gabriele Pallotti – A.I.P.I. Associazione Interculturale Polo Interetnico
Editore – Bonacci
Anno – 2005

Questo video per la formazione di insegnanti e operatori fornisce gli strumenti necessari a coloro che hanno il compito di accogliere bambini stranieri nelle scuole e nei centri extrascolastici per insegnare loro la lingua italiana.
Attraverso interviste a esperti, riprese in classe, analisi di casi, il video propone un percorso di formazione che tocca i temi più importanti della didattica dell’italiano a stranieri: l’organizzazione della scuola, il rapporto con la famiglia e le culture di origine, lo sviluppo del sistema linguistico, le pratiche di insegnamento più innovative.
Il video è corredato di un testo che comprende:
– sviluppi teorici delle nozioni presentate nel video;
– suggerimenti per l’uso in attività di formazione e auto-formazione;
– trascrizioni delle produzioni in interlingua e delle attività didattiche per facilitare l’analisi;
– indicazioni bibliografiche e altre risorse per trovare informazioni utili e approfondimenti.
Il corso di formazione è composto da:
• un DVD
• un libro

Nel 2005 27,9% in più gli stranieri nelle scuole italiane

repubblica.it riporta i risultati di una statistica molto interessante.

Secondo il rapporto del Miur “Alunni con cittadinanza non italiana” lo scorso anno scolastico quasi 370mila studenti erano stranieri
Sempre di più e sempre più colti
in un anno il 27,9% in più

di SALVO INTRAVAIA

Sempre di più, ma anche più “colti”, gli alunni stranieri in Italia. In appena un anno sono aumentati del 27,9 per cento. Ma la crescita più vistosa si registra tra gli studenti delle scuole superiori che, passando da 44.922 a 59.570, in 12 mesi sono aumentati di un terzo. Segno che la scolarizzazione dei figli di immigrati cresce in quantità, ma anche in qualità. Ma la vera sorpresa arriva dal sorpasso delle studentesse sugli studenti, primo caso in Italia.

Fino a qualche anno fa, la maggior parte degli alunni stranieri presenti nel nostro paese frequentava le scuole materne, elementari e medie. Pochi quelli che si spingevano fino al superiore: erano appena 6.410 nel 1997/1998, contro i 59.570 del 2004/2005. In 7 anni, gli alunni stranieri al superiore sono dunque decuplicati, mentre quelli degli altri segmenti sono aumentati “solo” di 6 volte. Oggi, la forbice esistente fra scuola elementare e superiore si sta chiudendo: il 17 per cento di alunni stranieri è iscritto alle scuole superiori, contro il 10 per cento di qualche anno fa. È quello che emerge dall’ultima pubblicazione del ministero dell’Istruzione dal titolo “Alunni con cittadinanza non italiana: anno scolastico 2004/2005”.

Crescono, quindi, in modo esponenziale gli stranieri (nati all’estero o in Italia da genitori non italiani) tra i banchi della scuola italiana: dai 282.683 dell’anno scolastico 2003/2004 ai 361.576 dello scorso anno. Presenza che si concentra nelle regioni del Nord e nelle scuole statali, che accolgono 9 stranieri su 10. Oggi, un alunno “italiano” su 24 ha origini straniere. Albanesi (60.364 alunni), marocchini (52.191), rumeni (41.695) e cinesi (18.683) i gruppi più rappresentati. E si prevede che fra appena cinque anni questa la presenza di stranieri crescerà ulteriormente, fino a toccare valori nel complesso variabili fra 558.547 e 610.817 unità. Tradotto: un alunno “straniero” su 15 nelle aule italiane. Incremento che, per via di altri ingressi in Italia e della elevazione dell’istruzione, riguarderà soprattutto i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado.

Ma quali sono gli indirizzi più gettonati dagli stranieri? Decisamente gli istituti professionali, dove l’incidenza sul totale degli alunni (italiani e non) nel 2004/2005 è stata del 4,57 per cento. Con record al primo anno (7,35 per cento) e nelle regioni del Nord Est del Paese che, sempre al primo anno, fanno registrare 13 alunni su 100 stranieri. Pochissimi i non italiani nei licei (1,1 per cento), pochi di più negli istituti tecnici (2,41 per cento). Ma il sorpasso delle femmine sui maschi non ha precedenti. Al superiore il 51,2 per cento degli studenti stranieri è di sesso femminile: a livello nazionale sono i maschi (con il 52 per cento) a prevalere sulle compagne. Secondo gli esperti del ministero questo fenomeno è “segno probabile di come dopo la ‘vecchia’ scuola dell’obbligo vi sia tra gli alunni maschi stranieri una tendenza all’abbandono scolastico per l’avvio al lavoro”. Situazione che non si verifica per gli studenti provenienti da alcuni paesi dell’Africa o dell’Asia dove la donna è ancora in una condizione di subordine rispetto all’uomo. Succede quindi che tra gli alunni provenienti dal Gambia o dalla Libia solo una su tre è femmina, così come avviene per gli alunni provenienti dall’Afghanistan.