Un articolo pubblicato qualche giorno fa su Repubblica on line (rintracciabile QUI) riportava una nuova tendenza della didattica che sta prendendo piede negli Stati Uniti.
La “nuova moda” sarebbe quella di dividere gli studenti in classi maschili e classi femminili per migliorare l’apprendimento degli studenti.
Archivi autore: porfido
Incontri – XIV Convegno Nazionale ILSA
Periodo di incontri questo!
Si terrà come sempre a Firenze il XIV Convegno Nazionale dell’ILSA (Insegnanti Italiano Lingua Seconda Associati) il 4 e il 5 novembre.
Il titolo di quest’anno è:
LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE LINGUISTICO-COMUNICATIVE IN ITALIANO L2
Il convegno è patrocinato dal Comune di Firenze e dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione.
I luoghi degli incontri sono:
Palazzo Vecchio (salone dei Dugento) – Istituto Tecnico per geometri G. Salvemini (via Giusti 27).
Il termine per le iscrizioni è il 28 ottobre.
Interverranno, tra gli altri, Gianfranco Porcelli, Monica Barni, Francesca Pelliccia, Maria Cecilia Luise.
Per maggiori informazioni e iscrizioni cliccate sul titolo dell’articolo oppure QUI.
La qualità dell’integrazione scolastica
Il convegno sull’integrazione scolastica è sicuramente il più importante appuntamento per quanti operano nel campo della disabilità sia per la qualità dei contributi scientifici, sia per la quantità dei soggetti che vi partecipano.
Quest’anno il Convegno prevede anche una sessione speciale sull’autismo. La direzione scientifica, come per le precedenti sessioni, è affidata ad Andrea Canevaro e Dario Janes.
La struttura del convegno prevede:
– 3 Sessioni plenarie, programmate per venerdì 11 novembre, sabato 12 novembre e domenica 13 novembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00 .
– 77 workshop di approfondimento
– 142 relatori
– Ospiti stranieri
– Spazio aperto agli interventi liberi
– Esposizione di software e materiale didattico
– Crediti ECM
– Enti patrocinatori
– iscrizioni al convegno
77 workshop di approfondimento .
Sia il venerdì che il sabato ogni partecipante avrà la possibilità di scegliere tra due workshop di due ore ciascuno (uno tra le 14.00 e le 16.00 e l’altro tra le 16.30 e le 18.00) o uno di quattro ore (dalle 14.00 alle 18.00).
Gli ospiti stranieri previsti in programma sono:
– Howard Gardner
«Le intelligenze multiple in classe: come individualizzare la didattica»
– Boris Cyrulnik
«Costruire la resilienza: bambini più forti attraverso legami e significato»
– Margot Sunderland
«Raccontare storie aiuta i bambini: il valore educativo e terapeutico della narrazione»
L’iscrizione entro il 4 novembre prevede una quota ridotta.
L’informazione è tratta dalla rivista on line LA TECNICA DELLA SCUOLA
Circoli virtuosi (o viziosi?)
Torno or ora dalla fiera del libro di Francoforte e trovo una mail del mio caro amico Piroclastico che mi segnala che dietro sua segnalazione è uscito un articolo che segnala il blog di segnalazioni IL DUE…
…che forza internet.
Comunque… grazie agli amici di

per la bella recensione che trovate cliccando QUI.
Solo… c’è una cosa che non capisco. Nessuno lascia commenti su questo blog.
C’è qualcosa che non va? Qualcosa che non convince? Perché se continua così e mi lasciate da solo io mi annoio…
A prestissimo
Il blog rimarrà fermo qualche giorno.
Tornerà la prossima settimana.
A presto.
Seminario Nazionale di Lend

Si terrà a Roma dal 24 al 26 novembre il Seminario Nazionale dell’associazione Lend (Lingua e nuova didattica). Il titolo è molto interessante: Lingue e culture: una sfida per la cittadinanza.
Il seminario si terrà presso l’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma in Piazzale Aldo Moro, 5. Maggiori informazioni le trovate sul sito www.lend.it.
Interverranno, tra gli altri, Anna Ciliberti, Massimo Vedovelli, Luciano Mariani, Tullio De Mauro.
Potete scaricare il programma del seminario cliccando sull’immagine qui sopra.
Psicopedagogia e didattica

Inauguro oggi la sezione di presentazioni di libri. A presto anche una recensione.
Titolo: Psicopedagogia e didattica. Processi di insegnamento e di apprendimento
Autore: Lerida Cisotto
Editore: Carocci
Data di Pubblicazione: 2005
Il volume esplora le principali implicazioni delle teorie dell´apprendimento in campo educativo e didattico, seguendo un itinerario che si sviluppa dalle tesi del cognitivismo fino a quelle più recenti degli studi socio-culturali – il costruttivismo sociale, l´approccio dialogico e quello narrativo – e ne considera le ripercussioni sugli obiettivi dell´istruzione e sulle metodologie dell´intervento didattico. Se il cognitivismo ha avuto il merito di porre in risalto la centralità dei processi con cui gli studenti imparano, la prospettiva socio-culturale amplia il punto di vista su tali processi, sostenendo la necessità di considerarli alla luce dei gruppi sociali, dei contesti e delle pratiche di attività. Ma vi sono altri aspetti che hanno grande influenza sull´imparare a scuola, in particolare quelli sottesi all´autonomia dell´apprendimento e ai fattori affettivo – motivazionali. Il volume si sofferma anche su motivi, in quanto orientano gli atteggiamenti più o meno impegnati con cui gli studenti partecipano al curricolo scolastico. Il filo conduttore è dunque il complesso rapporto tra processi di pensiero, conoscenza didattica e il volamelo esplora anche al fine di proporre spunti utili per l´innovazione delle pratiche didattiche degli insegnanti.
Le sigle dell’italiano a stranieri

Il mondo dell’italiano per stranieri e le sigle.
Siamo veramente una categoria amante degli acronimi. Da quelli che designano scuole come la DILIT (l’orribile “Divulgazione della lingua italiana”) ai nomignoli per i molteplici di corsi e certificazioni universitari (Ditals – Itals – Cedils – Alias…) ai più spiccioli indicatori di certificazione di conoscenza dell’italiano (Cils – Celi – It – Plida). Non mancano memmeno (e qui ringraziamo Internet) i modi ormai acquisiti per riferirsi alle università attraverso il dominio del web, così se vogliamo parlare dell’Univertità per stranieri di Siena potrà essere opportuno dire Unistrasi (appunto da www.unistrasi.it), Unistrapigi per L’Università per stranieri di Perugia (www.unistrapg.it) e Unive per la storica Ca’ Foscari di Venezia.
Accanto a questo divertente quadretto non mancano le associazioni che a diverso titolo raccolgono e accolgono ora insegnanti ora scuole. E’ questo un vero e proprio vaso di pandora. Basterà entrare nel sito di una qualsiasi scuola per accorgersi (propongo per cominciare il sito della Torre di Babele, una delle più importanti scuole di Roma su www.torredibabele.com) che esistono ASILS, ELITE, ITALIA, TANDEM, ALTO, FIYTO. E più di questi improbabili nomignoli riesce a mettere in home page il sito di una scuola più, pare, la sua credibilità aumenta.
Beh… anche noi qui non siamo da meno. Con I.L. DUE continuiamo a perpetuare la tradizione…
I tempi andati (?)
Succedeva un paio d’anni fa sulla lista di discussione Italiano L2 del sito dell’Università per stranieri di Perugia.
Ci fu una fitta rete di scambi di messaggi riguardanti i salari e le condizioni di lavoro degli insegnanti di italiano L2/LS in Italia e nel mondo. Venne creato un piccolo sito internet che aveva l’intento di censire proprio gli insegnanti e le scuole da un punto di vista sindacale. Purtroppo arrivarono (eh, i colleghi potranno apprezzare l’uso del passato remoto per creare distanza psicologica più che temporale) poco più di una dozzina di questionari compilati e i dati non sono mai stati rivelati. Poco importa. Ciò che conta è che da allora ben poco si è mosso. Di quell’esperienza una cosa resta di “memorabile”: la pagina dei link a quelle fervide discussioni apparse sulla lista di Perugia, raggiungibili qui. Sarebbe utile che i nuovi insegnanti e tutti coloro che vogliono intraprendere questo bellissimo lavoro sappessero a che mondo vanno incontro e questi archivi possono dare a loro un’idea e a noi… ricordare che ci siamo fermati…
Gli studenti… perché non imparano?

Oggi propongo un articolo di ormai 25 anni fa scritto da Christopher Humphris e reperibile insieme a molti altri sul sito della Dilit – IH. Mi sono imbattuto in questo testo e credo che, in molte classi, l’invito di Christopher sia ancora inascoltato. La colpa, sia ben chiaro, non voglio darla ai professori, ma a chi non ha ancora capito che la conoscenza di una materia non crea automaticamente un buon insegnante. L’ho sempre sospettato quando ero studente, ne sono certo oggi che sono nell’altro lato della classe.
Buona lettura.
Perché non imparano?
Christopher Humphris
Il concetto tradizionale dell’insegnante è di una persona che dà. “Insegnare” è un verbo attivo, cioè l’insegnante fa qualcosa; lo fa coscientemente, decide cioè che cosa farà e come lo farà, e poi lo fa. Si può fare un’analogia con l’atto di fare un regalo: si formula l’idea, si compra il regalo, e si porta il regalo al destinatario. Il destinatario non è attivo, riceve e basta. È passivo.
Però se spostiamo la nostra attenzione dal verbo “insegnare” al verbo “imparare” viene fuori un’altra visione delle cose. L’analogia fatta non regge più. Dopo che il donatore ha presentato il regalo, il destinatario lo possiede. L’atto attivo di “dare” determina per forza l’atto passivo di “ricevere”. Se una cosa viene data non può non essere ricevuta. Invece sappiamo che tante cose “insegnate” non vengono “imparate”. Conclusione: imparare è un atto attivo autonomo, cioè non dipendente da un atto di insegnamento.
Esaminiamo questo verbo “imparare “. Vuol dire passare da “non sapere” a “sapere” qualcosa. Il destinatario del regalo è passato da “non possedere” a “possedere” il regalo senza fare niente. Il discente, invece, come abbiamo detto, deve essere attivo se vuole passare da “non possedere” a “possedere” nuove conoscenze. Altrimenti, non impara. Il discente non è un destinatario, è un “appropriatore”, prende attivamente le nuove informazioni.
Visto da questo punto di vista il problema del “non imparare”, che è il problema di tutti gli insegnanti, prende tutt’un altro aspetto. Se una persona non impara qualcosa, non è perché l’insegnante non l’ha insegnata bene – abbiamo detto che i due verbi non sono dipendenti l’uno dall’altro. È semplicemente dovuto al fatto che il discente non ha preso. Prima di prendere una cosa una persona ha voglia di prenderla, le interessa o le serve. In queste condizioni la prende, la prende subito, tranquillamente; il discente si appropria della nuova informazione.
Però se la persona si trova in un ambiente in cui il suo diritto di prendere non è riconosciuto da chi ha più potere, avrà la tendenza a non prendere più, almeno quando il potere è presente. Parallelamente il discente che ha un insegnante che gli impone il ruolo di destinatario, è cioè l’insegnante che decide che cosa, quando e in che modo lui dovrebbe ricevere, avrà la tendenza ad assumere un ruolo passivo.
In quest’ottica il ruolo dell’insegnante sarebbe quindi quello di offrire ai discenti esperienze vastissime in modo che la probabilità di incontrare nuovi elementi di conoscenza sia maggiore e quindi maggiore sia la voglia di appropriarsene. L’insegnante dovrebbe inoltre dimostrare con una prassi costante di essere convinto che il discente è in grado di appropriarsi delle conoscenze da solo.
È quest’ultimo punto ad essere il più difficile; proprio perché implica l’abbandono totale della figura dell’insegnante che “interroga”, che “controlla”, che “segue” e che ha tutte le particolarità della chioccia.


