Roccia vulcanica che presenta grandi cristalli di feldspato dispersi in una pasta di fondo, in genere dura e molto resistente alle sollecitazioni meccaniche.
A me, personalmente, è una questione che non ha mai appassionato. Ma a molti interesserà.
Il governo italiano sta promuovendo un piano per difendere l’uso dell’italiano all’interno dei lavori della Commissione Europea. La Dante Alighieri, con un notiziario, ha inviato agli iscritti un articolo in cui si chiariscono i termini e le modalità dell’intervento.
Negli scorsi giorni è uscito il secondo numero del bollettino dell’ADMIS.
Quello che nel primo numero era a livello di progetto, nel secondo numero viene annunciato come realtà: è nato l’albo degli insegnanti di italiano L2/LS.
da Gli altri noi – storie di immigrazione, su Repubblica.it
Avviate il cronometro e immaginate di raccontare a uno straniero sconosciuto gli anni più importanti della vostra vita. Avete un quarto d’ora ma il tempo effettivo – considerando che ogni frase va tradotta dall’interprete – è circa la metà. Sette-otto minuti, dunque. Concluso l’esperimento, domandatevi se il vostro interlocutore si è fatto un’idea precisa di chi siete. E’ molto importante. Deve, infatti, decidere sul vostro futuro. Se gli avrete fatto una buona impressione, vi concederà di continuare a vivere. Se non ci sarete riusciti, vi condannerà a essere dei fantasmi. Non potrete lavorare, non avrete un documento di identità e al primo controllo di polizia sarete imprigionati e poi espulsi.
Aggiungiamo alla categoria delle Citazioni anche l’unico nome italiano che sia mai entrato nel novero dei veramente grandi: Maria Montessori, uno di quei personaggi le cui parole e le cui azioni ricordiamo, un po’ tutti, troppo poco. Nel passo che segue, la Montessori parla, come di consueto, di bambini, ma sappiamo quanto la didattica delle lingue abbia attinto alla pedagogia, scienza primaria dell’insegnamento. Il tema è uno dei più cari al nostro campo: come trattare l’errore.
Eccoci alla terza puntata della saga legata al portale che dovrebbe (e premettiamo che lo fa egregiamente!) diffondere urbi et orbi la fama del Bel Paese.
Dopo l’apertura e la chiusura, finalmente un personaggio di spessore se n’è assunto la responsabilità! Si tratta di Michela Vittoria Brambilla, fondatrice dei Circoli per la libertà nonché dell’emittente satellitare TV della libertà.
“Meno griffe e più decoro”.
A scuola tutti con il grembiule: ecco la proposta del neo ministro dell’istruzione.
C’è sempre una ragione valida per una proposta oziosa e che sarebbe degna di gossip se non fosse così deprimente.
Come cita Wikipedia, “L’Accademia della Crusca è un’istituzione che raccoglie studiosi ed esperti di linguistica e filologia italiana e, fra quelle esistenti, è la più antica accademia italiana.
Rappresenta sicuramente la più prestigiosa istituzione linguistica italiana.
Sorta a Firenze nel 1583, si è sempre distinta per il suo strenuo impegno a mantenere “pura” la lingua italiana originale, pubblicando già nel 1612 la prima edizione del Vocabolario della lingua italiana, che servì da esempio lessicografico anche per le lingue francese, spagnola, tedesca ed inglese.”
Oggi, dopo 425 anni, per la prima volta la più alta carica di questa istituzione è una donna: Nicoletta Maraschio, eletta il 16 maggio scorso e che succede a Francesco Sabatini.
Beppe Severgnini è di certo uno dei giornalisti più attenti alla lingua italiana, in modo gustoso e mai pedante.
Non avrà forse ha la profondità di un Serianni, ma le sue cose sono sempre piacevoli da leggere, sull’autobus, in treno, in aereo…
E’ uscito il n° 7 di Officina.it, la rivista on line di Alma Edizioni. Questo numero è dedicato all’apprendimento del lessico e ha per titolo, appunto, “Ripartire dal lessico”.
Lingua, razzismo linguistico, intercultura, pregiudizi e tanto altro in questo interessantissimo articolo di Tullio De Mauro pubblicato sull’ultimo numero di Internazionale.
L’Italia e gli zingari Teniamo e vogliamo tenere i rom ai margini, e però rimproveriamo loro di essere marginali
Internazionale 746, 29 maggio 2008
“E a proposito di rom”: nell’organizzazione favolistica che i telegiornali danno al succedersi delle notizie (se così possono chiamarsi) negli ultimi giorni almeno tre volte è capitato di sentire questa frase usata per legare tra loro fatti di varia luttuosità e violenza privi, nei tre casi, di un nesso specifico con gli zingari (in un paio con rumeni e immigrati).
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